Manovra di bilancio

Pensioni: dalle maestre a estetiste e magazzinieri, le 8 nuove categorie di lavori gravosi per l’Ape sociale

Sono otto le nuove categorie di lavori gravosi - oltre alle 15 già esistenti - che potranno accedere all’Anticipo pensionistico

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2' di lettura

Magazzinieri, estetisti, portantini, personale addetto alla consegna delle merci, lavoratori delle pulizie, conduttori di veicoli, di macchinari mobili e di sollevamento: sono alcune delle categorie che rientreranno nell’Ape sociale per i lavori gravosi. Sono otto le nuove categorie di lavori gravosi - oltre alle 15 già esistenti - che potranno accedere all’Ape social. Lo prevede la bozza della manovra di bilancio.

Anche le maestre tra i lavori gravosi

Il lavoro di maestra alla scuola materna e alla scuola primaria rientra tra i lavori gravosi che danno diritto all’Ape sociale con almeno 36 anni di contributi, dei quali almeno sei negli ultimi sette impiegati in questa attività. L'indennità è erogata per 12 mensilità l'anno a partire dai 63 anni e fino all'accesso alla pensione di vecchiaia. Nella bozza di manovra sono stati inseriti - nell’allegato sulle attività che danno diritto a chiedere l'indennità - i professori di scuola primaria, pre-primaria e professioni assimilate.

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I requisiti richiesti

Per queste categorie sarà possibile - a fronte di 36 anni di contributi, gli ultimi dei quali impegnati in queste attività faticose - richiedere l’Ape, l’indennità di accompagnamento alla pensione, al raggiungimento dei 63 anni. Per i lavoratori disoccupati non sarà più necessario avere terminato la Naspi da tre mesi.

I fondi a disposizione

La manovre prevede fino al 31 dicembre 2022 per l’Ape sociale uno stanziamento di 141,4 milioni, poi ci sono 275 milioni nel 2023, 247,6 milioni nel 2024, 185,2 milioni nel 2025, 104,5 milioni nel 2026 e 16,9 milioni nel 2027.

L'elenco completo

Ecco l'elenco completo di chi può accedere all’Ape per i gravosi:i professori della scuola primaria e della materna; i tecnici della salute; i magazzinieri, gli addetti nelle professioni qualificate dei servizi sanitari e sociali; gli operatori della cura estetica; i lavoratori impegnati nei servizi personali ed assimilati; gli artigiani, gli operai specializzati e gli agricoltori; i conduttori di impianti e macchinari per l’estrazione e il primo trattamento dei minerali; gli operatori di impianti per la trasformazione e lavorazione a caldo dei metalli; i conduttori di forni ed altri impianti per la lavorazione del vetro, della ceramica e di materiali assimilati; i conduttori di impianti per la trasformazione del legno e la fabbricazione della carta; gli operatori di macchinari e di impianti per la raffinazione del gas e dei prodotti petroliferi; i conduttori di impianti per la produzione di energia termica e di vapore, per il recupero dei rifiuti e per il trattamento e la distribuzione delle acque; i conduttori di mulini e impastatrici; i conduttori di forni e di analoghi impianti per il trattamento termico dei minerali; gli operai semiqualificati di macchinari fissi per la lavorazione in serie e operai addetti al montaggio; gli operatori di macchinari fissi in agricoltura e nella industria alimentare; i conduttori di veicoli, di macchinari mobili e di sollevamento; il personale non qualificato addetto allo spostamento e alla consegna merci; il personale non qualificato nei servizi di pulizia di uffici, alberghi, navi, ristoranti, aree pubbliche e veicoli; i portantini e professioni assimilate; i giardinieri (professioni non qualificate nell’agricoltura, nella manutenzione del verde, nell’allevamento, nella silvicoltura e nella pesca); le professioni non qualificate nella manifattura, nell’estrazione di minerali e nelle costruzioni.

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