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Manovra, multe e tasse locali senza «rottamazione»: via solo interessi e sanzioni

Per l’Imu e gli altri tributi locali, la cancellazione lascerà intatta l’imposta da pagare

di Marco Mobili e Gianni Trovati

Cida: peso tasse non può ricadere solo su ceto medio

3' di lettura

Lo stralcio delle minicartelle fino a mille euro affidate fino al 2015 si ferma sulle porte dei Comuni. Per l’Imu e gli altri tributi locali, infatti, la cancellazione riguarderà solo interessi di mora e sanzioni, ma lascerà intatta l’imposta da pagare. Nel caso delle multe, poi, che sono «sanzioni» per natura, la tagliola fermerà solo gli interessi. Il meccanismo sarà automatico, ma potrà essere stoppato dai Comuni con delibera.

Il lavoro del governo

Prende forma nei primi due blocchi di emendamenti governativi la legge di bilancio che uscirà dalle modifiche della Camera. I testi presentati ieri pomeriggio dal sottosegretario all’Economia Federico Freni, che oggi saranno illustrati alla commissione Bilancio di Montecitorio direttamente dal titolare dei conti Giancarlo Giorgetti, si occupano molto di fisco, Sud, enti locali e famiglia. Ma non esauriscono il lavoro del governo che dovrà completarsi oggi, a patto di trovare la quadra delle coperture sui capitoli ancora aperti come quello delle pensioni. Il tutto nell’attesa che si entri nel vivo dei voti lunedì quando dovrebbe finire sotto esame anche il salva imprese con lo scudo penale per gli errori formali.

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Una soluzione di compromesso

In fatto di fisco, le novità più importanti arrivano sulla cancellazione delle vecchie partite iscritte a ruolo, in una soluzione di compromesso che prova a evitare a priori il rischio di ricadute da 350 milioni sui bilanci comunali. I contribuenti interessati, compresi quelli già imbarcati nella rottamazione-ter, dovranno quindi continuare a pagare tributi e multe, evitando solo gli aggravi determinati dal ritardo con cui si presentano alla cassa. Proprio per dar tempo ai sindaci di decidere, lo stralcio effettivo slitta dal 31 gennaio al 31 marzo, data a cui è stato appena prorogato il termine per l’approvazione di bilanci comunali e delibere sui tributi.

Un altro emendamento invece allarga il perimetro dello stralcio alle sanzioni diverse da quelle nate da evasione di tasse e contributi, inizialmente esclusi dalla misura. Si tratta, stima la relazione tecnica, di circa 39 miliardi di arretrati, di cui 17 a titolo di interessi. Proprio questa seconda cifra misura il gettito teorico a cui rinuncia il correttivo, perché nel caso delle sanzioni l’azzeramento riguarda appunto solo gli interessi.

Le liti pendenti

Arriva poi una doppia mossa sulle liti pendenti. La chiusura del contenzioso viene estesa alle accise, sia nei primi due gradi di giudizio sia nelle cause in Cassazione. Un altro correttivo governativo, poi, si occupa specificamente delle liti alla Suprema Corte prevedendo che le spese di giudizio restino a carico del soggetto che chiede l’estinzione della causa; in caso di «no» alla chiusura, l’interessato potrà fare ricorso in Cassazione.

Nei testi spediti ieri alla Camera assume una forma definitiva (almeno per ora) la nuova regola sugli extraprofitti, per esentare dal contributo straordinario le attività estranee al filone energetico. Il principio della «prevalenza» viene misurato con il fatto che le attività energetiche rappresentino almeno il 75% del volume d’affari dell’anno precedente. Chi non raggiunge questa soglia sarà escluso dalla tassa: si tratta però di una minoranza, dal momento che il Mef stima una perdita di gettito di 19 milioni di euro. Per gli altri, il contributo rimane calcolato sul 100% della base imponibile, rappresentata dal saldo Iva per la tassa 2022 e dagli utili per quella in pagamento il prossimo anno. Confermate le modifiche che escludono dai calcoli le operazioni straordinarie all’estero e l’eventuale conguaglio al 31 marzo.

Con l’obiettivo di rilanciare il mercato immobiliare, il governo introduce poi uno sconto per chi acquista una casa ad alta efficienza energetica (classe A o B) dal costruttore. Il 50% dell’Iva sarà detraibile dall’Irpef in 10 rate.

Un’altra novità riguarda poi la possibilità di correggere gli errori contabili, che in pratica si applicherà solo alle aziende con un bilancio sottoposto a revisione legale.

Un lavoro di ridefinizione riguarda poi le nuove norme sulle criptovalute, su cui si fissa per legge il fatto che saranno tassate come «redditi diversi» anche per il passato.

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