ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùPolitica Economica

Manovra, via libera della Camera con 197 voti a favore, 129 contrari e due astenuti

Il ministro dell’Economia Giorgetti: la manovra come le turbolenze degli aerei, l’importante è atterrare. In serata l’ok al voto di fiducia e poi il Consiglio dei ministri ha approvato le variazioni di bilancio. In mattinata il voto che ha ottenuto 197 sì

Manovra: stasera al via voto di fiducia alla Camera
  • Terzo Polo, incapaci a governare, peggio del M5s

    “Meloni ci ha raccontato per tutta la campagna elettorale che erano ’pronti a governare’. Mi pare evidente che non lo siano” e la manovra “è semplicemente mediocre”. Così in una intervista alla Stampa la deputata del Terzo Polo Maria Elena Boschi. “Avevano il diritto di fare delle scelte per la legge di bilancio, non di umiliare il Parlamento riducendo la discussione a una nottata in commissione” e 44 rilievi al testo si verificano “quando il governo pensa di fare in una notte quello che il Parlamento avrebbe dovuto fare in settimane. La verità è che la maggioranza ha esaurito i soldi in interventi a pioggia e poi non ha trovato le risorse per le cose importanti, come per i fragili”, afferma Boschi. Un altro esponente del Terzo Polo, Luigi Marattin, capogruppo in commissione Bilancio, parla invece con il Corriere della Sera: “Proprio perché per la prima volta si è votato in autunno - osserva - il governo avrebbe potuto presentare una legge con i soli articoli sul caro energia e rinviare a un decreto legge dopo Capodanno tutti gli altri interventi di politica economica”. Particolarmente sbagliato per Marattin “consentire ai club di serie A di pagare le tasse arretrate entro cinque anni e con solo il 3% di sanzioni. Un’opportunità che non hanno offerto a nessun imprenditore, commerciante o artigiano a cui hanno chiesto il voto”. Il governo si è mosso nel solco di Draghi? “Sui conti pubblici sì. Sulla serietà e il metodo sono stati peggio dei Cinque Stelle”.

  • Boschi, manovra mediocre ma continueremo a dare una mano

    “Meloni ci ha raccontato per tutta la campagna elettorale che erano ’pronti a governare’. Mi pare evidente che non lo siano”. E quel che ha partorito il governo, alla fine, “è semplicemente mediocre”. Lo dice Maria Elena Boschi, deputata di Azione-Iv, in un’intervista a ’La Stampa’. “Avevano il diritto di fare delle scelte per la legge di bilancio, non di umiliare il Parlamento riducendo la discussione a una nottata in commissione. Vogliamo ricordarci cosa diceva Giorgia Meloni quando era all'opposizione di Conte? Se il Parlamento non può discutere la legge di bilancio, non c'è più democrazia. Ecco lei, da premier, ha fatto la stessa cosa di Conte”, aggiunge.

  • Durigon, rammarico per Opzione Donna

    “Risultato significativo con poco tempo e risorse Anche Draghi fu costretto a intervenire con nuove misure, rivedremo qualcosa il prossimo anno. Ho un unico rammarico: opzione donna. Speravo di poter fare di più, ma anche qui abbiamo tempo per apportare miglioramenti”. Così il Sottosegretario al Lavoro Claudio Durigon, in una intervista su La Stampa, sulla manovra. “Ma abbiamo segnato il percorso dei prossimi anni, intervenendo su molti dei temi che abbiamo messo nel programma elettorale», fa notare.i sarà bisogno di un’altra manovra all’inizio del prossimo anno? «Non lo escludo affatto. - risponde Durigon - D’altronde anche il governo Draghi fu costretto a intervenire più volte durante l’anno per aggiungere nuove misure».

    Manovra alla Camera, confusione sugli ordini del giorno, Mulè: E' uscito il 14, tombola
  • Leo, manovra prudente, ora lavoriamo per ridurre Irpef

    “La legge di bilancio è stata fatta in tempi rapidissimi e non ricordo che leggi finanziarie, di stabilità e di bilancio siano state elaborate in così poco tempo. Un dato è certo: la legge è stata sostanzialmente condivisa dall'Ue anche perché complessivamente equilibrata e prudente. Il cuore del progetto è sostanzialmente intatto, c'è stata una normale dialettica politica e gli errori tecnici sono ascrivibili a peccati veniali legati a ristrettezza di tempi. Grazie a tutte le strutture del ministero dell'Economia per il lavoro egregio”. Lo afferma il viceministro all'Economia, con delega al Fisco, Maurizio Leo, deputato di FdI, in un’intervista a ’Repubblica’.

