LA PROPOSTA LEGHISTA

Manovra, ipotesi pace fiscale con tetto a un milione per contribuente

di Redazione Roma

Una manovra da 28-30 miliardi

3' di lettura

La manovra potrebbe essere accompagnata da un decreto collegato
per una pace fiscale «con un tetto di un milione a contribuente», mentre per i risparmiatori danneggiati dalle crisi bancarie potrebbere essere stanziati 500 milioni di euro.
È l’obiettivo della Lega annunciato dal sottosegretario al ministero dell’Economia, Massimo Bitonci (e anticipato dal Sole 24 Ore lo scorso 12 settembre). Le proposte emerse al tavolo economico del Carroccio saranno esaminate dal governo in un vertice forse già lunedì tra il premier Giuseppe Conte, il ministro dell’Economia Giovanni Tria e i due vicepremier, il ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico Luigi Di Maio e quello dell’Interno Matteo Salvini.

Di Maio: non vogliamo distruggere i conti pubblici
In un’intervista al quotidiano spagnolo El Mundo Di Maio intanto usa toni rassicuranti sui contenuti della prima manovra del governo giallo-verde:
«C’è piena armonia con il nostro ministro dell’Economia sui prossimi passi da fare. Non c’è alcuna volontà di uno scontro con l’Ue e non c’è l’intenzione di distruggere i conti pubblici, ci tengo a ribadirlo. L’Italia si impegnerà a fare tutto quello che non è stato fatto per decenni». E ancora: «Non dobbiamo distruggere i conti pubblici, - ha aggiunto - ma nemmeno attaccarci ai cosiddetti “zero virgola” che imprigionano le economie e lo sviluppo. Di certo ci sarà il massimo impegno, da parte nostra, a realizzare tutte le azioni davvero necessarie per migliorare la qualità delle istituzioni e dei bilanci nazionali nonché la cooperazione a livello europeo in materia di lotta all'elusione e alla criminalità finanziaria».

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Flat tax: «solo due aliquote» (Lega) o «almeno tre» (M5S)?
«Il reddito di cittadinanza sarà uno dei pilastri della manovra economica ed è uno dei cuori della nostra proposta politica» ha confermato Di Maio. Che poi ha aggiunto: «La situazione italiana sulla tassazione è talmente complicata che già una parziale semplificazione ridurrebbe tempi e quindi costi per i cittadini».
Quanto alla flat tax, cavallo di battaglia dell’alleato leghista, «non sarà così rigida, non ci sarà una sola aliquota ma almeno tre». Un punto sul quale, però, dal fronte Carroccio arrivano indicazioni diverse. Ancora Bitonci, infatti, parla di soli due regimi: «La prima aliquota al 15% potrebbe riguardare chi ha ricavi fino a 65mila euro, senza contabilità e Iva», mentre si pensa «a un 5% in più, quindi flat al 20%, fino al tetto da 100mila euro di redditi». Uno scenario che conferma quanto anticipato dal Sole 24 Ore lo scorso 5 settembre.

Salvini: la prossima settimana i numeri
Sulla stessa linea l’altro vicepremier e ministro dell’Interno Matteo Salvini per il quale la manovra «deve far crescere questo paese, fare andare in pensione chi ne ha diritto, aprire il mondo del lavoro a ragazzi che altrimenti scappano, ridurre le tasse a milioni di italiani, tagliare la burocrazia e rottamare le cartelle di Equitalia. Questo non tutto e subito, ciascuno di questi passaggi dovrà essere nella manovra, rispettando ovviamente quello che altri si aspettano da noi però prima viene la crescita poi vengono i vincoli». Quanto ai tempi annuncia: «La settimana prossima metteremo i numeri nelle tabelline».

L’ipotesi «transazione fiscale»
Dal tavolo economico della Lega con Salvini e il sottosegretario alla presidenza Giancarlo Giorgetti, ha spiegato il sottosegretario Bitonci, è emersa la proposta di «una sorta di transazione fiscale» che preveda la completa attuazione del concordato con adesione e che tenga conto della situazione patrimoniale e reddituale del contribuente. Per ogni contribuente il tetto sarebbe di un milione. La pace fiscale dovrà essere la «più ampia possibile» e riguardi accertamenti, cartelle, sanzioni amministrative e contenzioso tributario. Parte dei proventi della una tantum potrebbe andare al rimborso per i risparmiatori vittime delle
crisi bancarie a cui la Lega punta a destinare il prossimo anno 500 milioni di euro, rimpolpando il fondo creato dal Pd.

Cedolare secca strutturale
La cedolare secca sugli affitti abitativi «va resa strutturale», suggerisce
il sottosegretario Guido Guidesi. «Uno deve sapere in base alla durata dell’affitto che quella norma non verrà cambiata», ha detto, motivando la volontà di
renderla strutturale anche con «gli effetti positivi sul gettito». Guidesi ha confermato l'intenzione di lavorare anche sulla cedolare secca sui negozi, iniziando dai nuovi contratti «per poi passare ad una platea più numerosa».

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