LE MISURE

Manovra, la mappa dei bonus e delle tasse

Da una parte il bonus facciate e la proroga degli altri bonus edilizi e il superbonus che dal 2021 restituirà una quota dei pagamenti effettuati in modalità cashless direttamente sull'estratto conto del cliente. Dall'altra, le misure che rappresentano un aggravio fiscale, con l'arrivo di una squadra di vecchi e nuovi balzelli tra prima casa, taglio delle detrazioni, tassa sulla plastica, stop ad agevolazioni per veicoli inquinanti, stretta su tabacco e slot

di An.C.


Manovra: per le case arriva il «bonus facciate», detrazione del 90%

3' di lettura

Un labirinto di nuove misure, un intreccio di bonus e nuovi balzelli, nel quale i cittadini saranno chiamati inevitabilmente a orientarsi. È lo scenario che si delinea dalla lettura del ddl bilancio e nel decreto fiscale collegato: entrambi i provvedimenti sono stati approvati salvo intese - quindi potrebbero imbarcare modifiche - dal Consiglio dei ministri assieme al Documento programmatico di bilancio spedito subito alla Commissione europea.

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Bonus e nuove tasse, dunque: da una parte il bonus facciate e la proroga degli altri bonus edilizi e il superbonus che dal 2021 restituirà una quota dei pagamenti effettuati in modalità cashless direttamente sull’estratto conto del cliente.

Dall’altra, le misure che rappresentano un aggravio fiscale, con l’arrivo di una squadra di vecchi e nuovi balzelli tra prima casa, taglio delle detrazioni, tassa sulla plastica, stop ad agevolazioni per veicoli inquinanti, stretta su tabacco e slot. Ecco una mappa snella per districarsi nel labirinto delle nuove misure.

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Arriva il «bonus facciate»: detrazione del 90% per chi rifà gli esterni
Partiamo dai bonus. Quello che in queste ore registra una certa attenzione è la detrazione fiscale per il 2020 pari al 90% delle spese sostenute per la ristrutturazione delle facciate esterne degli edifici «per dare un nuovo volto alle nostre città», spiega il comunicato pubblicato dal Governo al termine del Consiglio dei ministri. Secondo le indicazioni fornite dal ministro dei Beni culturali Dario Franceschini, il bonus riguarderà sia i condomini sia le singole abitazioni. Maggiori dettagli li fornirà la legge di Bilancio. Il Dpb conferma il pacchetto di proroghe degli altri bonus edilizi: la detrazione (da suddividere in dieci quote annuali) per gli interventi di ristrutturazione edilizia al 50%, utilizzabile fino al 31 dicembre 2020. Stessa scadenza anche per bonus al 50% o 65% per l’efficienza energetica (installazione di pannelli solari, di impianti dotati di caldaie a condensazione almeno in classe A con sistemi di termoregolazione evoluti, di micro-cogeneratori, di dispositivi per il controllo da remoto degli impianti). Anche in questo caso l’agevolazione è da suddividere in dieci rate annuali, anche per gli immobili degli Istituti autonomi per le case popolari. Prorogato a tutto il 2020 anche il bonus fiscale per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici di classe energetica elevata finalizzati all’arredo dell’immobile oggetto di ristrutturazione.

Il superbonus per chi non paga in contanti
Nell’ambito delle soluzioni per incentivare i pagamenti tracciabili rientra il superbonus che dal 2021 restituirà una quota dei pagamenti (si sta ancora ragionando se il 10% o il 19%) effettuati in modalità cashless direttamente sull’estratto conto del cliente. Secondo Il Sole 24 Ore, il superbonus sarà operativo in un perimetro predefinito. Di fatto, l’ambito applicativo del cashback, ossia della rimborsabilità delle spese tracciabili, potrebbe coincidere con quei servizi alla persona come, ad esempio, i piccoli lavori in casa di manutenzione ordinaria o le spese per la cura personale. Anche se spetterà al testo della manovra in via di definizione fissare il tetto delle spese che daranno diritto a un rimborso immediato. Di sicuro, con la soluzione del cashback viene meno l’ipotesi pure sul tavolo di una detrazione d’imposta che per essere riconosciuta avrebbe dovuto necessariamente transitare nel 730 e attendere il rimborso in busta paga tra luglio e agosto. Un piano cashless su cui il Governo investe tre miliardi nel 2021 e 2,8 miliardi nel 2022.

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Un labirinto tra nuove e vecchie tasse
Per quanto riguarda invece le misure che determinano di fatto un aggravio fiscale, l’elenco è variegato. Tra casa, giochi e sigarette lo Stato punta a recuperare grazie alle nuove tasse non meno di cinque miliardi. Dall’abolizione della flat tax per professionisti e due milioni di partite Iva con redditi compresi tra 65.000 e 100.000 euro, all’aumento da 50 a 150 euro delle imposte ipotecaria e catastale sui trasferimenti immobiliari soggetti all’imposta di registro; dal taglio delle agevolazioni che colpirà anche le detrazioni fiscali al 19% (restano esclusi gli interessi passivi sui mutui) per i contribuenti che dichiarano redditi superiori a 100-120mila euro alla “sugar tax”, che non si applicherà alle merendine ma alle bibite gasate, all’applicazione dell’Iva al 22% sulle lezioni di scuola guida (a seguito di una sentenza della Corte di giustizia Ue). Fino alla “classiche” tasse sul tabacco (160 milioni arriveranno da un aumento di imposte su liquidi, bruciatori, trinciato e oltre 45 dalle sigarette) e stretta sui giochi. Un labirinto di nuovi e vecchi balzelli nel quale i cittadini dovranno inevitabilmente orientarsi.

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