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Manovra, 900 emendamenti prioritari: ecco cosa potrebbe cambiare per superbonus, incentivi auto e cedolare

Spinta su cedolare negozi e tasse sul tabacco riscaldato. La patrimoniale al voto

Assegno unico, giovani, vaccini, lavoro e Sud: ecco la manovra da 40 miliardi

3' di lettura

Una forte spinta bipartisan al prolungamento almeno fino al 2023 del superbonus del 110%. Il pressing, di fatto condiviso sempre di maggioranza e opposizione, sul tabacco con la risalita dell'accisa fino al 50% sull'e-cig e con una pioggia di richieste, che sembrano però concentrarsi su un solo prodotto: quello “riscaldato” che potrebbe così subire aumenti per i consumatori di uno o due euro al pacchetto. La stabilizzazione della cedolare secca sui negozi, sollecitata con due diverse proposte da Iv e M5S. Un voucher da 500 euro al mese da destinare alle neomamme che rientrano al lavoro per le spese per babysitter a asili nido, “sponsorizzato” sempre da Italia viva. La riduzione dell'Iva al 5% sugli assorbenti, a firma Pd ma sostanzialmente condivisa da Fi. E, naturalmente, la patrimoniale sui super-ricchi promossa dal tandem Fratoianni (Leu) e Orfini (Pd) e i ritocchi, fortemente voluti dal Movimento Cinque stelle, per rendere più difficile l'acquisizione del Monte Paschi da parte di altri istituti di credito, già al centro di una tira e molla sulle “ammissibilità in commissione Bilancio alla Camera.

Quasi 900 emendamenti segnalati

È, come di consueto, nutrita e variegata la lista dei quasi 900 emendamenti “segnalati” dai gruppi parlamentari sui quali si giocherà a Montecitorio la vera partita per il restyling della legge di bilancio. Ma per le fasi cruciali occorrerà attendere ancora diversi giorni. Fino a quando la cosiddetta “seconda manovra”, composta dai 4 decreti Ristori, non riuscirà ad approdare in Aula al Senato (l'appuntamento è per il momento fissato al 14 dicembre), le votazioni sui correttivi strategici, compresi i correttivi indicati dalle singole commissioni permanenti e quelli in arrivo da governo e relatori, resteranno sostanzialmente congelate.

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Stop al nuovo regime Iva per il terzo settore

Dell'elenco di emendamenti considerati “prioritari” fanno parte anche la proposte di Forza Italia (primo firmatario Sestino Giacomoni) sulla flat tax al 15%, con deduzioni fisse da 3mila euro da applicare in maniera progressiva in base al reddito e ai carichi familiari, e sulla nuova edizione della voluntary disclosure sul contante. Due ritocchi che non sembrano avere molte chance di passare a differenza dello stop al nuovo regime Iva per il terzo settore (con il ripristino di quello precedente), proposto da Italia viva e condiviso da tutta la maggioranza. Sempre Iv insiste per abrogare plastic e sugar tax. E nella stessa direzione vanno le richieste di Forza Italia. Per recuperare le risorse necessaria è ipotizzata anche una stretta alla digital tax. In corsa per cercare il via libera anche gli emendamenti di Pd e M5S per rendere cedibile i crediti di imposta nell'ambito delle agevolazioni del Piano transizione 4.0.

Condivisa la proroga del superbonus del 110%

Abbastanza numerosi i correttivi su cui si registra già una convergenza tra maggioranza e opposizione. Oltre alla proroga del superbonus del 110%, che la Lega chiede di estendere al risparmio idrico (acquisto o sostituzione di ceramiche sanitarie e rubinetteria), la spinta bipartisan, seppure con alcune differenziazioni, riguarda anche la proroga fino al 30 giugno 2021 del bonus per l'acquisto di auto nuove. Uno dei ritocchi “segnalati” dei Cinque stelle prevede poi la possibilità di azzerare la tassazione sulle auto aziendali ”green”. Sempre dal M5S arriva la proposta di estendere a 10 giorni il congedo per i papà mentre i Dem puntano a un mese. E anche quella per autorizzare l'Anpal a prorogare fino al 31 dicembre 2022 i contratti di collaborazione dei navigator.

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