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Manovra, tra gli emendamenti anche l’esenzione fiscale fino a 10 euro per i buoni pasto elettronici

Tra gli emendamenti segnalati alla manovra spunta un’esenzione più ampia per i buoni pasto concessi dai datori di lavoro ai dipendenti: passerebbe da 8 a 10 euro

di Flavia Landolfi

2' di lettura

Spunta anche un allargamento dell’esenzione fiscale per i buoni pasto tra i papabili segnalati, il pacchetto di 450 emendamenti che affrontano ora il vaglio della Camera. E che dovranno scampare alla tagliola di compatibilità e coperture per approdare nella manovra di bilancio. Nel rush di fine anno spuntano nuovi desiderata da parte dei partiti: sono gli ultimi arrivati ma non per questo hanno meno probabilità di scamparla. Anzi. Tra questi l’esenzione fino a 10 euro dei buoni pasto elettronici concessi dai datori di lavoro ai dipendenti che dunque, se approvata, allargheranno la no tax area per i lavoratori che ne beneficeranno.

Buoni pasto

È un emendamento firmato Fratelli d’Italia che introduce questa esensione. In particolare il nuovo articolo 14-bis del testo della manovra che recita: «All'articolo 51, comma 2, del Testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, le parole: “di euro 4, aumentato a euro 8 nel caso in cui le stesse siano rese in forma elettronica” sono sostituite dalle seguenti: «di euro 10, da rendersi esclusivamente in forma elettronica o digitale». Cambierebbe quindi se approvato l’esenzione fiscale per i ticket elettronici alzando la soglia dagli attuali 8 euro ai 10 mentre tutto resterebbe invariato per i buoni pasto cartacei. «L’emendamento - spiega Ylenja Lucaselli (FdI) relatrice alla Camera di questa modifica - ha buone probabilità di entrare tra i supersegnalati e comunque noi lo sottoporremo con convinzione all’esame del governo». Secondo l’esponente del partito di Giorgia Meloni si tratta «di una norma di buon senso che vuole venire incontro ai lavoratori per cercare di alleviare il costo della vita con uno strumento che si applica indifferentemente a molte categorie di lavoratori». Sulle coperture però l’ultima parola spetta al Mef: sarà la Ragioneria a valutarne la fattibilità.

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La disciplina

Totalmente deducibili per i datori di lavoro i ticket sono stati riconosciuti anche per chi presta la propria attività in regime di lavoro agile. A questo proposito l’agenzia delle Entrate in un interpello (n.956-2631/2020), ha spiegato che la tassazione agevolata vale anche per i lavoratori in smart working. L’eventuale allargamento dell’esenzione fiscale scatterebbe quindi necessariamente anche per i dipendenti che lavorano da casa. Ma cosa implica l’allargamento dell’esenzione fiscale? In sostanza i ticket fino alla soglia di 10 euro (oggi 8 euro) non concorrono alla formazione del reddito e dunque non sono tassabili. Lo sono tutte le quote eccedenti quella soglia: se dunque un dipendente gode di un pacchetto mensile di ticket - per esempio - di 11 euro, pagherà le tasse solo su quell’euro eccedente.

Corrispettivi telematici

Tra i nodi legati all’incasso dei ticket da parte dei commercianti c’è quello dei dispositivi telematici che registrano le operazioni di cassa e che però non sempre scorporano l’Iva dai corrispettivi giornalieri con il risultato, talvolta, di imputare due volte l’imposta sulla stessa operazione. A gettare luce su questo ci avevano pensato le Entrate con la circolare 97/1997, chiarendo che all'atto dell'emissione di uno scontrino fiscale, a fronte di un pagamento con ticket restaurant, lo scontrino doveva riportare la locuzione «corrispettivo non pagato» e il relativo importo non doveva essere considerato nel totale corrispettivi del giorno.

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