la partita con Bruxelles

Manovra, l’aiutino dell'inflazione previsto da Gualtieri (non si avvera quasi mai)

Oltre alla cospicua dote attesa da Bruxelles (14 miliardi), all'ambiziosa partita ingaggiata per ridurre l'evasione fiscale (7 miliardi) e all'ottimistico bonus dovuto al calo dello spread atteso (6 miliardi) la prossima manovra di bilancio conterà molto anche su un rialzo dell’inflazione

di Alberto Orioli


default onloading pic
Giuseppe Conte e Roberto Gualtieri (Ansa)

2' di lettura

Oltre alla cospicua dote attesa da Bruxelles (14 miliardi), all'ambiziosa partita ingaggiata per ridurre l'evasione fiscale (7 miliardi) e all'ottimistico bonus dovuto al calo dello spread atteso (6 miliardi) la prossima manovra di bilancio conterà molto anche su un rialzo dell'inflazione. Che appare sovrastimato e potrebbe guastare la festa del primo annuncio di un calo del debito pubblico italiano già nel 2020.

Niente di nuovo: sovrastimare l'inflazione è stato uno sport praticato anche dai governi precedenti. Un “aiutino” che aiuta a “bruciare” il debito in rapporto al Pil nominale (più elevato proprio perché incorpora il tasso di inflazione). Purtroppo però la realtà è sempre stata diversa e lo ha ricordato anche ieri l'Osservatorio sui conti pubblici di Carlo Cottarelli.

Nella Nadef firmata da Roberto Gualtieri il debito si ridurrà di un quasi simbolico 0,5% nel 2020 al 135,2% del Pil ma di un 2% tondo sia nel 2020 sia nell'anno successivo. È scritta proprio in questi due numeri la nuova volontà europeista del Governo Conte bis: è questo il messaggio strategico che l'Italia manda ai custodi dell'ortodossia europea sulle compatibilità macroeconomiche dei bilanci dei Paesi Ue per chiedere flessibilità e ai mercati, decisivi per tenere basso lo spread.

La Nadef ha cifrato un aumento medio dell'inflazione all'1,7% nel biennio 2021-22. Più in dettaglio, per quest'anno il tasso di inflazione viene fissato a 0,9% e val la pena di ricordare che, a settembre, l'Istat ha calcolato un tasso fermo allo 0,4%, con un dato acquisito per l'anno in corso allo 0,7 per cento. Per il 2020 il tasso previsto dal Governo sale all'1,3 per cento. La Bce ha indicato per il tasso medio atteso nell'euroarea l'1,3% quest'anno e l'1,6% nel 2021, ma va ricordato che nel club dei Paesi della moneta unica il nostro ha uno dei tassi di crescita dei prezzi tra i più bassi.

Con un'inflazione sovrastimata è anche più semplice far tornare la differenza tra il tasso di interesse che uno Stato paga per gestire il suo debito pubblico e la crescita dell'economia che, come dicono i manuali, quando è più alta del tasso di interesse crea le condizioni per ridurre finalmente il debito pubblico.

Si gioca sulle aspettative dunque il nuovo feeling tra Governo italiano e Commissione Ue a guida Ursula von der Leyen. Ma è evidente che richiederà una particolare benevolenza da parte di Bruxelles. E, ironia della sorte, l'Italia porta in dote quell'inflazione attesa che tutti gli sforzi prodotti dalla Banca centrale europea con il suo celebre bazooka per la liquidità non sono ancora riusciti a produrre. E, beffa finale, è proprio la contestazione che i falchi della Bce, con dichiarazioni a un mese dalla fine del mandato che suonano maramaldesche, fanno a Mario Draghi da loro accusato di aver favorito i Paesi ad alto debito come è appunto l'Italia.

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti
Loading...