IL GOVERNO PONE LA FIDUCIA

Manovra, premi agli statali pagati in BTp. Tensioni M5S-Lega su ecotassa

di Nicola Barone e Alessia Tripodi


Manovra: gli incentivi per l’auto elettrica. E chi inquina pagherà più tasse

4' di lettura

Il governo con il ministro per i Rapporti con il Parlamento Riccardo Fraccaro ha posto la questione di fiducia sulla manovra. Le dichiarazioni di voto inizieranno alla Camera domani, venerdì 7 dicembre, a partire dalle 17.30, per poi procedere alle due chiame dalle 18.50. Lo ha stabilito la capigruppo di Montecitorio che ha previsto una seduta ad oltranza fino a mezzanotte per procedere poi alle votazioni degli articoli e dei 297 ordini del giorno. La conclusione non è dunque prevista prima di sabato 8 dicembre.

Dopo il voto sugli odg, sarà convocato un Consiglio dei ministri la nota di variazione di bilancio che successivamente sarà inviata in Commissione e, infine, in Aula dove si giungerà al voto finale sulla manovra. Martedì 11 dicembre alle 14 verranno votate le pregiudiziali al decreto fiscale.

Intanto, spunta l’ipotesi di pagare i premi di risultato ai dipendenti pubblici in Btp italiani. Una possibilità alla quale, secondo quanto si apprende, M5S starebbe lavorando in vista dell'arrivo della legge di bilancio al Senato come possibile soluzione alle esigenze di risanamento dei conti pubblici. All'ipotesi, secondo le stesse fonti, starebbero lavorando il sottosegretario Stefano Buffagni, il ministro Fraccaro e il viceministro al Tesoro Laura Castelli.

Sul fronte ecotassa, nel frattempo, sale la tensione. Subito dopo l’ok in commissione Bilancio alla Camera dell’emendamento sul bonus malus per le auto in base alle emissioni inquinanti, è arrivata la retromarcia nella maggioranza. Di primo mattino è Matteo Salvini a mettere tutto il suo peso contro «ogni ipotesi di nuove tasse sull'auto», seguìto a ruota dall’altro vicepremier Luigi Di Maio che annuncia la convocazione di un tavolo tecnico con costruttori e consumatori dopo le critiche venute da più parti.

In giornata, poi, si accende la polemica: da una parte la sottosegretaria M5S all’Economia, Laura Castelli, che sottolinea: «La volontà del governo è quella di tenere» l’eco-tassa, «sta nel contratto di governo», «non colpisce né chi ha ha un’auto vecchia né chi acquista un’utilitaria sotto una certa cilindrata». Dall’altra, Salvini che parla di «tutelare l’ambiente ma senza imporre nuove tasse» e assicura che la tassa sulle auto inquinanti «con me, con il sostegno della Lega, non passerà mai».

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In Aula intanto arriva la correzione della norma, ma non quella richiesta da costruttori e consumatori. Nonostante le polemiche e malgrado la presa di posizione della Lega, infatti, la misura resta nel maxi emendamento per l’Aula. La commissione Bilancio chiamata a correggere alcuni passaggi degli emendamenti approvati ne ha però rivisto, per di più al rialzo, le stime di incasso. Da 300 mln per ciascuno degli anni 2019, 2020 e 2021 si è passati a 300
mln nel 2019, 323,82 nel 2020 e 313,5 per il 2021.

Il capo M5S: nessuno shock al settore
Gli incentivi per l’auto elettrica sarebbero scattati secondo la norma dal 1° gennaio - e per i successivi tre anni - per acquisti e immatricolazioni in Italia di un'autovettura nuova elettrica, ibrida o alimentata a metano. L’emendamento a firma di Lorenzo Viviani (Lega) prevede il riconoscimento di un contributo economico fino a 6mila euro, calcolato sulla base della CO2 emessa per chilometro. Per gli acquisti di un nuovo mezzo alimentato con carburanti più inquinanti è prevista invece un'imposta che, anche in questo caso, è proporzionale al livello delle emissioni. Ma per chiarire le reali intenzioni dell’esecutivo il capo politico pentastellato è ricorso a un messaggio in diretta via Facebook. «Non vogliamo assolutamente penalizzare le famiglie che oggi hanno difficoltà e a volte acquistano l'auto meno costosa col motore meno performante, come la “Pandarella”, come la chiama il ministro dell'Ambiente Costa, o la Punto. E tanto meno creare uno shock al mercato dell'auto in Italia, ai costruttori e ai lavoratori: chi può lo può dire meglio di me che sono di Pomigliano d'Arco, la mia città è cresciuta intorno a quella che fu l'Alfasud». La norma, ricorda Di Maio, «è passata in legge di Bilancio così alla Camera, ma al Senato la possiamo migliorare ancora». Quindi il tavolo con i costruttori e i consumatori annunciato in precedenza verrà fatto «al più presto» dal momento che la manovra arriverà a Palazzo Madama la prossima settimana. Anche Massimiliano Romeo, capogruppo della Lega al Senato, commentando la possibile introduzione di una tassa ad hoc conferma questa stessa linea. «A proposito del bonus malus sulle automobili introdotto nella manovra economica alla Camera, pur condividendo il fatto che vada incentivato l'acquisto di auto elettriche, siamo però contrari ad un aggravio di costi per chi compra auto di normale dotazione. Pertanto cambieremo la norma al Senato» .

Manovra: gli incentivi per l’auto elettrica. E chi inquina pagherà più tasse

Cosa prevede la norma contestata
La nuova tassa sulle emissioni inquinanti delle auto riguarderà, così come delineata dall'emendamento alla manovra, non solo auto di grossa cilindrata ma anche molte utilitarie stando alle prime valutazioni. Come detto l'emendamento approvato nella tarda serata di martedì prevede da una parte incentivi alle auto a basse emissioni, a gas, ibride o elettriche, e dall'altra l'introduzione di una nuova tassa «parametrata al numero dei grammi di biossido di carbonio emessi per chilometro, eccedenti la soglia di 110 CO2 g/km». La tassa va da un minimo di 150 euro a un massimo di 3.000 euro e si applica alle immatricolazioni di vetture “nuove di fabbrica”, come detto, quindi non sul parco auto circolante. Una forma di copertura per gli incentivi, il cui costo è stimato in circa 300 milioni di euro, ma che potrebbe anche portare a «eventuali entrate eccedenti» da far confluire nel Fondo per le esigenze indifferibili. Secondo la tabella riportata nell'emendamento, la tassa parte da 150 euro per i modelli che emettono tra 110 e 120 g/km di anidride carbonica, per salire a 300 euro in caso di emissioni tra 120 e 130 grammi, a 400 euro tra 130 e 140 grammi e così via, fino ad arrivare a 3.000 euro per le auto o i van che producono oltre 250 grammi di CO2 ogni a chilometro. L'emendamento alla manovra approvato due sere fa in commissione Bilancio alla Camera è stato sostenuto, subito dopo aver ricevuto l'ok in Parlamento, dal sottosegretario allo Sviluppo economico ed esponente pentastellato Davide Crippa che ai cronisti ha spiegato i dettagli della misura ponendo l'accento soprattutto sugli incentivi a favore delle auto ecologiche («l'emendamento è della Lega ma l'iniziativa è una cosa nostra»).

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