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Manovra, taglio cuneo tutto a favore dei lavoratori. Da dicembre sconto benzina ridotto

Tra le ipotesi ancora al vaglio l’azzeramento dell’Iva su pane, pasta e latte. Sulle pensioni si lavora a quota 41+62. Bonomi: “Da anni chiediamo intervento choc sul cuneo fiscale”

Manovra, Calenda: "È vuota, tralascia i punti fondamentali"

5' di lettura

Dopo un nuovo confronto nella maggioranza e le ultime limature al testo la manovra 2023, la prima del Governo Meloni, si accinge ad “atterrare” sul tavolo del Consiglio dei ministri. La riunione è stata convocata per le 20:30. Sul tavolo il pacchetto di misure da 32 miliardi di euro, con un extra deficit da 21 miliardi che andrà a finanziare le misure contro il caro energia.

Il Cdm è preceduto da un vertice alla Camera alle 17 tra la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, i vicepremier Matteo Salvini e Antonio Tajani, il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, e quello del Lavoro, Marina Elvira Calderone. A quanto si apprende, al centro dell’incontro ci saranno in particolare le modifiche al Reddito di cittadinanza, da introdurre attraverso la legge di bilancio.

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Tra le ipotesi ancora al vaglio l’azzeramento dell’Iva su pane, pasta e latte. Sulle pensioni si lavora a quota 41+62. Si va verso il taglio del cuneo fiscale fino a tre punti per i redditi più bassi. Secondo fonti di governo, il beneficio andrà interamente ai lavoratori. Sulla flat tax aumento della soglia fino a 85mila euro per gli autonomi. Palazzo Chigi frena su una proposta della Lega per un “bonus matrimonio”.

Sconto su carburanti scende da 30 a 18 cents

Sul tavolo del Cdm anche il decreto che riduce lo sconto sulle accise con un taglio del beneficio alla pompa che passa da 30,5 a 18,3 centesimi al litro. Il Dl stabilisce, infatti, una riduzione da 25 a 15 centesimi al litro per le accise applicate a gasolio e benzina, mentre per il Gpl il taglio scende di 3,4 centesimi.

Due terzi risorse per famiglie e aziende contro caro energia

Dalle bollette alle novità sull’assegno unico, sono attese novità per le famiglie, alle prese con il carovita. La certezza è che due terzi delle risorse, circa 21 miliardi in deficit, saranno destinati a tutelare le famiglie e le imprese dal caro-energia. Con un mix di aiuti che va dai crediti di imposta per le imprese allo sconto benzina. Per il resto ci sono tante misure, su cui spingono i partiti , ma che devono fare i conti con una coperta molto corta: su una manovra che va verso i 32 miliardi, sul piatto resta una decina di miliardi e la regola è che ogni misura necessita di coperture nello stesso settore di intervento.

Mix di aiuti contro il caro bollette

Allo studio c’è un “mix di aiuti”, per coprire i primi tre mesi del 2023. Dovrebbero essere confermati lo sconto benzina, il bonus sociale ed i crediti di imposta, che però si vogliono portare dal 30 al 35% per le piccole attività commerciali. Possibile anche che salga dal 40 al 45% quello per le imprese. È allo studio anche un fondo unico di supporto al fabbisogno energetico, da gestire con aiuti selettivi.

Pensioni, quota 41+62 per un anno

Per evitare il ritorno della legge Fornero, la soluzione “ponte” individuata per il 2023 è una quota 41 con il paletto di 62 anni.

Reddito di cittadinanza, si ragiona su stretta

Sul Reddito di cittadinanza si cambia, anche se la discussione è ancora in corso. Un anno di “cuscinetto” per inserire i lavoratori occupabili nel mondo del lavoro, accompagnati da appositi corsi di formazione, considerati obbligatori. Sarebbe questa, in attesa della decisione finale del cdm, la soluzione individuata dal governo come uscita soft dal reddito di cittadinanza per i cosiddetti occupabili (sono circa 800mila) che rischiano di perdere il sussidio. L’idea della cancellazione immediata del beneficio già dall’1 gennaio, che avrebbe permesso di risparmiare 1,8 miliardi, sarebbe stata accantonata, sposando invece la soluzione ponte proposta dalla ministra del Lavoro Calderone. La data di interruzione sarebbe quindi, a quanto si apprende, quella del 31 dicembre 2023 . L’aiuto resterà per i poveri, su cui si valuta una lotta ai “furbetti” del reddito.

