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Meloni ai sindacati: risorse limitate, il governo deve fare delle scelte

Incontro con i sindacati sulla manovra. E intanto si ragiona su pos (su cui c’è già l’apertura della premier) e tetto ai contanti mentre sul reddito di cittadinanza non si torna indietro. Landini; giudizio negativo, avanti con gli scioperi

Manovra, Meloni: "Da Bankitalia nessuna critica sostanziale"

4' di lettura

Nel corso dell’incontro da parte dei sindacati sono state avanzate molte proposte “sensate” ma “spetta al governo la responsabilità di fare delle scelte e se mettessimo in fila tutte le richieste non ci sarebbero le risorse per fare tutto” . Lo ha detto, secondo quanto si apprende, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni nel corso dell'incontro con i sindacati a Palazzo Chigi sulla manovra. La premier ha però assicurato che si tenterà “di fare qualcosa di più adesso, se non sarà possibile lavoreremo in Cdm per farlo in tempi più brevi possibili”. Tra i primi dossier c’è quello del cuneo fiscale: “Noi abbiamo fatto scelte di emergenza ma siamo assolutamente d'accordo sul tema del taglio del costo lavoro: è una nostra priorità, sarei felicissima anch'io di poter fare di più”, avrebbe detto la premier.

Gli emendamenti alla manovra

Ma intanto l’esecutivo si prepara ad accogliere la valanga - seppur quest’anno contingentata - di emendamenti alla manovra alla Camera. Si tratta di 3.104 emendamenti di cui 617 presentati dalla maggioranza. Con l’iter per le modifiche al via in Parlamento, i partiti vanno infatti alla carica con i loro desiderata, dal cuneo alle pensioni. Il governo è pronto a serrare i ranghi: a questo è servito l’incontro stamattina a Palazzo Chigi: al tavolo convocato dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni il vicepremier Matteo Salvini e la ministra Elisabetta Casellati (che sostituisce il vicepremier Antonio Tajani), il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti e tutti capigruppo di Camera e Senato dei partiti che sostengono il governo. Al termine della riunione la premier ha dato il via libera ad una cabina di regia, come richiesto dalle forze politiche di maggioranza, per sciogliere i nodi che riguardano la manovra.

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Meloni: sul reddito di cittadinanza non si torna indietro

Sulla manovra la linea della premier è una sola: siamo disponibili a ragionare su pos (su cui c’è già l’apertura della premier) e tetto ai contanti mentre sul reddito di cittadinanza non si torna indietro. Mentre per Opzione donna la strada sembra segnata: si lavora infatti all’eliminazione della discussa condizionalità dei figli (resterebbe la limitazione a tre categorie di lavoratrici svantaggiate, con l’innalzamento dell’età a 60 anni), modifica che dovrebbe arrivare con un emendamento del governo.

Meloni: pos-tetto contanti misure di buon senso, le rivendico

Giorgia Meloni difende e “rivendica” le misure sul pos e sul tetto al contanti di 5 mila euro. La premier ha parlato davanti ai capigruppo, a Chigi, secondo quanto riferito da diversi partecipanti. Secondo Meloni si tratta di misure di “buon senso”. Oltretutto, ha tra l’altro osservato, i costi di commissione del Pos sono a carico degli esercenti e non dei cittadini che utilizzano il servizio. Se fosse a carico dei cittadini - ha tra l’altro aggiunto - penso che nessuno pagherebbe un caffè tramite pos. La soglia dei 60 euro per quanto riguarda il pagamento elettronico, ha poi spiegato, può anche essere ridiscussa ma in sede Ue.“Lo scudo penale per le società di calcio è insostenibile” ha inoltre detto la premier ai capigruppo di maggioranza.

Lupi: mese in più congedo sarà anche per i papà

La misura sul congedo parentale «sarà corretta: noi presenteremo un emendamento ma è condiviso dal governo perché il mese in più pagato all’80% possa essere usufruito dalla madre o dal padre”ha annunciato il leader di Noi Moderati Maurizio Lupi al termine del vertice a Palazzo Chigi sulla manovra. Tra le ipotesi, “ma è da verificare se si possa fare” rispetto alle coperture, ci sarebbe anche quella di portare da 1 a 3 i mesi aggiuntivi, con i mesi successivi al primo “al 67%, o tutti e tre i mesi al 67%, in modo da fare una vera politica per la famiglia”.

Proroga agevolazioni fiscali per il Sud

Arriva intanto anche il via libera dell’Ue alla nuova tranche di aiuti per 5,7 miliardi destinata dall’Italia per le imprese del Mezzogiorno: gli aiuti potranno essere erogati fino alla fine del 2023. Sempre per il Sud, come già annunciato dal ministro dell’economia Giorgetti, arriverà con la manovra anche la proroga delle agevolazioni fiscali e dei crediti di imposta.

In discesa la strada per l’estensione dei diritti tv

Tra le modifiche a cui il governo e la maggioranza stanno lavorando sembra in discesa la strada per l’estensione dei diritti tv: il ministro dello sport Abodi è favorevole all’estensione da tre a cinque anni dei contratti (ma non per quelli in essere) legati ai diritti tv e ne sta parlando con i colleghi dell’Economia e della Giustizia. In arrivo infine anche una stretta contro la pirateria digitale degli eventi sportivi in diretta mentre non convince via XX Settembre l’ipotesi di consentire al mondo dello sport di rateizzare imposte e contributi in scadenza il 22 dicembre consentendo inoltre la sospensione di sanzioni amministrative, penali e sportive.

Nel pomeriggio il termine per gli emendamenti dei partiti

Alla manovra lavorano anche i partiti che per tutto il giorno sono stati impegnati a definire gli emendamenti in vista del termine del pomeriggio del 7 dicembre. Saranno ben oltre i 400 concordati. Nei desiderata c’è spazio per tutto. Il Pd vuole puntare sulla riduzione più netta del cuneo e sul rifinanziamento di Opzione donna nella versione in vigore finora. Nelle proposte del M5s si va dallo stop all’innalzamento del tetto al contante a un pacchetto di interventi per ripristinare il Reddito di cittadinanza, mentre il Terzo Polo vuole finanziare una parte rilevante di Industria 4.0 con il Pnrr.

Landini: giudizio negativo, avanti scioperi

Si fanno sentire anche le parti sociali: dal leader di Confindustria Bonomi che chiede di più sul cuneo e confida nell’intervento per il Sud; ai sindacati che proprio oggi sono tornate ad incontrare la premier. «Abbiamo confermato il giudizio negativo sulla manovra, in particolare sui redditi. Abbiamo posto il tema della precarietà e il problema sul fisco e l’evasione. La logica della flat tax è sbagliata. Le risposte del governo hanno confermato profonde distanze sul fisco e sulla precarietà». Così il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, al termine dell’incontro a Palazzo Chigi. «È necessario proseguire la mobilitazione e richiedere modifiche profonde ad una manovra che rischia di impoverire ulteriormente le persone» ha detto ricordando che dal 12 al 16 dicembre sono già proclamati diversi scioperi regionali.


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