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Manovra: come cambia il reddito di cittadinanza, dal rifiuto dell’offerta di lavoro ai controlli

Al primo “no” si perderanno 5 euro al mese, con un meccanismo di décalage. Al secondo rifiuto il sussidio sarà revocato

di Andrea Carli

Ecco perché il 56% di chi vive in povertà assoluta non ha il reddito di cittadinanza

5' di lettura

Reddito di cittadinanza rivisto e corretto, nella speranza di porre un freno ai casi di persone che percepiscono il sussidio nella carta di pagamento elettronica senza averne il minimo diritto. Tra le misure entrate nella legge di Bilancio 2022 da 36,5 miliardi di euro, che il 30 dicembre ha ottenuto il via libera definitivo della Camera, promulgata dal Capo dello Stato, e che entrerà in vigore dal primo gennaio 2022, c'è infatti anche un restyling della misura introdotta dal governo Conte uno (Dl 4/2019) per contrastare la povertà. La linea lungo la quale si sviluppano le modifiche è quella di una stretta.

Al debutto decalage e revoca

In caso di rifiuto di un'offerta di lavoro congrua, scatta un decalage mensile di 5 euro per ciascun mese a partire dal mese successivo a quello in cui si è eventualmente rifiutataun’offerta congrua. Al secondo rifiuto, il sussidio sarà revocato (oggi questo accade al terzo rifiuto). Inoltre viene ridotta, per la congruità della prima offerta, da 100 a 80 km la distanza massima dalla residenza del beneficiario (comunque raggiungibile entro 100 minuti), mentre la seconda può essere collocata ovunque in Italia (si veda anche Il Sole 24 Ore del 24 dicembre).

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Arriva l'obbligo della partecipazione periodica ad attività e colloqui in presenza (almeno una volta al mese): per un'assenza ingiustificata si perde il sussidio. La valutazione e non solo il riconoscimento del beneficio, come attualmente previsto, da parte dell'Inps, deve avvenire entro la fine del mese successivo alla trasmissione della domanda all'Istituto. Non solo: deve essere messa in campo una procedura di raccordo tra Inps, Comuni e Anagrafe nazionale della popolazione residente, che consenta di incrociare i dati a disposizione di ciascun ente nella fase di verifica delle domande per l'accesso al beneficio.

Entro tre mesi dall’entrata in vigore della legge di Bilancio 2022 l’Inps trasmette al ministero della Giustizia l’elenco dei soggetti beneficiari del Rdc, per la verifica delle persone che risultino già condannate con sentenza passata in giudicato da meno di dieci anno. In queste situazioni scatta la revoca del sostegno al reddito (si allarga la lista dei reati che fanno decadere il beneficio).

Il rifinanziamento del reddito di cittadinanza

Partiamo dal budget. Con un miliardo di finanziamenti aggiuntivi per il Reddito di cittadinanza la dote complessiva nel 2022 si attesta su poco meno di 8,8 miliardi. La legge di Bilancio 2022, in particolare, prevede un rifinanziamento su più anni di questa misura di sostegno al reddito: 1.065,3 milioni di euro per l'anno 2022, 1.064,9 milioni di euro per l'anno 2023, 1.064,4 milioni di euro per l'anno 2024, 1.063,5 milioni di euro annui per l'anno 2025, 1.062,8 milioni di euro per l'anno 2026, 1.062,3 milioni di euro per l'anno 2027, 1.061,5 milioni di euro per l'anno 2028, 1.061,7 milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2029.

Massimo due offerte di lavoro congrue

La manovra modifica il numero massimo delle offerte di lavoro congrue che il beneficiario può ricevere, ai fini della accettazione: due anziché tre, come attualmente disposto, fermo restando l'obbligo di accettarne almeno una.