Cuneo giù di tre punti per i redditi bassi

Sul cuneo si va verso una replica del taglio di 2 punti per i redditi fino a 35mila euro (che costa 3,5 miliardi), mentre il taglio sarà incrementato di un altro punto, fino a 3 punti, per le fasce più fragili, quelle con un reddito inferiore a 20mila euro. Secondo quanto si apprende da fonti di governo, il beneficio andrà interamente ai lavoratori. Ferma la reazione del presidente di Confindustria, Carlo Bonomi: “Dagli annunci fatti manca nella legge di bilancio un intervento deciso sul cuneo fiscale, vogliamo un intervento shock e lo chiediamo da anni”. Così il numero uno di Confindustria, parlando oggi all'assemblea degli industriali di Genova. “Gli italiani sotto i 35mila euro stanno perdendo potere d'acquisto, il solo modo per mettere loro soldi in tasca è tagliare le tasse sul lavoro - ha proseguito -. Come? Credo si possa riconfigurare il 4-5% di spesa pubblica e trovare le risorse”.

Flat tax, salta l’incrementale

Sulla flat tax resta al momento confermato l’aumento della soglia (da 65 a 85mila euro) per autonomi e partite Iva, mentre sembra perdere quota l’ipotesi di introdurre anche una flat tax incrementale. Per i dipendenti invece si studia la riduzione della tassazione sui premi di produttività.

Taglio Iva

Quello dell’azzeramento o taglio dell’Iva su pane, pasta e latte è un tema ancora oggetto di valutazione. Ci sarà invece la diminuzione dell’Iva sui prodotti della prima infanzia, ha spiegato il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Giovanbattista Fazzolari (FdI).

Tregua fiscale, salta lo “scudo”

Per le cartelle fino al 2015 si va verso la cancellazione di quelle sotto ai mille euro e la riduzione di sanzioni e interessi, con rateizzazione in cinque anni, per le altre. Non verrebbe proposta invece la “voluntary disclosure” sui capitali all’estero.

Ipotesi interventi su assegno unico e congedi familiari

Nella manovra che otterrà il via libera dell’esecutivo è atteso l’incremento dell’assegno unico familiare (la proposta è di raddoppiare da 100 a 200 euro la maggiorazione per i nuclei con 4 o più figli e di garantire 100 euro in più per i figli gemelli) e un intervento sui congedi familiari. Si cercano anche fondi per poter rendere strutturale il finanziamento dei centri estivi.

Cambia la norma sugli extraprofitti

La revisione allo studio prende come riferimento il regolamento Ue, misurando gli extraprofitti sugli utili e alzando l’aliquota attualmente al 25%: si ragiona su una forchetta del 30-33%, in base alla scelta che verrà fatta sull’Iva.

Bonus tv

Possibile il rifinanziamento dei due contributi già esistenti (per tv e decoder) con altre risorse per 100 milioni di euro.

Tetto al contante da 2mila a 5mila euro

Dal primo gennaio sale da 2mila a 5mila euro. Tra le ipotesi c’è anche la cedolare secca per gli affitti dei locali commerciali.

Ipotesi tassa plusvalenze da cripto-attività

Ci sarebbe anche la tassazione delle plusvalenze derivanti dalle cripto-attività tra le misure allo studio del governo in vista della legge di bilancio. La norma figura in una bozza dell’articolato ancora in discussione, che prevede anche la regolarizzazione delle cripto-attività. Quando si parla di cripto-attività ci si riferisce alle cosiddette valute virtuali, considerate beni speculativi, tra cui figurano anche i bitcoin.

Si lavora su razionalizzazione tax expenditures

Nel pacchetto delle misure rientrerebbe anche la razionalizzazione delle tax expenditures. Stando ad una bozza, la riorganizzazione delle agevolazioni fiscali dovrebbe comparire in particolare tra le norme del decreto fiscale collegato alla manovra. Nei giorni scorsi alcune indiscrezioni avevano ipotizzato una revisione del decalage che attualmente riduce il valore di alcuni sconti fiscali al crescere del reddito. Si era quindi parlato di una riduzione di queste soglie che farebbe scattare le riduzioni a partire da 60mila euro fino all’azzeramento a 120mila euro.

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