Ritocchi alla Camera

Manovra, verso proroga del bonus auto. Si studia indennità Inps per le partite Iva

Lunedì al via le votazioni in Commissione. Probabile proroga a giugno della rottamazione. Autonomi: sul tavolo anche l'ipotesi decontribuzione.

di Marco Mobili e Marco Rogari

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3' di lettura

La partita alla Camera sulla manovra si giocherà tutta in appena una settimana, o poco più. Dopo una serie quasi ininterrotta di rinvii, lunedì in commissione Bilancio dovrebbe essere dato il via alle votazioni sui circa 900 emendamenti segnalati dai gruppi parlamentari, ai quali si aggiungeranno i ritocchi di Governo e relatori.

L’obiettivo è chiudere le votazioni giovedì per arrivare al via libera dell’Aula di Montecitorio, con probabile “fiducia” su un maxi-emendamento, entro il prossimo week end. Ma non si escludono ulteriori slittamenti. Già domenica sera la commissione dovrebbe tornare a riunirsi, dopo una pausa di quasi due giorni, per trovare almeno un’intesa di massima tra maggioranza e opposizione sulla ripartizione della dote iniziale da 800 milioni per le modifiche e, soprattutto, sulla settantina di correttivi che, alla fine, dovrebbero passare.

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Verso proroga bonus auto a giugno 2021

Un’intesa non semplice, che potrebbe essere però favorita dall’irrobustimento del “gruzzolo” per i correttivi con almeno una fetta dei 3,8 miliardi originariamente destinati alla voce “fondo Ristori” per il 2021, che sarà ora agganciata al prossimo “decreto indennizzi” in arrivo a gennaio con il nuovo scostamento da oltre 20 miliardi. Alla fine, dal serbatoio per il restyling della manovra potrebbero uscire non meno di 1,5 miliardi (forse quasi 2) con la possibilità di far lievitare da 400 a 800 milioni la “fiche” a disposizione per le “puntate” dell’opposizione. I punti di convergenza non mancano. Come la proroga a giugno 2021 del bonus auto, replicando gli incentivi introdotti con il cosiddetto decreto Maggio (Dl Rilancio), per l’acquisto di auto green, ma non solo, magari in formato più leggero se le risorse disponibili dovessero rivelarsi insufficienti.

Al momento, l’intervento oscillerebbe tra i 300 e i 400 milioni. E sulla sua fisionomia non sarebbe stata ancora trovata una quadra. Con i Cinque stelle che spingono per privilegiare le auto elettriche e ibride, e la possibilità di estendere le agevolazioni anche all’adeguamento a Gpl o metano di autoveicoli euro 3 e euro 4.

Ipotesi indennità Inps alle partite Iva

In ottica bipartisan si sta anche lavorando per dare un primo segnale sui sostegni alle partite Iva, in attesa del quinto decreto Ristori. Con la maggioranza che sta provando a perfezionare una proposta per garantire una indennità straordinaria Inps ai lavoratori autonomi iscritti alla gestione separata dell’istituto previdenziale, e con partita attiva, da almeno tre anni che hanno accusato forti riduzioni del fatturato nel 2020. Questa opzione non dispiace al ministero del Lavoro. Ma il via libera non è affatto scontato, anche a causa dei non trascurabili problemi di copertura. Molto dipenderà dell’esito delle simulazioni tecniche in corso in queste ore.

La maggioranza comunque insiste su emendamento “segnalato”, sostanzialmente condiviso, che prevede appunto la nascita di un’indennità straordinaria Inps per quei professionisti che hanno subito una decurtazione reddituale pari o superiore al 50% della media dei redditi realizzati nei tre anni precedenti la presentazione della richiesta di “sostegno” e, in ogni caso, a condizione che il reddito dichiarato risulti inferiore a una soglia di 8.145 euro. L’indennità, nella proposta del M5S, potrebbe comunque essere superiore a 6.500 euro. Ma sul tavolo ci sono anche altre ipotesi sulle quali si stanno concentrando maggioranza e opposizione. Come apposite forme di decontribuzione per i giovani professionisti, evocate nei giorni scorsi anche da Stefano Fassina (Leu), relatore della manovra insieme a Marialuisa Faro (M5S), che ha anche prospettato l’allungamento dei periodi per la restituzione dei prestiti con garanzia pubblica erogati alle partite Iva per evitare il fallimento di centinaia di imprese.

Estensione degli scivoli

Un altro pacchetto di ritocchi, già di fatto “stabile”, è quello sulle crisi aziendali. Con l’estensione dei cosiddetti “scivoli” per favorire le uscite e il ricambio del personale. A cominciare dal rafforzamento dei contratti d’espansione (anticipato dal Sole 24 Ore) che riguarderebbero le imprese con almeno 500 dipendenti. Per le aziende con più di mille addetti è previsto il vincolo di un’assunzione ogni tre uscite accanto a un contributo più forte dello Stato nello scivolo. Queste misure dovrebbero essere affiancate da un proroga fino al 2023 dell’isopensione (vedi Il Sole 24 Ore dell’11 dicembre), che consente di anticipare fino a 7 anni il pensionamento con oneri tutti a carico dell'impresa.

Tra le proposte in sospeso, la proroga del superbonus del 110%, su cui sono in pressing maggioranza e opposizione, che potrebbe essere assorbita, almeno in gran parte, dal Recovery plan. Con il M5S che, in mancanza della proroga, minaccia di non votare il piano italiano. In sospeso anche la stabilizzazione della cedolare secca sugli affitti dei negozi, gradita a Confedilizia, che chiede, insieme a Fiaip e alle associazioni dei proprietari di immobili e degli agenti immobiliari, il ritiro della norma sugli affitti brevi contenuta nel Ddl di bilancio.

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