TESTO ORMAI BLINDATO

Manovra, sì del Senato. Niente rinvio per mercato libero energia, stop a cannabis light

Dalla relazione tecnica al maxi-emendamento emerge che nel 2020 il gettito della Plastic tax si ridurrà dal miliardo e 79 milioni previsti in origine a 140,5 milioni; la stretta sulle auto aziendali scenderà sempre nel 2020 da 330 milioni a 1 milione e la sugar tax garantirà 58,5 milioni, invece dei 233,8 indicati al momento del varo della manovra


La manovra non cambia più: ecco tutte le novità

5' di lettura

Il Senato ha dato il via libera alla legge di bilancio con 157 sì e 108 no.
L’Aula di Palazzo Madama ha anche dato il via libera alla nota di variazione di bilancio approvata dal Consiglio dei ministri con 158 sì e 108 no. Ora il testo passa all’esame della Camera, dove con ogni probabilità non subirà ulteriori modifiche per i tempi troppo stretti. Secondo fonti parlamentari, la manovra 2020, dopo le modifiche approvate in Senato, potrebbe salire e toccare i 32 miliardi.

Prima del voto finale l’aula aveva dato il via libera alla fiducia sulla legge di bilancio con 166 sì e 128 no. Il governo aveva posto la fiducia sul maxiemendamento che include le modifiche approvate dalla commissione Bilancio. Gianluigi Paragone, del M5s, ha votato no. I senatori Cataldo Mininno, Lello Ciampolillo, Primo Di Nicola, Mario Michele Giarrusso, del M5s, non hanno partecipato al voto di fiducia. Assente anche la senatrice Vittoria Bogo Deledda che però da tempo non partecipa alle votazioni.

Il presidente della commissione, Daniele Pesco, ha comunicato che la commissione ha dato parere positivo al maxiemendamento alla manovra, alla luce dei giudizi di inammissibilità della presidenza del Senato e dei rilievi della ragioneria dello Stato. Il giudizio di inammissibilità espresso da Casellati ha messo nel mirino 15 misure in quanto estranee a quanto previsto dall’articolo 21 della legge di contabilità e finanza pubblica del 2009.

A seguito di questo giudizio, sono uscite dalla manovra la Tobin tax sulle transazioni finanziarie online, la norma sulla cannabis light e lo slittamento da luglio 2020 al primo gennaio 2022 della fine del mercato tutelato per l’energia.

Sono saltate anche la cambiale digitale, le norme per il personale delle province e quelle per introdurre l’educazione finanziaria ed economica nelle scuole. Sorte analoga per le norme per il rafforzamento del ruolo della Consob contro le truffe finanziarie online e sugli aumenti delle assunzioni a Consiglio di Stato, Tar e Corte dei Conti. Stralciata anche la nascita di una Sezione centrale consultiva della Corte dei conti, con sede a Roma. Modifiche riguardano pure i temi del commissario per le strade provinciali in Sicilia, dell’informatizzazione dell’Inail e delle banche di credito cooperativo.

Scontro in Aula dopo lo stop alla cannabis light
A seguito del giudizio di inammissibilità delle norme, in particolare di quelle della cannabis light, è scoppiato uno scontro in Aula: due esponenti del M5S hanno chiesto a Casellati di dimostrare che la scelta non sia stata frutto della «pressione della sua parte politica». Il presidente ha replicato spiegando che è stata una «decisione meramente tecnica», aggiungendo: «Se ritenete questa misura importante per la maggioranza fatevi un disegno di legge».

70 rilievi Rgs: c’è stop a Reddito “congelato
La Ragioneria generale dello Stato ha chiesto una settantina di correzioni alle modifiche apportate dalla commissione Bilancio alla manovra. Tra le 39 misure sotto la lente per le coperture anche il ripristino delle sconto in fattura per eco e sismabonus per i condomini, mentre si chiede lo stralcio della sospensione del reddito di cittadinanza in caso di lavori brevi e dell’estensione ai pediatri dei fondi per avere macchinari per gli esami in studio. A queste si aggiunge la richiesta di correzioni definite “di drafting” per altre 29 norme.

