La legge di bilancio

Manovra verso il Senato: dalle pensioni ai bonus, come potrebbe cambiare

Sull’ipotesi di innalzare il tetto Isee per il Superbonus villette e sul prolungamento di Opzione donna oltre il 2022 si sta formando in Parlamento una maggioranza trasversale

di Mariolina Sesto

Ecco la manovra 2022 da 30 miliardi: taglio delle tasse, pensioni, proroga dei bonus

4' di lettura

Il Senato aspetta verso la fine della settimana la legge di Bilancio, con l’articolato ancora oggetto di verifica e alcune misure che devono trovare la loro stesura definitiva. Intanto i partiti si preparano all’assalto con proposte di modifica che spaziano dalle pensioni al fisco, dal reddito di cittadinanza ai bonus edilizi.

Reddito di cittadinanza, in arrivo un’ulteriore stretta?

È tra i capitoli più spinosi della manovra. Da un lato il M5s cercherà di difendere il testo uscito dal consiglio dei ministri, dall’altro la Lega - forte delle ultime operazioni che hanno scovato molti “furbetti” - tenterà di sottrarre risorse alla misura. Nel corso di un incontro col comitato economico del M5S alla Camera, il leader del Movimento, Giuseppe Conte, ha espresso la volontà di chiamare il premier Mario Draghi, per fare il punto sul reddito di cittadinanza e sul bonus villette. Sul Rdc, giovedì scorso 28 ottobre, prima del Cdm, Conte ha chiamato Draghi per chiedere rassicurazioni al riguardo. Ottenendo, di fatto, che il decalage del reddito di cittadinanza scattasse solo dopo il primo rifiuto di un’offerta di lavoro e non universalmente, ovvero dopo sei mesi dal primo assegno e indipendentemente dalle offerte di lavoro arrivate o meno, come chiesto a gran voce dal centrodestra in Cdm. Dopo l’operazione dei Carabinieri del 3 novembre in cui sono venuti alla luce migliaia di furbetti che prendevano il Reddito senza avere i requisiti per farlo, Conte teme l’assalto in Parlamento e ha dichiarato: «Gli abusi danno voce a chi sogna di eliminare uno strumento di dignità».

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Superbonus: si punta a innalzare il tetto Isee

Sul Superbonus i Cinque stelle promettono battaglia per allargare la platea. «Non ci fermiamo certo qui: siamo pronti ad ampliare la platea con le modifiche in Parlamento. Vediamo chi ci segue tra quelli che parlano di crescita e sviluppo» ha annunciato Conte. Sul bonus per le villette, Conte aveva chiesto a Draghi di riconoscere un Isee più alto dei 25mila euro previsti, e, stando a fonti del Movimento, il presidente del Consiglio avrebbe lasciato aperto qualche spiraglio. Conte confiderebbe di ottenere un risultato anche su questo. Tanto più che il tema dei bonus edilizi ha in Parlamento il sostegno potenziale di un ampio schieramento di forze politiche che va dal Pd alla Lega.

Fisco: riduzione del cuneo, taglio del Cuaf e scaglioni Irpef

Nel frattempo è già partita la querelle tra gli azionisti di maggioranza sul fisco: sul piatto ci sono 8 miliardi per tagliare le tasse, nelle intenzioni dal primo gennaio, ma la sintesi appare ancora lontana. Mario Draghi e Daniele Franco hanno promesso un confronto con Parlamento e parti sociali che i partiti, a partire da Italia Viva, invocano il più presto possibile. Anche perché ognuno intanto declina la sua ricetta: Matteo Salvini mette in cima alle priorità «partite Iva, autonomi e artigiani» e annuncia che in settimana tornerà dal premier proprio per «definire a chi e quanto tagliare le tasse». Il Pd, come Leu, vorrebbe invece un intervento concentrato sui lavoratori dipendenti, che riduca il cuneo fiscale. E rilancia la proposta di tagliare il Cuaf, il contributo dei datori di lavoro agli assegni familiari che vale circa 1,7 miliardi, anziché intervenire sull’Irap, anche per compensare le aziende più piccole dell’aumento dei costi degli ammortizzatori - 500 milioni secondo i calcoli di Confesercenti - mentre Confindustria al contrario chiede di non essere più un «bancomat di Stato» per la Cig. Per l’Irpef il responsabile economico del Pd Antonio Misiani indica «detrazioni da lavoro dipendente e bonus 100 euro» come «via maestra» anche se «so che il governo sta riflettendo su aliquote e scaglioni Irpef».

Pronti emendamenti per recupero e ampliamento cashback

Il MoVimento 5 Stelle ha inoltre pronti emendamenti non solo per recuperare il cashback lanciato durante il Governo Conte II, ma anche per introdurre un «innovativo cashback fiscale, che intende offrire al contribuente la possibilità di chiedere l’immediato accredito sul conto corrente di alcune spese detraibili». I senatori pentastellati segnalano che in Commissione di vigilanza sull’anagrafe tributaria, i vertici della società pubblica PagoPa hanno confermato la fattibilità di questa proposta di cashback fiscale e hanno rammentato l’enorme successo del cahsback, usato da 9 milioni di cittadini e rivelatosi un’incredibile spinta nei confronti della diffusione dell’identità digitale, ovvero il sistema Spid, e dell’App IO. «Su questo dobbiamo andare avanti con forza, perché il cashback è una misura che contribuisce a rivitalizzare il commercio di prossimità, aiuta a contrastare l’evasione fiscale e si è rivelato un’incredibile spinta alla digitalizzazione dei rapporti tra cittadini e Pubblica amministrazione» dicono dal M5S.

Pensioni: Ape più esteso e pensione di garanzia per i giovani

Sul fronte della previdenza, le principali modifiche riguarderanno un ulteriore allargamento alle donne e a nuove mansioni gravose del perimetro dell’Anticipo pensionistico sociale e di quello per le uscite anticipate dei dipendenti delle Pmi, che al momento è limitato a quelle in crisi. Possibile anche che vari gruppi parlamentari spingano per prolungare la durata di Opzione donna oltre il 2022 con l’obiettivo di renderla strutturale. Sulla “salvaguardia pensionistica” delle lavoratrici si sta formando infatti una maggioranza trasversale in Parlamento. Ancora: la Lega punta all’estensione a tutti i lavoratori delle aziende con meno di 15 dipendenti del Fondo per le uscite anticipate. Infine, ci potrebbe essere la proposta, sponsorizzata da Pd. Leu, M5S e sindacati, per introdurre una norma di principio per aprire la strada a una pensione di garanzia per i giovani. Il tutto dovrà fare i conti con risorse limitatissime: non più di 500 milioni disponibili.

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