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Manovra, da opzione donna al congedo: le misure per le madri

Gli “sconti” in uscita per le lavoratrici con figli che scelgono l’anticipo ma anche la maggiorazione delle risorse per i bambini e i ragazzi, oltre che l’astensione dal lavoro sono tutte contenute nell’ultima bozza della manovra di Bilancio al varo del Parlamento

di Flavia Landolfi

Manovra, Meloni: "Corsa contro il tempo, ma traiettoria nitida"

3' di lettura

C’è un pacchetto dedicato alle madri nel testo della manovra approdato in Parlamento per l’iter di approvazione. Misure disseminate nei 174 articoli che compongono il puzzle degli stanziamenti da 35 miliardi di cui 1,5 destinato alle politiche per la famiglia. Una previsione che risponde a un input preciso e che richiama le parole della premier Meloni nella conferenza stampa post-manovra. E poi ancora prima quelle della ministra per la Famiglia, Eugenia Roccella, che tanto aveva insistito in un’intervista al Sole 24 Ore sulla necessità di sostenere la maternità.

«Nonostante il difficile momento congiunturale - ha detto il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti - la legge di bilancio introduce anche l’avvio di alcuni provvedimenti programmatici che il governo intende attuare. Le famiglie potranno contare su una serie di interventi: questo accento di politica per la famiglia rappresenta una novità». Proviamo allora a ricomporlo questo puzzle e analizzare, misura per misura, l’impatto di questi interventi sulle donne con figli.

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Opzione donna

Innanzitutto c’è Opzione donna, lo speciale regime previdenziale per la popolazione femminile. Il vincolo dei figli si è fatto strada tra uno stop&go e un altro, l’ultimo dei quali rimette in discussione la variabile dei figli. Ma andiamo con ordine. Il testo della manovra approdata in Parlamento prevedeva il criterio dell’uscita anticipata dal lavoro a 60 anni con “sconti” in base al numero dei figli: un anno per un figlio (59 anni) e due anni (uscita a 58 anni) per tutte le lavoratrici con almeno due figli. Ora invece si sta facendo strada l’ipotesi di cancellare il requisito della prole attraverso un emendamento del governo che dunque lascerebbe in piedi lo strumento limitandolo alle donne caregivers, quelle cioè che assistono coniuge o parente con handicap, che risultano con una invalidità civile superiore o uguale al 74% e alle lavoratrici licenziate o dipendenti da imprese con aperto un tavoli di crisi (in quest'ultimo caso l'uscita è a 58 anni). Invariato in tutti i casi il requisito contributivo di 35 anni .

Assegno universale unico

Si ridimensiona rispetto agli annunci la portata dei ritocchi sull’assegno unico: gli importi vengono versati ai genitori dal 7° mese di gravidanza della madre al compimento del 21° anno di vita dei ragazzi. Le maggiorazioni del 50% per il primo figlio scatterà dal 1 gennaio e solo fino al compimento del primo anno di vita. Stessa cosa per i nuclei dal terzo figlio in su fino al compimento dei tre anni e a condizione che l’Isee non sfori il tetto dei 40mila euro. Per fare qualche esempio, fino al primo anno di vita del bambino, l’assegno di 50 euro previsto per i nuclei con più di 40mila euro passerà a 75 euro, mentre gli assegni fino a 15mila euro di Isee cresceranno da 175 euro a 262,5. L’altra novità, annunciata da Meloni, è il sostegno strutturale della misura per i ragazzi con disabilità.

Congedi parentali

Ritoccati anche i congedi parentali, attualmente previsti in via facoltativa per i genitori nei primi 12 anni di vita dei figli. Il precedente governo li aveva portati da 6 a 9, non variando l’indennizzo che infatti era fissato al 30 per cento della retribuzione. La novità contenuta in manovra prevede la maggiorazione della retribuzione all’80% di un mese di congedo da usufruire fino al sesto anno di vita del bambino. Nella prima bozza riservata alla sola madre ma cora con l’approdo del testo in Parlamento dovrebbe perdere la clausola di esclusività ed estendersi anche ai padri.

Beni per donne e per neonati

Novità anche sul versante dell’Iva: scende dal 10% al 5% quella su assorbenti e tamponi, mentre passa dal 22% al 5% l’Iva sul latte in polvere o liquido per l’alimentazione dei lattanti o dei bambini nella prima infanzia (condizionato per la vendita al minuto). Ecco gli altri prodotti scontati: preparazioni alimentari di farine, semole, semolini, amidi, fecole o estratti di malto per l’alimentazione dei lattanti o dei bambini, condizionate per la vendita al minuto; pannolini per bambini; e infine i seggiolini per bambini da installare nelle auto.

Centri anti-violenza e Piano anti-tratta

Crescono anche gli stanziamenti destinati al contrasto della violenza nei confronti delle donne e al Piano strategico nazionale contro la tratta. Per il primo intervento le risorse passano da 5 a 15 milioni di euro dal 2023: serviranno, tra l'altro, a finanziare centri Antiviolenza, case rifugio. Infine, per la realizzazione delle azioni di sistema previste dal Piano nazionale anti tratta 2022-2025 l’attuale stanziamento di 13,9 milioni aumenta in via strutturale di 2 milioni per il 2023 e di 7 milioni dal 2024.

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