Legge di bilancio

Manovra, rottura governo-sindacati sul fisco. L’ipotesi sciopero generale

All’incontro al ministero dell’Economia Cgil, Cisl e Uil chiedono di destinare 8 miliardi su buste paga e pensioni. Bombardieri: «L’esecutivo cambi idea, valuteremo risposte»

Cambia il Fisco, la riforma premiera' i redditi medi

3' di lettura

I sindacati bocciano l’intesa tra partiti e governo per il taglio delle tasse da inserire nella legge di bilancio in Parlamento. Dopo l’incontro di lunedì 29 novembre al ministero dell’Economia, Cgil, Cisl e Uil devono ora decidere come dare seguito a questa rottura. Non ci sono nuove convocazioni in vista. Il leader della Cgil Maurizio Landini ha chiarito che «assieme valuteremo tutto ciò che è necessario per far cambiare idea a governo e maggioranza». Il segretario generale della Uil Pierpaolo Bombardieri ha avvertito: «Aspettiamo una risposta sulle pensioni e ci sono mobilitazioni in corso in questi giorni, valuteremo».

Landini (Cgil): piano è il contrario della progressività

«Di fatto - ha spiegato il leader della Cgil Landini - ci è stato presentato l’accordo di maggioranza come il perimetro entro cui muoverci e per noi non va bene, va allargato. Per noi gli 8 miliardi devono andare tutti ai lavoratori dipendenti e ai pensionati, e in più non è accettabile che dai 15 ai 30mila euro il ritorno sul piano della tutela del salario sia del tutto insufficiente. Non ha senso che chi prende 100mila euro all’anno abbia lo stesso vantaggio di chi ne prende 20 o 25mila, credo che sia il contrario della progressività e un messaggio sbagliato da dare alle lavoratrici e ai lavoratori e pensionati».

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Landini ha rinviato ai prossimi giorni la valutazione, con Cisl e Uil, di quanto «sarà necessario fare per far cambiare idea al governo e alle forze di maggioranza».

Bombardieri (Uil): governo cambi idea, valuteremo risposte

«L’incontro di ieri (lunedì 29 novembre, ndr) sul fisco non è andato bene. C’è un altro impegno con il presidente Draghi che è quello di discutere sulle pensioni» per modificare la manovra e avviare la riforma della legge Fornero. Chiediamo ancora al governo di cambiare idea, se non dovesse farlo, Cgil, Cisl e Uil faranno le loro valutazioni» ha affermato il segretario generale della Uil, Pierpaolo Bombardieri, intervenendo all’iniziativa su “Energia e lavoro”. «Lo sciopero per noi è uno strumento, non è un obiettivo. È già in corso una mobilitazione unitaria», ha risposto rimarcando che i sindacati valuteranno in base alle risposte.

Il piano sul fisco presentato dal ministro dell’Economia Daniele Franco «non dà risposte a chi è rimasto indietro, a lavoratori dipendenti e pensionati, a chi ha pagato il prezzo più alto in pandemia» ha detto Bombardieri a Radio anch’io. «Un Robin Hood al contrario, non si dà nulla ai poveri», dice, ricordando che “nel corso della pandemia alle aziende sono andati 170 miliardi senza nessuna condizionalità, anche a chi ha licenziato e non ha investito. Noi diciamo di dare questi 8 miliardi disponibili nella Manovra a pensionati e lavoratori. Il governo rimodula l’Irpef avvantaggiando le fasce mediane ma se guardiamo i numeri l’effetto è diverso: al 40% dei pensionati che riceve fino 15mila euro non va nulla; il 30% dei pensionati tra 15 mila e 26 mila euro riceve circa 200 euro. Ma 200 euro vanno anche a chi ha tra 60 mila e 200 mila euro. Le risorse vanno concentrate su chi è in difficoltà. Franco ci ha detto che c’è un accordo politico definitivo, da me definito «la foresta di Sherwood, un Robin Hood al contrario».

Sbarra (Cisl): con il confronto arrivano i risultati

«Quando al centro delle relazioni si mettono il dialogo e il confronto, i risultati arrivano» ha sottolineato il segretario generale della Cisl, Luigi Sbarra, intervenendo all’iniziativa promossa da Confindustria Energia e dai sindacati di categoria “Lavoro ed energia per una transizione sostenibile”. Una valutazione che vale anche per il confronto con il governo. «Quando le iniziative sono solitarie, i nodi arrivano al pettine, come con la legge di Bilancio», ha detto Sbarra.

Il leader della Uil ha detto che all’incontro di lunedì 29 novembre «il ministro dell’Economia si è dimostato indisponibile a raccogliere valutazioni, approfondimenti anche di natura tecnica, finalizzati a cambiare l’impostazione emersa dalla cabina di regia» che «secondo noi è sbagliata, inadeguata» perché «non dà priorità» al taglio delle tasse a favore dei redditi più bassi, dei lavoratori e dei pensionati.

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