Quando l’offerta va considerata congrua

La congruità dell’offerta non è più determinata anche in funzione della durata di fruizione del beneficio del reddito di cittadinanza, come attualmente previsto. Un’offerta può essere considerata congrua se avviene entro 80 chilometri di distanza (anziché cento, come attualmente previsto) dalla residenza del beneficiario o comunque deve essere raggiungibile nel limite temporale massimo di cento minuti con i mezzi di trasporto pubblici. Questa regola si applica in caso di prima offerta. Se si tratta invece di seconda offerta - e salvo che nel nucleo familiare siano presenti persone disabili - va considerata congrua l’offerta ovunque collocata nel territorio italiano (in questo caso la disciplina coincide con quanto previsto attualmente per la terza offerta).

Stop al limite temporale dell’anno di fruizione del beneficio

Viene abrogato il limite temporale di 12 mesi di fruizione del beneficio, attualmente presente nella disciplina, che delimita lo spazio temporale entro il quale sono proponibili le offerte di lavoro.

Il parametro degli 80 chilometri di distanza dalla residenza

Il parametro degli ottanta chilometri di distanza dalla residenza del beneficiario o comunque raggiungibile nel limite temporale massimo di cento minuti con i mezzi di trasporto pubblici, in caso sia di prima sia di seconda offerta, è applicabile nel caso specifico di rapporto di lavoro a tempo determinato o a tempo parziale.

Avvio di un'attività di impresa o di lavoro autonomo

In caso di variazione della condizione occupazionale nelle forme dell'avvio di un'attività d’impresa o di lavoro autonomo, svolta sia in forma individuale che di partecipazione, da parte di uno o più componenti il nucleo familiare nel corso dell'erogazione del Rdc, la variazione dell'attività va comunicata all’Inps non più entro trenta giorni dall'inizio della stessa (come attualmente previsto) ma il giorno antecedente all'inizio, a pena di decadenza dal beneficio.

Verifica sulla ricerca di lavoro presso il centro per l’impiego

La ricerca attiva del lavoro è verificata presso il centro per l’impiego in presenza, con frequenza almeno mensile; in caso di mancata presentazione senza comprovato giustificato motivo si applica la decadenza dal beneficio.

Patto per l’inclusione sociale

Per quanto riguarda il Patto per l'inclusione sociale, cui l’erogazione del Reddito di cittadinanza è subordinato, la manovra dispone che esso preveda, in ogni caso, la frequenza almeno mensile in presenza presso i servizi di contrasto alla povertà al fine della verifica dei risultati raggiunti e del rispetto degli impegni assunti nell’ambito del progetto personalizzato. In caso di mancata presentazione senza comprovato giustificato motivo si applica la decadenza dal beneficio.

Progetti utili alla collettività in ambito comunale

Nell'ambito dei progetti utili alla collettività, i Comuni sono tenuti a impiegare almeno un terzo dei percettori di Rdc residenti (attualmente c’è solo l’obbligo da parte dei beneficiari di Rdc a fornire la propria disponibilità a partecipare ai progetti). Lo svolgimento di queste attività da parte dei percettori di Rdc è a titolo gratuito e non è assimilabile a una prestazione di lavoro subordinato o parasubordinato e non comporta, comunque, l'instaurazione di un rapporto di pubblico impiego con le amministrazioni pubbliche.

Il coinvolgimento delle agenzie per il lavoro

Le agenzie per il lavoro possono svolgere attività di mediazione tra domanda e offerta di lavoro per i beneficiari di reddito di cittadinanza. I servizi per il lavoro devono comunicare in maniera tempestiva, e comunque entro cinque giorni, al centro per l’impiego e all’Anpal la mancata accettazione di un’offerta di lavoro congrua, pena la decadenza dalla partecipazione da parte del servizio per il lavoro al programma Gol (Garanzia occupabilità dei lavoratori) per sei mesi.

Verifiche Inps sui beni detenuti all’estero

Con riferimento ai beni detenuti all'estero, viene previsto un piano di verifiche annuale, entro il 31 marzo, da parte dell'Inps, dei requisiti patrimoniali dichiarati nella Dichiarazione sostitutiva unica (Dsu). Il piano di verifica può prevedere anche lo scambio di dati con le
competenti autorità dello Stato estero, sulla base di accordi bilaterali ed è approvato con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali entro 60 giorni dalla presentazione.

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