OGGI approvazione FINALE

Manovra tra le proteste: via libera della Camera alla fiducia con 327 sì

di A.Carli e V.Nuti


Manovra: caos alla Camera, oggi il voto di fiducia

5' di lettura

Legge di bilancio all’ultimo miglio, proprio a ridosso dell’esercizio provvisorio. Via libera dell’Aula della Camera alla fiducia posta dal governo sulla legge di Bilancio con 327 sì e 228 no. I deputati continuano a esaminare ad oltranza gli ordini del giorno. Il via libera finale alla manovra è atteso per oggi, domenica 30 dicembre.

Clima teso in aula
Il clima tra forze politiche di maggioranza e di opposizione rimane teso. Nel pomeriggio, dopo la bagarre e le tensioni registrate ieri a Montecitorio durate la discussione generale, con i commessi in campo per evitare lo scontro fisico tra i deputati di maggioranza e opposizione, il presidente della Camera Roberto Fico ha dovuto sospendere la seduta in aula per 5 minuti dopo che i deputati di Forza Italia hanno indossato delle pettorine azzurre con scritte come “Giù le mani dal no profit” e “Basta tasse”. Fico ha chiesto ai commessi di intervenire. Dopo la sospensione, la seduta è ripresa, con le dichiarazioni di voto sulla fiducia che il Governo ha posto sulla manovra. Seduti nei banchi del governo, il premier Conte, il vicepremier Di Maio, il ministro dell’Economia Giovanni Tria, quello dei Rapporti con il Parlamento Riccardo Fraccaro e il collega dell'Istruzione Marco Bussetti.

DOCUMENTO / Il testo della manovra

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Esame parlamentare sprint
Con la manovra quasi al traguardo, non si placano le polemiche sull’esame a tappe forzate e con tempi super ristretti imposto dalla maggioranza, in pratica senza la possibilità di un esame nel merito del provvedimento in commissione Bilancio. Bersaglio polemico delle opposizioni anche Fico, accusato di non essere più il garante del Parlamento per aver accordato tempi minimi per l'esame della manovra: «Non posso mandare la legge al Colle il primo gennaio». Dopo aver depositato ieri un ricorso alla Consulta per conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato e violazione dell’articolo 72 della Costituzione nell'ambito dell'esame parlamentare del Ddl bilancio (la Corte costituzionale si pronuncerà sull’ammissibilità il 9 gennaio), stamani il Pd ha promosso un sit in in piazza Montecitorio per protestare contro una manovra «approvata a scatola chiusa».

Sit in dem di protesta davanti a Montecitorio
«Grazie per essere qui, siamo lì dentro per rappresentare tutti voi. È l'inizio di un anno di mobilitazione», ha detto il capogruppo alla Camera, Graziano Delrio, arrivando alla manifestazione alla guida di una delegazione di parlamentari dem accolta da militanti e simpatizzanti che intonavano “Bella ciao” esponendo cartelli come ”Di Maio e i 5 stelle ciarlatani dell'onesta”. «L’Italia apra gli occhi, Di Maio e Salvini sono come autisti ubriachi che ci portano a sbattere - ha aggiunto - si vergognano di quello che hanno messo nella manovra, per questo vogliono approvarla senza discuterla. C'è il condono fiscale, ad esempio, ci sono più tasse alle imprese e per i pensionati». Tra i deputati in piazza l'ex premier Paolo Gentiloni, il vicepresidente della Camera Ettore Rosato e l'ex ministro dello Sport Luca Lotti.

Forza Italia lancia #manovracontro
Ma è tutta l’opposizione - oltre ai sindacati, ieri in piazza per denunciare il «tradimento» dei prelievi stile bancomat sulle pensioni - a non fare sconti al Governo. Forza Italia lancia l’ashtag #manovracontro, per mettere alla berlina, scrive su Twitter la capogruppo Mariastella Gelmini, un provvedimento che è «Contro il Parlamento, la Costituzione, le imprese, le famiglie, i pensionati, i lavoratori, il mondo del volontariato, la libertà di stampa. Aumenta le tasse, dimentica il Sud. È la manovra dello sbandamento e del ritorno al passato!». Leu, con Federico Fornaro e Loredana De Petris, si appella invece a Mattarella. Emma Bonino, con +Europa, annuncia «varie iniziative a gennaio» contro questa «deriva senza precedenti», nonostante le rassicurazioni del premier e di molti ministri, che ancora ieri attribuivano i tempi contingentati dell’esame parlamenta re alla trattativa con l'Europa.

