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Manovra nelle mani Ue, dal superbonus 110% al lavoro serve l’ok di Bruxelles

Operatività di 15 misure della legge di bilancio legata al sì del Consiglio europeo

di Marco Mobili e Marco Rogari

Manovra, ecco le principali novità per famiglie, lavoratori e imprese

3' di lettura

Dalla proroga del superbonus del 110% alle politiche attive sul lavoro, dalle nuove assunzioni per i giovani e in particolare al Sud fino a quelle già annunciate per le donne. Così come dagli esoneri contributivi al trasporto su gomma e a quello su rotaia. Sono solo alcuni dei capisaldi della manovra di bilancio appena entrata in vigore ma la cui piena operatività, non è soltanto legata all’emanazione di decreti attuativi, ma è «subordinata» (così ripete in più occasioni la stessa legge di bilancio n. 178) al via libera preventivo di Bruxelles o «alla dichiarazione di compatibilità da parte della Commissione europea ai sensi dell’articolo 108, paragrafo 3, del Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea».

Proroga del superbonus del 110% sotto la lente

Nei prossimi mesi, dunque, non ci sarà soltanto il Recovery plan a monopolizzare il confronto tra il Governo italiano e la Commissione europea. Sul tavolo ci saranno, come detto, anche alcune delle principali misure che caratterizzano la legge di bilancio appena approvata dalle Camere e che hanno monopolizzato anche il confronto tra maggioranza e opposizione. Si pensi, ad esempio, alla proroga del superbonus del 110% che tutte le forze politiche e lo stesso Governo hanno già dato per pienamente operativa. A creare una subordinata in questo caso è però il comma 74 che in pochissime righe ricorda a imprese ve contribuenti interessati che lo slittamento del maxi-sconto fiscale sull’efficientamento energetico e sulla messa in sicurezza degli edifici fino al 30 giugno 2022 e fino al 31 dicembre dello stesso anno se gli interventi sono già realizzati al 60% sempre nel primo semestre 2022, resta «subordinata alla definitiva approvazione da parte del Consiglio dell'Unione europea».

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Qualche incognita in più anche per le imprese che vorranno beneficiare dell’esonero contributivo per assumere giovani. Le nuove agevolazioni riviste dalla legge di bilancio e fissate per le assunzioni effettuate nel 2021 e nel 2022 e che prevedono lo stop ai contributi pari al 100%, nel limite in valori assoluti di 6.000 euro su base annua, in luogo dei valori già previsti a regime, pari, rispettivamente, al 50% e a 3.000 euro su base annua, per un periodo di 36 mesi elevato a 48 mesi per per le assunzioni effettuate in imprese del Mezzogiorno, sono vincolate «all’autorizzazione della Commissione europea» del trattato comunitario e prevista dal Quadro temporaneo temporaneo per le misure di aiuto di Stato a sostegno dell’economia adottato per l’emergenza Covid.

Stessa subordinata anche per le assunzioni di tutte le donne con uno sgravio contributivo del 100% per dodici mesi.

Esonero parziale dei contributi previdenziali

Non appare immediamente operativo anche il comma 306 della manovra che sulla carta concede in favore dei datori di lavoro del settore privato, con esclusione di quello agricolo, un esonero parziale dal versamento dei contributi previdenziali a loro carico, per un periodo massimo di otto settimane, fruibile entro il 31 marzo 2021. Infatti con il successivo comma 308 la legge di bilancio vincola l’aiuto «all’autorizzazione della Commissione europea», anche questa poi sempre nell’ambito nel Quadro temporaneo di aiuti.

E per restare in materia di lavoro e occupazione la legge di bilancio al comma 328 vincola lo stanziamento di 500 milioni di euro per le politiche attive all'approvazione dell'ammissibilità delle stesse politiche al finanziamento nell'ambito del Programma React EU. In particolare i 267 milioni stanziati per il cosiddetto assegno di ricollocazione di soggetti che si trovano in cassa integrazione, sospensione del rapporto di lavoro con collocazione in cassa integrazione per cessazione di attività o che percepiscono le indennità Naspi o Dis-Coll da oltre 4 mesi.

Sostegno ai servizi di trasporto

Nelle mani di Bruxelles anche gli stanziamenti di 30 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2021 al 2034 (per un totale di 420 milioni di euro) destinato alle imprese che effettuano servizi di trasporto ferroviario di passeggeri e merci non soggetti a obblighi di servizio pubblico per compensare gli effetti economici subiti direttamente con l’emergenza Covid e registrati a partire dal 1° gennaio 2021 e fino al prossimo 30 aprile. Autorizzazioni e subordinate legate ai via libera di Bruxelles in ordine sparso all’interno dei 1150 commi della manovra anche per il sostegno al trasporto aereo e alla logistica.

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