Stasera il vertice

Manovra, Di Maio: meno deficit non importante, contano misure. Ecco tutte le aperture all’Europa

di Andrea Carli


Sulla manovra prove di dialogo con l'Ue, Conte vedrà Juncker

6' di lettura

Il livello del deficit, ovvero il fatidico 2,4% del rapporto rispetto al Pil previsto dalla manovra e finito sotto la lente di Bruxelles, non è importante. Ciò che importa sono le misure. È questa la posizione delineata nelle ultime ore da Luigi Di Maio e Matteo Salvini, ovvero i due azionisti di maggioranza dell’esecutivo giallo verde, all’indomani del faccia a faccia a Bruxelles tra il premier Conte e il presidente della Commissione Ue Juncker. Stasera il presidente del Consiglio Conte si vedrà a Palazzo Chigi con i due vicepremier per, per dirla con le parole di Di Maio questa mattina a Radio Radicale, «parlare di tante cose sulla Legge di Bilancio, dei tanti emendamenti presentati dal Governo, altri dal Parlamento». L’apertura dell’esecutivo alle richieste Ue ha fatto aprire in positivo Piazza Affari.

Di Maio: il tema non sono i numeri, ma i cittadini
«Come abbiamo detto - ha sottolineato il leader pentastellato, in un intervento a Radio Radicale - il tema non sono i numeri ma i cittadini, gli obiettivi che ci siamo dati: quota 100 e il reddito di cittadinanza e i rimborsi ai truffati per le banche e il pacchetto imprese, sono misure da cui non possiamo prescindere». «Se poi all’interno della contrattazione deve diminuire il deficit - ha aggiunto - non è importante, importante che non sia abbassi la platea che riceve quelle misure».

Salvini: non ci attacchiamo a 0,1 più o meno
Cambia il vicepremier, ma il messaggio suona analogo. «Noi applichiamo il buonsenso e la concretezza, che non si attacca allo 0,1 in più o in meno». Così, ai microfoni del Gr1, l’altro vicepresidente del Consiglio, Matteo Salvini, a proposito delle possibili aperture all’Europa sulla legge di Bilancio. «È una manovra che si fonda sul diritto al lavoro, il diritto alla pensione, il diritto alla salute e la riduzione fiscale», ha osservato Salvini e «quindi se a Bruxelles pensano di tenere in ostaggio il Governo o sessanta milioni di italiani su uno zero virgola, siamo disponibilissimi a togliergli qualunque alibi».

«Con Conte e Di Maio troveremo intesa»
«Con Giuseppe Conte e Luigi Di Maio - ha poi aggiunto Salvini - in questi cinque mesi ho lavorato più che bene. Tra persone concrete di buonsenso l’accordo l'abbiamo sempre trovato e lo troveremo anche questa volta». Anche perché il responsabile del Viminale, a chi, nel Transatlantico della Camera, gli chiedeva quale “feedback” avesse ricevuto dall’incontro di sabato scorso a Bruxelles tra Conte e Juncker, ha risposto: «Positivo, ma non entro nel merito dei numeri».

Il vertice di governo
La rimodulazione della manovra e le possibili modifiche chieste da Bruxelles al Governo italiano saranno oggetto di un vertice nella serata di oggi a Palazzo Chigi tra Conte, i due vice e il ministro Giovanni Tria. Incontro importante per fare il punto sul confronto aperto tra Roma e Bruxelles e per tentare di scongiurare l’avvio di una procedura di infrazione a carico dell’Italia.

Salvini: se Fornero e reddito costano meno, soldi per altro
L’apertura sul deficit delineata nelle ultime ore dall’esecutivo giallo verde presuppone che sul tavolo dell’incontro del governo di questa sera ci sia il nodo delle coperture, in particolare quelle destinate a finanziare i due cavalli di battaglia di M5s e Lega, rispettivamente reddito di cittadinanza e superamento della legge Fornero attraverso il meccanismo di quota 100. Tra le ipotesi che si fanno in queste ore che precedono l’incontro, un piano per ridurre i costi di quattro miliardi, facendo slittare l’avvio delle riforme ad aprile. «Se gli esperti ci dicessero che per legge Fornero e reddito di cittadinanza nel 2019 come anno di avvio potranno servire anche meno dei 16 miliardi che abbiamo stanziato, una parte di quei soldi li possiamo destinare ad altre voci», ha chiarito Salvini.

