TRA CAMERA E SENATO

Manovra e decreto Ristori, si apre settimana clou per i due provvedimenti economici

Di fatto l’assemblea di Montecitorio sarà chiamata a “ratificare” le modifiche al decreto Ristori in “versione unificata” apportate dall’aula di Palazzo Madama, e allo stesso tempo il Senato farà lo stesso con la legge di Bilancio, i cui tasselli portanti nella partita delle modifiche sono stati definiti nel passaggio del testo alla Camera

di Andrea Carli

Dl Ristori: da capitolo scuola a sospensione mutui

3' di lettura

La settimana che si apre, e dodici giorni dal Natale, si preannuncia di importanza sostanziale per i due principali provvedimenti economici messi in campo dal governo per rilanciare un’economia travolta dal Coronavirus: la manovra, allo stato attuale all’esame della Camera, e il decreto Ristori, al Senato. In entrambi i casi siamo ancora alla prima lettura. Il conto alla rovescia per la conversione in legge dei due provvedimenti è iniziato.

Forcing alla Camera sulla manovra

Maggioranza e governo tenteranno di mantenere la tabella di marcia che prevede di chiudere l'esame della manovra vicina ai 40 miliardi in commissione Bilancio alla Camera mercoledì 16 . Il testo passerebbe poi all’esame dell’aula il 18, che dovrebbe dare il via libera in prima lettura, con una probabile fiducia su un maxi-emendamento, entro domenica 20 dicembre. In questo modo lunedì 21 la manovra approderebbe in Senato dove tre giorni dovrebbero essere sufficienti per l'esame del testo, a quel punto blindato. I tempi stretti infatti rendono di fatto impossibile l'inserimento di ulteriori modifiche da parte di Palazzo Madama, ma le questioni che resteranno irrisolte dovrebbero essere “ affidate” al Dl ristori quinquies, che potrà contare sulle risorse del nuovo, già annunciato, scostamento di bilancio (probabilmente a gennaio). Qualora si dovessero allungare i tempi alla Camera, l'alternativa resterebbe quella di dare il via libera definitivo al provvedimento tra Natale e Capodanno (ma dopo il 31 scatterebbe l’esercizio provvisorio) . Ad oggi il via libera definitivo alla manovra da parte del Senato è atteso per il 28 dicembre.

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Braccio ferro su superbonus, costi e nodi

Continuano intanto le riunioni di maggioranza e gli incontri con le opposizioni per trovare accordi sulle modifiche alla manovra. Il braccio di ferro a cui si assiste all’interno della maggioranza è sulla proroga del superbonus al 110% oltre dicembre 2021. Tutte le forze la vogliono, ma lo scontro è sulla durata. I Cinque Stelle lanciano ultimatum affinché il termine venga portato a fine 2023, mentre il Pd sarebbe disponibile a fermarsi intanto al 2022, magari lavorando per inserire una ulteriore proroga in un prossimo provvedimento. In base a quanto si apprende da fonti di maggioranza, il problema è strettamente economico: ogni anno in più di proroga costerebbe fra i 7,5 e i 9,5 miliardi di euro. Al momento, per allungare i tempi sarebbero stati “impegnati” 5 miliardi del Recovery. E, nelle pieghe della manovra, sarebbero già stati trovati altri 1,6 miliardi. Questo permetterebbe di approvare già nel ddl di Bilancio un allungamento della scadenza, che copra i lavori terminati entro la fine del 2022, ma mettendo come paletto metà 2022 per l'avvio delle opere da coprire col superbonus. Una soluzione che però non soddisfa i Cinque Stelle, che mirano a far convogliare sulla proroga altri fondi, per farla arrivare a fine 2023. Per la valutazione economica dell'operazione, viene ancora spiegato, ci sono poi da considerare norme di carattere europeo che la renderebbero economicamente meno onerosa per lo Stato se le conseguenze sulle casse pubbliche si fermassero al 2026. Considerando che lo sgravio fiscale si spalma su 5 anni, per adesso in quel termine rientrano solo le opere del 2021.

Dl Ristori al Senato: va convertito entro il 27 dicembre

Quanto invece al decreto Ristori da poco meno di 20 miliardi (600 milioni a disposizione per i ritocchi), nel quale sono confluite le versioni bis, ter e quater dei provvedimenti che il governo ha di volta in volta messo in campo per sostenere le categorie travolte dalle restrizioni anti-Covid, una volta ottenuto il via libera delle commissioni Bilancio e Finanze del Senato si appresta ad affrontare l’esame dell’aula di Palazzo Madama: lunedì 14 dicembre il provvedimento approderà in aula. Ii due relatori (Marino di Italia Viva e Presutto dei Cinque Stelle) presenteranno gli oltre sessanta corrrettivi approvati dalle due commissioni (si veda anche Il Sole 24 Ore del 13 dicembre). Dopodiché, una volta ottenuto il via libera dei tecnici della Ragioneria generale dello Stato sul piano delle coperture, è attesa la predisposizione di un maxi-emendamento per ii voto di fiducia di martedì 15 dicembre. Anche qui i tempi sono stretti: il decreto Ristori dovrà concludere la sua corsa entro il 27 dicembre (allo stato attuale siamo ancora all’esame in prima lettura), data in cui scade il primo dei quattro decreti legge.

Doppio binario nell’esame dei provvedimenti

Di fatto la Camera sarà chiamata a “ratificare” le modifiche al decreto Ristori in “versione unificata” apportate dal Senato, e allo stesso tempo il Senato farà lo stesso con la legge di Bilancio, i cui tasselli portanti nella partita delle modifiche sono stati definiti nel passaggio del testo a Montecitorio. Una sorta di doppio binario lungo il quale passeranno i due provvedimenti del governo che puntano a far ripartire il motore della macchina dell’economia.

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