escluse le spese sanitarie

Manovra: spunta la tassa sulle sigarette. Detrazioni «a rischio» per redditi oltre 120mila euro

Lo scheletro della manovra è contenuto in una bozza di sei pagine, che ha fatto da canovaccio per la lettera di risposta del governo alla Ue


Evasori, Pos e superbonus: la Manovra parte da luglio

3' di lettura

Graduale azzeramento delle detrazioni Irpef al 19% per i contribuenti: la sforbiciata parte dai redditi oltre 120mila euro l'anno con il graduale azzeramento a quota 240mila euro. L'azzeramento sarà selettivo e non su tutte le spese sostenute per cui è possibile richiedere la detrazione.

Non saranno toccate le detrazioni per le spese sanitarie, ma saranno coinvolte spese come quelle veterinarie, per gli asili nido, per le attività sportive o per i corsi universitari dei figli a carico.

Lo scheletro della manovra è contenuto in una bozza di sei pagine, che ha fatto da canovaccio per la lettera di risposta del governo alla Ue .

La rivalutazione delle pensioni per 2 milioni e mezzo di persone, il fondo per le famiglie, la sugar e la plastic tax, e poi le tasse sulle sigarette, l'aumento della cedolare secca e l'abolizione dei superticket.

Molte delle misure fanno parte da tempo del pacchetto, altre sono nuove, di altre sono stati definiti i dettagli.

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Le risorse
«Vengono previsti 30 miliardi di maggiori spese - viene spiegato nella bozza - mentre 15 sono maggiori entrate. Tra queste ultime, 6,5 miliardi provengono dalle misure individuate nel Decreto Fiscale, mentre 8,5 miliardi provengono da maggiori entrate individuate con le misure del Disegno di Legge di Bilancio. Il resto è coperto in deficit, con 14,4 miliardi di euro». Scendendo nello specifico, dalle microtasse si stima un recupero di circa 5 miliardi.

Rivalutazione delle pensioni e carta bimbi da 400 euro al mese
Fra le misure di maggiore impatto ci sono quelle per gli anziani e le famiglie. Per i primi c’è il ripristino della rivalutazione delle pensioni tra i 1.500 e i 2.000 euro lordi.

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«Per la famiglia - viene spiegato - la manovra prevede un fondo da 2 miliardi nel prossimo triennio. Dal 2020 le risorse degli attuali bonus (nascita, bebè, voucher asili nido) saranno riordinate in un unico fondo che avrà una dote aggiuntiva di 500 milioni. Sarà un'apposita 'carta bimbi' da 400 euro al mese a permettere alle famiglie di coprire le rette per gli asili nido o azzerarle per i nuclei a basso reddito».

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Il taglio del cuneo fiscale riguarderà sia i 4,5 milioni di lavoratori con redditi lordi tra i 26.600 e i 35.000 mila euro, finora esclusi dal bonus Renzi, sia i 9,4 milioni di lavoratori con redditi da 8 mila a 26.6000 euro, che percepiscono già il bonus Renzi. Si abbassano, però, le detrazioni Irpef al 19% per i contribuenti: la sforbiciata parte dai redditi oltre 120 mila euro l'anno con il graduale azzeramento a quota 240mila euro.

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Dallo schema prende forma la tassa sul fumo, che riguarda sia le sigarette elettroniche sia quelle tradizionali: 160 milioni arriveranno da un aumento di imposte su liquidi, bruciatori, trinciato e sigaretti e oltre 45 dalle sigarette. Si confermano la tassa sugli imballaggi di plastica , un euro per chilogrammo, che partirà dal primo giugno 2020, e l'aumento della cedolare che al 12,5% dal 10%.

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«È prevista una sugar tax - si legge nella bozza - che non si applicherà alle merendine ma alle bibite gasate».

Il governo è intenzionato poi a rinnovare il bonus cultura per i 18enni (in scadenza a fine 2019), ma l'investimento dovrebbe calare da 240 milioni a 160 milioni. Malgrado la minore disponibilità, Pd e Iv chiedono di fare in modo che la cifra a disposizione dei neo maggiorenni resti di 500 euro ma il rischio è che il bonus sia quasi dimezzato.

Per riuscirci, puntano “sul fatto che non tutti i diciottenni lo hanno usato nel passato”.

Infine, per il rinnovo dei contratti pubblici «il governo aggiungerà 225 milioni per il 2020 e 1,4 miliardi a regime dal 2021, che andranno ad aggiungersi agli 1,4 miliardi stanziati precedentemente per il 2020 e agli 1,75 stanziati precedentemente per il 2021. Si tratta in totale di 3,1 miliardi stanziati a regime per i rinnovi».

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