verso la legge di bilancio

Manovra, il governo apre sulla sanità

di Marco Rogari

(ANSA)

3' di lettura

Una revisione graduale del meccanismo del super-ticket sanitario, che però nell’immediato non potrà scomparire, e un rafforzamento, ma nel tempo, delle risorse destinate a investimenti nel settore della sanità. L’indicazione sulla rotta da seguire per venire incontro alle richieste dei bersaniani e al tempo stesso rimanere all’interno del sentiero stretto del quadro di finanza pubblica è contenuta nella risoluzione di maggioranza alla Nota di aggiornamento al Def approvata in mattinata dal Senato e in serata dalla Camera. Il Governo viene anche “invitato” a prorogare la riduzione al 10% della cedolare secca sugli affitti e a estenderla sui redditi derivanti da locazioni su tutti gli altri immobili, a partire da quelli commerciali. La sollecitazione sulla sanità è stata subito recepita dal ministro Pier Carlo Padoan. «Il sistema sanitario è sicuramente un ambito in cui andranno valutate misure di miglioramento ed efficientamento», ha detto in Aula a palazzo Madama il titolare di Via XX settembre al termine della discussione generale sulla NaDef.

Ma i bersaniani non hanno cambiato idea. E, come avevano annunciato, al Senato, dove i numeri della maggioranza erano a rischio, hanno dato il loro ok alla relazione con cui il Governo ha chiesto al Parlamento allo scostamento di bilancio fissando l’aggiustamento strutturale per il 2018 allo 0,3% di Pil (e posizionando il deficit all’1,6%) ma non hanno “aderito” alla risoluzione di maggioranza sulla NaDef approvata con una distinta votazione. Sulla “relazione” a Palazzo Madama i sì sono stati 181 e i contrari 107 mentre la Nota di aggiornamento è stata approvata con 164 voti favorevoli, 108 no e un astenuto. In entrambe le votazioni i 12 senatori di Ala hanno votato insieme alla maggioranza. Mdp ha tenuto lo stesso atteggiamento alla Camera (la relazione sullo “scostamento” è passata con 358 sì e 133 no e la risoluzione con 318 voti favorevoli e 135 contrari).

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Soddisfatto per il via libera del Senato Paolo Gentiloni . «Un voto all’insegna di responsabilità e stabilità», ha scritto il premier su Twitter. Anche Padoan è ricorso a Twitter per sottolineare il «voto responsabile del Senato». In Aula il ministro dell’Economia ha ribadito che la crescita in Italia «si rafforza in quantità e qualità» e che «i rischi finanziari si allontanano». Padoan ha poi aggiunto che «questo ottimismo non deve essere ragione per fermarsi, al contrario ragione per accelerare lo sviluppo».

Sul Def è intervenuto anche il presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia: «È sulla linea della prudenza e non svuota le riforme passate. Non avevamo grandi aspettative - ha detto - l’attenzione al debito mi sembra che sia rilevante per evitare derive. Quindi andiamo avanti su questa strada ed evitiamo errori». Ma anche dopo il voto di ieri si annuncia piena di insidie la partita in Parlamento sulla legge di bilancio che deve essere varata entro il 20 ottobre. E non solo perché i bersaniani, dopo aver garantito i numeri sullo scostamento di bilancio, si considerano ora fuori della maggioranza e sono pronti a dare battaglia nelle Commissioni. Il Governo deve fare i conti con una dote molto ristretta per misure e correttivi parlamentari (v. Il Sole 24 Ore di ieri). Anche per questo motivo la richiesta dello stop ai super-ticket di 10 euro non potrà essere accolta in toto. La stessa risoluzione di maggioranza parla di graduale revisione. Con la manovra, o con ritocchi parlamentari, saranno probabilmente fissati criteri più flessibili per ridurre i costi del super-ticket per i cittadini che si rivolgono al Servizio sanitario nazionale. Allo stesso tempo ci sarà un leggero irrobustimento degli investimenti in sanità. Un’operazione che non dovrebbe superare i 2-300 milioni.

Il Governo dovrà tenere conto anche di altre sollecitazioni arrivate dalla sua maggioranza. Prime fra tutte quelle dell’estensione della cedolare secca anche agli “affitti commerciali” e della maggiore spinta agli investimenti pubblici e privati. Nella manovra dovrebbe trovare posto anche un pacchetto famiglia, con particolare attenzione agli assegni per i figli a carico, da arricchire eventualmente con correttivi parlamentari.

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