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Manovra, il richiamo di Prodi: « Attenti ai mercati, serve saggezza»


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Romano Prodi (Imagoeconomica)

2' di lettura

«Attenzione che, oltre all’Italia e all'Europa, c'è un terzo protagonista, il mercato. C'è uno spread che va su e giù, ci sono investitori esteri che sono diffidenti e fondi che lasciano il Paese. Bisognerebbe avere serenità e un po' di saggezza per evitare altri incidenti». Parole dell’ex premier ed ex presidente della Commissione Ue, Romano Prodi. All’indomani del vertice di Bruxelles intervenendo alla trasmissione di Lucia Annunziata “Mezz'ora in più”, su Rai 3 ricorda a tutti che «saggezza vuol dire coerenza e un messaggio che viene capito, rapporti umani normali. Invece oggi c'è sempre qualche dichiarazione,
qualche insulto».

L’ex premier rimarca inoltre la differenza di linguaggio con Bruxelles tra i governi italiani che si sono succeduti negli anni . E alla giornalista che gli chiede se i governi passati, quelli del centrosinistra, siano stati trattati meglio
dall’Europa rispetto a oggi replica: «La risposta è semplice: negli altri casi nel passato s’è trattato: in questo caso s'è minacciato».

Ripartire in Ue da grande coalizione dei riformisti

Per superare la fasedi stallo di una Unione europea in grande difficoltà negli ultimi tempi, a pochi mesi dal voto del maggio 2019 l’ex presidente della Commissione Ue rilancia il modello della grande coalizione dei riformisti:
«Io ho dato l'esempio, dando vita a una grande coalizione dei riformisti. E da lì che si deve ripartire - spiega il professore bolognese - . Da un lato il democristiano Weber che tiene insieme un'area di destra, dall'altro serve una coalizione tra socialisti, liberali e Verdi».
E aggiunge: «si sente dire che non c'è differenza tra destra e sinistra...Ma siamo matti? La differenza - aggiunge - c'è, eccome. La ripresa dei democratici nell’Europa dell’Est viene dal fatto che là hanno governato per un po' i populisti. E ora stanno cambiando idea».

Prodi sul Pd: sinora a primarie persone, non programmi
«Adesso sono cattivo: vedo che si sanno i nomi delle primarie Pd ma non i loro programmi. E questo per me è un problema gravissimo. Bisogna dire quello che uno vuole, che Paese e che partito si ha in testa. Mi attendo che finalmente si cominci a presentare le differenze che non sono di personalità ma di contenuto». Ma il voto del fondatore dell’Ulivo non è scontato. Sul fatto che vada o meno a votare alle primarie, l'ex premier è stato più vago: «Francamente non ho ancora deciso».

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