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Manovra, ecco dove andranno i 38 miliardi stanziati dal governo

Primo testo definito, ma serve un nuovo sì in Consiglio dei ministri prima dell’invio a Quirinale e Camera. Confermati bonus edilizi e moratorie sui prestiti

di Marco Mobili, Gianni Trovati

Manovra, Conte; non prevediamo nessun aumento di tasse

Primo testo definito, ma serve un nuovo sì in Consiglio dei ministri prima dell’invio a Quirinale e Camera. Confermati bonus edilizi e moratorie sui prestiti


4' di lettura

Il testo della legge di bilancio esce dalla segretezza in cui il governo l’aveva confinato. Ma non riesce ancora ad arrivare in Parlamento, dove non approderà prima della prossima settimana dopo un consiglio dei ministri che dovrebbe tenersi lunedì 16 novembre. Il nuovo passaggio a Palazzo Chigi è stato ri chiesto dal Quirinale, a causa della lunga sospensione seguita all’approvazione «salvo intese» del 18 ottobre. Sospensione nel corso della quale la legge di bilancio è lievitata di giorno in giorno. Fino a totalizzare i 248 articoli snocciolati dalla bozza circolata venerdì 13 novembre. Articoli che passano in rassegna una teoria infinita di misure spesso settoriali e di dettaglio.

La bozza del Ddl di bilancio

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Un impianto da 38 miliardi

In questo impianto da circa 38 miliardi, che nel testo finale potrebbero salire un po’ grazie a qualche copertura autonoma, spiccano per dimensioni i circa 5,3 miliardi per finanziare altre 12 settimane di Cig Covid per le aziende in difficoltà, i 4 miliardi del nuovo Fondo ristori (che potrebbero salire a 5 ma tutto l’impianto è in movimento con i nuovi decreti in arrivo), 3 miliardi (3.012,1 milioni a esser precisi) per l’assegno unico ai figli e il miliardo aggiuntivo con cui il fondo sanitario (che arriva a 121.370 milioni) finanzierà l’indennità di esclusiva per i medici e la estenderà agli infermieri, alimenterà i contratti di specializzazione e promuoverà i tamponi effettuati dai medici di base. Per la riforma fiscale ci sono 2,5 miliardi dal 2022 e 1,5 miliardi all’anno dal 2023. Per arrivare agli 8 indicati a metà ottobre dal ministro dell’Economia Gualtieri bisogna sommare i fondi per l’assegno unico, che nel 2022 salgono a 5,5 miliardi. Addio alla società Stretto di Messina, il cui patrimonio passa all’Anas. Alle modifiche parlamentari sono lasciati 800 milioni.

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Gli aiuti Ue

Ancora tutto da cifrare è poi il capitolo europeo della manovra che, con il fondo legato alla Recovery and Resilience Facility, dovrà introdurre il ponte necessario ad avviare gli interventi che saranno poi finanziati dal nuovo meccanismo comunitario. Ma in partenza c’è anche il nuovo quadro finanziario dell’Unione, con i programmi comunitari che nella manovra trovano i nuovi meccanismi di cofinanziamento nazionale.

Garanzie statali sui prestiti

Ma il cuore vero della legge di bilancio si incontra spesso in norme che non si traducono in stanziamenti di nuova spesa pubblica diretta. Per le imprese arriva l’estensione dei meccanismi di garanzie sui prestiti che si allungano al 30 giugno 2021 in linea con la quarta modifica approvata il mese scorso al Temporary Framework Ue sugli aiuti di Stato. Ma ad ampliarsi non è solo il calendario.
Perché sfruttando le ultime modifiche decise a livello comunitario la manovra allarga il raggio d’azione di Garanzia Italia, che potrà intervenire anche nelle rinegoziazioni di finanziamenti esistenti, a patto che la rimodulazione preveda un credito aggiuntivo di almeno il 25% rispetto all’operazione originaria. La garanzia pubblica si estende poi alle cessioni pro soluto. E, soprattutto, Garanzia Italia apre le porte anche alle medie imprese, quelle che in organico hanno fra 250 e 499 dipendenti, alle stesse condizioni agevolate proposte dal Fondo centrale di garanzia (garanzie gratis, per il 90% del finanziamento fino a 5 milioni).
Questo passaggio delle Pmi verso Garanzia Italia serve anche a avviare il ritorno progressivo all’attività ordinaria dell’altro fondo di garanzia, quello per le aziende più piccole gestito da Cdp (articolo 13 del decreto liquidità di aprile), anch’esso prorogato in ogni caso dalla manovra fino al 30 giugno prossimo. Alla stessa data viene prorogata, in modo automatico salvo rinuncia espressa, la moratoria dei mutui per le Pmi, che trova anche un’altra finestra di adesione entro il 31 gennaio.

Pioggia di bonus

L’impianto della legge di bilancio si muove in stretta continuità con le norme anti-crisi che hanno cadenzato i mesi dell’epidemia. E la conferma arriva dalla nuova tornata di bonus, agevolazioni e sconti fiscali per incentivare questa o quella forma di consumo. Confermata la replica del bonus per motorini elettrici e monopattini, con 100 milioni aggiuntivi indispensabili a coprire tutte le richieste dell’ultimo infelice click day. Nonostante il progetto di unificazione delle misure per la famiglia, poi, la stessa manovra che lancia l’assegno «unico» ripropone anche il bonus natalità, che premia (con 340 milioni sul 2021) i figli nati o adottati il prossimo anno. Tra le conferme ci sono poi i tradizionali bonus edilizi ma non quello «super» del 110%, che nelle intenzioni del governo sarà finanziato dal Recovery Plan. Il ventaglio delle agevolazioni si occupa poi di favorire nuovi filoni imprenditoriali al femminile oppure nei settori della creatività (architettura, moda, cinema, comunicazione e pubblicità).

Onlus e fondazioni

In legge di bilancio trova spazio anche lo sconto fiscale per favorire le attività sociali delle fondazioni bancarie, annunciato da Gualtieri nelle scorse settimane. L’incentivo si traduce in una detassazione del 50% degli utili a patto che gli interventi siano rivolti a famiglia, formazione giovanile, ricerca, sicurezza, sviluppo locale o beni culturali.

Affitti brevi

Il fisco dà, il fisco prende. In particolare, questa volta, dai titolari di case impiegate per gli affitti brevi, un settore già schiacciato dall’emergenza sanitaria che ha cancellato il turismo. In manovra rispunta infatti la norma che limita la cedolare del 21% ai proprietari che destinano a questo utilizzo non più di 4 appartamenti per ogni periodo d’imposta. La stessa regola si applicherà anche agli intermediari immobiliari e alle piattaforme online.

Rimborsi per il piano cashback esentasse
I rimborsi in arrivo per chi paga con carte e bancomat previsi dal piano per il cashback saranno esentasse. La bozza della manovra, nella norma in cui limita anche la lotteria degli scontrini ai soli pagamenti elettronici, precisa che «i rimborsi attribuiti non concorrono a formare il reddito» e «non sono assoggettati ad alcun prelievo erariale». Il nuovo meccanismo, parte del più generale Piano Italia Cashless, dovrebbe applicarsi dai pagamenti tracciabili del mese di dicembre: secondo quanto indicato nella bozza del decreto attuativo, i primi rimborsi - fino a 150 euro sulle spese di Natale - dovrebbero arrivare nel mese di febbraio e poi a cadenza semestrale. Previsti anche due 'superpremi' l'anno da 1.500 euro ciascuno ai primi 100mila che utilizzano più volte la moneta elettronica.

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