occupazione femminile

Manovra: ecco tutti gli sgravi per assumere donne

Obiettivo: fornire un sostegno all’occupazione femminile, già in sofferenza e ulteriormente colpita dall’emergenza creata dal nuovo coronavirus

di N.Co.

Manovra: ecco gli sgravi per assumere donne

3' di lettura

La manovra per il 2021, con l’obiettivo di fornire un sostegno all’occupazione femminile - già in sofferenza e ulteriormente colpita dall’emergenza creata dal nuovo coronavirus - introduce sgravi per l’assunzione di donne. In via sperimentale per il 2021 e il 2022, raddoppia, limitatamente alle assunzioni di donne, lo sgravio introdotto dalla legge Fornero (articolo 4 della legge 92/2012), con un limite annuo massimo di fruizione. «Non si tratta di un’agevolazione del tutto nuova - ricorda in un approfondimento specifico la Fondazione consulenti del lavoro - in quanto la disposizione richiama espressamente quella già prevista cosiddetta legge Fornero che, sin dal 2013, contemplava una riduzione del 50% dei contributi a carico del datore che assumesse lavoratrici in determinate condizioni». Attualmente il tasso di occupazione femminile è al 49,3%, 18 punti indietro rispetto agli uomini.

GLI SGRAVI PER L'ASSUNZIONE DI DONNE: A CHI SPETTA
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A chi spetta l’agevolazione

Destinatari dell’agevolazione sono i datori di lavoro che assumono:

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- donne over 50 anni, disoccupate da oltre dodici mesi, ovunque residenti;

- donne di qualsiasi età, residenti in una delle aree ammissibili ai finanziamenti dei fondi strutturali europei (Basilicata, Campania, Puglia, Sicilia e Sardegna e altre zone destinatarie di aiuti) e prive di un impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi;

- donne di qualsiasi età con una professione o di un settore economico caratterizzati da una accentuata disparità occupazionale di genere (individuati dal Dm 16 ottobre 2020). La lavoratrice deve essere priva di impiego da almeno sei mesi.

- donne di qualsiasi età, ovunque residenti, prive da almeno 24 mesi di impiego regolarmente retribuito.

La riduzione contributiva

Viene riconosciuta una riduzione contributiva totale, pari al 100% dei contributi a carico del datore di lavoro, fino a un importo massimo di 6mila euro l’anno.Lo sgravio viene riconosciuto per assumere donne lavoratrici, con contratto di lavoro a tempo indeterminato o trasformare a tempo indeterminato contratti di lavoro dipendente a tempo determinato, anche in somministrazione. Per le assunzioni effettuate con contratto di lavoro a tempo indeterminato la riduzione dei contributi spetta per 18 mesi, a partire dalla data di assunzione. Per le trasformazione a tempo indeterminato, la riduzione si applica fino al diciottesimo mese dalla data di assunzione con il contratto a termine poi stabilizzato. Il limite massimo dell’esonero contributivo è sempre pari a 6mila euro annui.

L’incremento occupazionale netto

La manovra precisa che le assunzioni devono comportare «un incremento occupazionale netto calcolato sulla base della differenzatra il numero dei lavoratori occupati rilevato in ciascun mese e il numero dei lavoratori mediamente occupati nei dodici mesi precedenti». Per i dipendenti con contratto di lavoro a tempo parziale, il calcolo è ponderato in base al rapporto tra il numero delle ore pattuite e il numero delle ore che costituiscono l’orario normale di lavoro deilavoratori a tempo pieno». L'incremento della base occupazionale, spiegha la normativa, è considerato al netto delle diminuzioni del numero degli occupati che si verifica in società controllate o collegate, ai sensi dell’articolo 2359 del codice civile o facenti capo, anche per interposta persona, allo stesso soggetto.

Incentivo subordinato all’autorizzazione della Commissione europea

L’efficacia dell’incentivo contributivo è subordinata all’autorizzazione della Commissione europea. La Fondazione consulenti del lavoro ricorda che una volta ottenuta l’autorizzazione il singolo richiedente dovrà rispettare alcune condizioni: «non superare il limite massimo di 800mila euro (per impresa o al lordo di qualsiasi imposta o altro onere) complessivi computando tutti gli aiuti concessi ai sensi della Commissione europea C(2020) 1863 final, del 19 marzo 2020». E sottolinea che l’incentivo «non può essere concesso a imprese in difficoltà al 31 dicembre 2019 o che abbiano incontrato difficoltà o si siano trovate in una situazione di difficoltà successivamente, a seguito dell’epidemia Covid-19». Viene anche precisato che questo requisito non è richiesto alle microimprese o alle piccole imprese che erano già in difficoltà al 31 dicembre 2019 (purchè non siano soggette a procedure concorsuali per insolvenza e non abbiano ricevuto aiuti per il salvataggio o aiuti per la ristrutturazione). Sono esclusi dall’esonero i premi dovuti all’Inail per l’assicurazione infortuni sul lavoro.

La copertura

La copertura degli oneri - 37,5 milioni di euro per l’anno 2021 e 88,5 milioni di euro per l’anno 2022 - è fornita dalle risorse del Programma Next Generation Eu.

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