SALTA NORMA PER EQUO COMPENSO AVVOCATI

Manovra: Mef, con dl fisco effetti per 21,6 miliardi in termini di indebitamento netto della Pa

di Redazione Online

(Ansa)

3' di lettura

In serata fonti del ministero dell’Economia hanno spiegato che gli effetti integrati degli interventi contenuti nel ddl di bilancio 2018 e nel decreto fiscale, al netto delle partite contabili, in termini di indebitamento netto della Pubblica amministrazione ammontano a 21,6 miliardi per il prossimo anno. Di essi circa 20,4 miliardi sono attribuibili al ddl di bilancio. Le stesse fonti hanno ricordato che l’indebitamento netto della Pa, insieme al disavanzo strutturale, è il parametro che viene considerato ai fini della valutazione sul rispetto delle regole europee. La cifra di 34,4 miliardi, hanno precisato le stesse fonti, è riferita agli effetti lordi dei due provvedimenti sul saldo netto da finanziare del bilancio dello Stato nel 2018.

Nel pomeriggio l’avvio formale in Aula al Senato della sessione di bilancio
Oggi pomeriggio c’è stato l’avvio formale in Aula della sessione di bilancio. Il presidente Pietro Grasso ha confermato gli stralci alla manovra proposti dalla commissione Bilancio.Dalla fondazione per la cyber sicurezza all’equo compenso per gli avvocati, ai fondi pubblici per l’associazione dei partigiani cristiani. A saltare anche la norma per la velocizzazione delle procedure esecutive e le limitazioni dei motivi di opposizione al decreto ingiuntivo e un comma dell’articolo 89 (asta frequenze 5G) che modifica il processo amministrativo. Le disposizioni stralciate, ha comunicato Grasso all’Aula, andranno a costituire autonomi disegno di legge.

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Le critiche di Ap
Dal punto di vista politico, i centristi di Ap bocciano la manovra. I capigruppo alla Camera e al Senato, Maurizio Lupi e Laura Bianconi, hanno sottolineato che in questa legge di Bilancio «la famiglia è bistrattata» e hanno aggiunto: «Difficile votarla». Da Riad, nuova tappa del viaggio che lo condurrà anche negli Emirati Arabi Uniti e in Qatar, il premier Paolo Gentiloni ha detto che la legge di Bilancio è «equilibrata, non grava sulle famiglie e le imprese e va nella direzione giusta. I numeri - ha aggiunto - sono necessari e ci saranno». Intanto si profila il calendario delle audizioni sulla manovra al Senato: al via il 6 novembre, chiuderà Padoan martedì 7.

L’altolà di Ap
«Certo che una finanziaria così è difficile da votare - hanno messo in evidenza in una nota i capigruppo di Area Popolare - A parole tutti difendono la famiglia e sono preoccupati per il calo della natalità. Nei fatti la famiglia la bistrattano e i pochi provvedimenti a suo favore li annullano regalano soldi a pioggia a destra e a manca, mance e mancette che si potrebbero più prosaicamente definire marchette. Chiediamo che venga fatta pulizia di questi provvedimenti e che i fondi ad essi destinati vengano integralmente utilizzati per rifinanziare il bonus bebè, per aiutare cioè quei giovani cha hanno il coraggio di fare una famiglia e mettere al mondo dei figli».

Dal 6 novembre le audizioni, martedì chiude il ministro Padoan
Intanto il presidente della commissione Bilancio del Senato Giorgio Tonini ha reso noto il calendario delle audizioni legate alla manovra: si terranno davanti alle commissioni congiunte di Camera e Senato. Inizieranno lunedì alle 12 e si chiuderanno con il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan martedì sera alle 20. Gli emendamenti alla legge di Bilancio restano fissati al 10 novembre.

Dl fisco: circa mille emendamenti in Senato
Sono circa mille gli emendamenti depositati in commissione Bilancio del Senato al decreto fiscale collegato alla manovra. Di questi 283 sono stati presentati dai senatori del Pd, 28 da Mdp. Il vaglio degli emendamenti inizierà da mercoledì della prossima settimana, 8 novembre, dopo le audizioni sulla legge di Bilancio.

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