Testo nella sostanza definitivo
Il voto sulla questione di fiducia è atteso per il tardo pomeriggio di oggi, lunedì 16 dicembre. Il testo che uscirà dal Senato sarà, nella sostanza, quello definitivo: il ddl di Bilancio arriverà infatti “blindato” alla Camera. Eventuali modifiche da parte di Montecitorio farebbero scattare una terza lettura al Senato, e i tempi sono stretti: il provvedimento va convertito entro la fine dell’anno, altrimenti si rischia l’esercizio provvisorio. Si terrà alle 21.15, a quanto si apprende, il Consiglio dei ministri per approvare la nota di variazione di bilancio, in vista del via libera in Senato alla manovra.

Da quota 100 altri 300 milioni di risparmi nel 2020
Aumentano ancora i risparmi da quota 100, dovuti ad un numero di domande di pensionamento anticipato minori rispetto a quelle stimate. Per il 2020 il maxiemendamento alla manovra prevede altri 300 milioni di risparmi, che si sommano agli 1,7 miliardi già messi in conto dal Def. Per il 2021 gli ulteriori risparmi salgono a 900 milioni (ne erano già stati stimati altri 400), mentre per il 2022 la previsione è di 500 milioni. In totale si tratta di 3,8 miliardi di minori spese per quota 100 in tre anni.

Stop bonus merito docenti, fondi a contratto
Via il “bonus merito” per i docenti introdotto dalla riforma della Buona scuola, con i fondi, 200 milioni l’anno lo stanziamento, che saranno «utilizzati dalla contrattazione integrativa in favore del personale scolastico, senza ulteriore vincolo di destinazione». È quanto prevede un emendamento M5S a firma Moronese, riformulato e approvato dalla commissione Bilancio del Senato nei giorni scorsi. La norma è una di quelle rimaste nel maxi-emendamento sul quale il governo porrà in Aula la fiducia.

Nel 2021 clausole per 20 miliardi, 27 nel 2022
Dalla Relazione tecnica al maxi-emendamento, aggiornata con le modifiche sulle accise introdotte in commissione al Senato, emerge che per il 2021 il governo dovrà sterilizzare 20,124 miliardi di clausole, tra Iva e accise, che diventano circa 27 miliardi nel 2022. In origine la manovra riduceva le clausole ereditate dai precedenti governi di circa 10 miliardi nel 2021 (si partiva da 28,753) e di circa 3 miliardi nel 2022. Nel 2021 andranno bloccati quindi aumenti dell’Iva per 18,903 miliardi e delle accise per 1,221 miliardi.

Dalla relazione tecnica viene fuori anche che nel 2020 il gettito della Plastic tax si ridurrà dal miliardo e 79 milioni previsti in origine a 140,5 milioni; la stretta sulle auto aziendali scenderà sempre nel 2020 da 330 milioni a 1 milione e la sugar tax garantirà 58,5 milioni, invece dei 233,8 indicati al momento del varo della manovra. Da Quota 100 sono attesi ulteriori risparmi per 300 milioni nel 2020, che salgono a 900 milioni nel 2021 e si attestano a 500 milioni nell'ultimo anno di previsione, il 2022.

A nuovo credito d’imposta Impresa 4.0 oltre 1 miliardo
Oltre un miliardo andrà per coprire i principali capitoli del nuovo credito d’imposta “Impresa 4.0”, tra cui ex super e iper ammortamento. In particolare, per gli sgravi sugli investimenti in beni strumentali sono previsti 512,40 milioni nel 2021 (640,50 nel 2022); per beni materiali tecnologici 408,20 milioni nel 2021 (510,20 nel 2022); per i beni immateriali 145 milioni il primo anno (181,30 il secondo); per gli investimenti in ricerca e altre attività innovative sono stanziati 227,10 milioni per ciascun anno; per la formazione del personale nel settore tecnologia ci sono 150 milioni. Attesi, sempre secondo la Relazione bollinata dalla Ragioneria, 974,10 milioni di risparmi dalla soppressione del credito d'imposta vigente per ricerca e sviluppo.

Per approfondire:
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