Di Maio: reddito di cittadinanza sgravio per gli imprenditori
Quanto poi al reddito di cittadinanza, Di Maio ha meso in evidenza che «se lo scambiano disoccupato e impresa: quando il disoccupato diventa occupato l’impresa che lo ha occupato prende il reddito per qualche mese». Il ministro del Lavoro ha assicurato che la misura «sarà un vantaggio anche per gli imprenditori», sotto forma di «sgravio». Allo stesso tempo, il leader pentastellato ha ricordato che «il reddito di cittadinanza non cambia pelle. La misura che abbiamo portato avanti negli ultimi sei anni come M5S adesso entra nella Legge di Bilancio come l’abbiamo progettata. C’è un principio generale: se tu accetti di formarti e accetti la proposta di lavoro prendi un reddito per un tempo determinato, quando l’azienda ti assume o tu decidi di aprire un'azienda, allora l’azienda prende per tre mesi il reddito di cittadinanza che tu stavi prendendo come disoccupato, oppure se l'azienda assume una donna avrà uno sgravio di sei mesi, che è sempre l’ammontare del reddito». Il piano del reddito di cittadinanza, ha concluso Di Maio, ha anche obiettivi di «autoimpiego».

Salvini: non ci attacchiamo ai decimali
Ad aprire a possibile ritocchi sui numeri della manovra è stato proprio il leader leghista, ovvero il rappresentante dell’esecutivo che nei lunghi giorni della trattativa ha dimostrato di essere meno flessibile alle richieste di Bruxelles. «Penso che nessuno sia attaccato a quello, se c'è una manovra che fa crescere il Paese può essere il 2,2, il 2.6... non è problema di decimali, è un problema di serietà e concretezza», ha affermato a poche ore dalla cena tra il presidente del Consiglio e i rapporesentanti Ue (oltre a Juncker, hanno partecipato il commissario Ue agli affari economici Moscovici, il vicepresidente della Commissione Dombrovskis e il ministro dell’Economia Tria). Meno possibilista invece sullo slittamento dell’avvio di quota 100 per diminuire le risorse necessarie che andrebbero invece dirottate su riduzione del deficit o maggiori investimenti.

«Sarò il Parlamento ad apportare modifiche alla manovra»
«Il Parlamento è sovrano - ha sottolineato il vice premier leghista - c'è una manovra che viene giudicata e bocciata ancor prima che il Parlamento l'approvi. Siccome siamo una repubblica parlamentare, se il Parlamento apporterà modifiche, miglioramenti, cambiamenti, su quello nessuno potrà dir nulla. Sarebbe auspicabile che, prima di promuovere o bocciare, si aspettasse la manovra come il Parlamento, che rappresenta gli italiani. Mi auguro che da Bruxelles non arrivi nessuna scelta prima che il Parlamento approvi la manovra» ha concluso Salvini .

Conte: con Ue dialogo indispensabile, aspettiamo Ragioneria
«Il problema non è 2,2 o 2,4%, ma la tenuta del patto economico generale: stiamo aspettando gli approfondimenti da parte della Ragioneria e del Mef e dopo
faremo le nostre valutazioni» ha poi chiarito, sempre nella serata del 25 novembre, Conte. Il premier in un post su Facebook ha confermato l’apertura del dialogo che dovrà portare a risposte concrete a Bruxelles: «Il dialogo con l'Europa continua, dialogo indispensabile per arrivare a soluzioni che siano soddisfacenti per tutti, Italia in primis».

Juncker: non siamo in guerra con l’Italia
«Ho messo in chiaro ieri sera che non siamo in guerra con l’Italia, al contrario, “ti amo Italia”». Così il presidente della Commissione Ue Jean-Claude Juncker, aveva certificato, al suo arrivo al vertice sulla Brexit, che è stato aperto un canale di dialogo tra Bruxelles e Roma.


Il presidente della commissione Ue ha usato parole particolarmente distensive per descrivere la cena sulla manovra con il premier Conte, raccontando ai giornalisti che è stata «vivace e interessante». Al termine dell'incontro ha aggiunto Juncker, «abbiamo concordato di restare in contatto permanente per diminuire le divergenze di vedute tra la Commissione e l’Italia». Ed anche il premier italiano aveva sottolineato come con Juncker ieri ci sia stato «un clima molto sereno, di confronto, c’è un dialogo aperto». Conte ha avuto un proficuo scambio di opinioni con Merkel e Macron. «C’è stato modo di scambiare opinioni con Merkel, Macron e altri, il clima si conferma buono, c’è fiducia reciproca, confidiamo di poter completare il percorso con reciproca soddisfazione» ha detto prima di lasciare Bruxelles.

E la stessa cancelliera Angela Merkel ha confermato il confronto con Conte: «Ho parlato molto brevemente con il premier Conte e gli ho chiesto di aggiornarmi sull’incontro di sabato. Ovviamente spero in un buon esito dei negoziati» tra l’Italia e la Commissione Ue sulla manovra.

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