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Berlusconi: a gennaio “gilet azzurri” in tutte le piazze
«Nessuno deve sottovalutare la gravità assoluta di quello che sta succedendo alla Camera nel metodo e nel merito. Questa legge di bilancio aumenta le tasse, attacca le pensioni e il no profit. È una manovra che ipoteca il futuro dei giovani, ruba la pensione agli anziani, punisce chi fa del bene. Un mix di pauperismo e dilettantismo che l’Italia non può permettersi di subire a lungo». È quanto ha sottolineato Silvio Berlusconi, annunciando a gennaio, una mobilitazione dei “gilet azzurri” in tutte le piazze.

La Lega: ridicolo e inspiegabile atteggiamento di Fi
La protesta dei deputati di Forza Italia in aula non è piaciuta ai colleghi della Lega. «Penosa ma comprensibile la violenza del Pd, mentre è ridicolo e inspiegabile l’atteggiamento di Forza Italia per una manovra economica che, a differenza di quella che lo stesso Berlusconi votò quando governò con Monti e Fornero, inizia a smontare la stessa legge Fornero e restituisce diritti, dignità e soldi a lavoratori, imprenditori, disabili e a tutti gli Italiani in generale». È quanto hanno sottolineato i capigruppo della Lega al Senato ed alla Camera, Massimiliano Romeo e Riccardo Molinari.

Delrio (Pd) cita Bossi: governare non è asfaltare
Nell’annunciare il voto contrario alla fiducia il capogruppo del Pd a Montecitorio Delrio ha citato il fondatore della Lega Umberto Bossi. «Una legge di Bilancio anticostituzionale - ha detto Del Rio - ma governare non è asfaltare, é avere un’idea di Paese, come disse Bossi agli amministratori locali. L’idea non c’è, solo pensioni e reddito di cittadinanza».

Fiano (Pd), ci accusano di reato. Fico: rivedrò resoconto stenografico
La discussione in aula ha registrato momenti di tensione tra maggioranza e forze politiche di opposizione. «La deputata Manzo, rivolgendosi direttamente a noi, e non a lei, ci accusa di difendere i truffatori, cioé di essere complici di un reato: é un’accusa che può essere ammessa?». Così Emanuele Fiano del Pd parlando in Aula rivolto al presidente Fico. «Lei non é il presidente del M5S, é la terza carica dello Stato, ma non interviene mai per fermare quelli del suo partito - ha aggiunto Fiano -. Lei non rappresenta più un organo di garanzia». «Un’affermazione di quel tipo, che ci accusa di un reato, di difendere i truffatori delle banche, é lecita? Non é sconveniente?», ha rincarato Roberto Giachetti del Pd, vicepresidente della Camera nella scorsa legislatura, rivolto a Fico. «Ci pensi bene - ha aggiunto Giacchetti -, ha una responsabilità importante in questo momento storico». La replica di Fico: «Interpreto il mio ruolo come terzo e totalmente imparziale, ne conosco l’importanza. Durante l’intervento (della deputata M5S Teresa Manzo, ndr) non mi sembra che il soggetto sia stato nominato, il discorso stava andando avanti. Ma guarderò il resoconto stenografico e valuterò se ci sono comportamenti da censurare, come é giusto per tutti i gruppi parlamentari».

Di Maio: Pd-Fi si oppongono a aiuti a deboli
«Mi stupisce - ha scritto il vicepremier pentastellato Luigi Di Maio su Facebook - che molti si scandalizzino per quello che l’opposizione ha fatto in aula in questi giorni. Noi abbiamo fatto lo stesso quando stavamo all’opposizione. Noi quando facevamo opposizione difendevamo i pensionati minimi, le pmi, i disoccupati e quelli che finivano nella morsa dell’azzardopatia e tante altre fasce deboli. Questi qui invece lo fanno per opporsi a un aiuto vero a tutti i disoccupati, a chi vive sotto la soglia di povertà, a chi èstato truffato da quelle banche che loro hanno salvato.

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