  • Maratona notturna poi il sì all’alba, ora al Senato per ok entro Capodanno

    Una maratona notturna, chiusa alle prime luci dell’alba, e poi il voto finale (197 sì e 129 no) poco prima delle 7. Così la Camera dei deputati ha superato il passaggio fondamentale per la manovra di Bilancio, di fatto ormai approvata. Perché adesso, subito dopo Natale, ci sarà giusto il tempo per un passaggio di corsa al Senato per ottenere il via libera definitivo al provvedimento entro il 31 dicembre, per scongiurare l’esercizio provvisorio. La seduta notturna a Montecitorio, dopo che il governo aveva incassato la fiducia, è stata impegnata quasi totalmente per l’esame degli ordini del giorno alla manovra. Alcuni, come quello sui lupi, oggetto di accese discussioni tra maggioranza e opposizione. Diversi i temi toccati dagli ordini del giorno, dalla Sanità a opzione donna alle pensioni, alcuni molto divisivi. Poi, quasi a giorno fatto, si è passati alle dichiarazioni di voto. “Se siamo qui a quest’ora del 24 dicembre è innanzitutto perché maggioranza e governo erano tutt’altro che pronti”, ha spiegato Benedetto Della Vedova. Molti gruppi, vista l’ora e la vigilia di Natale ormai incombente, hanno rinunciato a parlare, depositando l’intervento. Così, praticamente, ha fatto tutta la maggioranza e anche il Misto, con Dieter Steger che si è limitato ad annunciare l’astensione.

  • Camera, via libera al testo, passa al Senato

    Via libera dell’Aula della Camera alla Manovra. Il testo è stato approvato a Montecitorio con 197 voti a favore, 129 contrari e due astenuti. Ora la manovra passa al Senato, che la esaminerà dal 27 dicembre.

  • Il Cdm approva nota di variazioni

    Il Consiglio dei ministri si è riunito alle ore 23.15, alla Camera dei deputati, sotto la presidenza del Ministro dell'ambiente e della sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin. È quanto riporta una nota di Palazzo Chigi in cui si precisa che il Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro dell'economia e delle finanze Giancarlo Giorgetti, ha approvato la nota di variazioni al bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2023 e il bilancio pluriennale per il triennio 2023-2025. Con la nota, sono apportate le modifiche derivanti dagli emendamenti approvati dalla Camera dei deputati nel corso della discussione parlamentare. Il disegno di legge di bilancio 2023-2025, comprensivo degli emendamenti approvati, attesta il saldo netto da finanziare di competenza a circa 200,7 miliardi di euro nel 2023, a 134,2 miliardi di euro nel 2024 e a 113,2 miliardi di euro nel 2025. Il corrispondente livello del saldo netto da finanziare di cassa risulta pari a 255,7 miliardi nel 2023, a 176,2 miliardi nel 2024 e a 149 miliardi nel 2025. Tra le principali modifiche apportate durante l'esame parlamentare rientrano le misure a sostegno delle imprese, gli incentivi per il lavoro e per il rafforzamento delle politiche sociali e per le famiglie. Ulteriori interventi sono previsti nel settore della previdenza, per la sanità e per il contrasto al caro energia, nonché in ambito fiscale. Gli emendamenti, nel complesso, sono sostanzialmente neutrali sui saldi di finanza pubblica.

  • Opposizioni protestano per emendamenti del governo

    L’opposizione protesta nell’Aula della Camera per la presentazione da parte del governo di due emendamenti alla manovra, su cui l’Esecutivo ha incassato la fiducia, relativi alle tabelle del disegno di legge di bilancio. Le opposizioni hanno sottolineato la necessità di non creare un precedente facendo seguire ad un voto di fiducia una modifica del testo. Il primo emendamento è di natura puramente tecnica e contabile per l’allineamento delle coperture.

    Il secondo emendamento assegna 20 milioni di euro per l’acquisto da parte dello Stato di Villa Verdi e 400.000 euro per contrastare la peste suina in Piemonte. In particolare l’opposizione ha denunciato di non aver ricevuto la comunicazione dei testi del governo per presentare subemendamenti. Il vicepresidente Mulè ha puntualizzato che è stata seguita la procedura di sempre. Ora si stanno votando gli articoli del testo.

  • Giorgetti, turbolenza ma importante atterrare

    “È come in aereo, quando c’è un po’ di turbolenza l’importante è atterrare”. Così il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, commentando l’iter della manovra. “Sono stanchi anche loro, hanno lavorato tanto”, ha poi aggiunto riferendosi ai tecnici della Ragioneria dello Stato.

  • Via libera della Camera a fiducia con 221 sì

    Via libera della Camera alla fiducia sulla legge di Bilancio, con 221 sì, 152 no e 4 astenuti. L’Assemblea dovrà ora votare le tabelle e gli ordini del giorno, quindi si riunirà il Consiglio dei ministri per approvare la nota di variazione di bilancio. Successivamente riprenderà la seduta con le dichiarazioni di voto e il voto finale sulla legge di Bilancio, atteso per le primissime ore della mattina.

  • Giorgetti: tecnici della Ragioneria hanno lavorato tanto

    «Hanno lavorato tanto, sono tutti stanchi». Così il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, intercettato in Transatlantico alla Camera, risponde a chi gli chiede delle accuse arrivate da FdI sull’assenza dei tecnici della Ragioneria durante i lavori in commissione.

  • Giorgetti: manovra come turbolenze aerei, importante atterrare

    «Io e Gilberto (Pichetto, ndr) abbiamo complessivamente 50 anni di manovre di bilancio in due. Ne abbiamo viste di tutti i colori, non ci impressioniamo. È come gli aerei, quando c’è un po’ di turbolenza, l’importante è atterrare». Così il ministro dell’economia Giancarlo Giorgetti interpellato in Transatlantico - a margine delle votazioni sulla legge di Bilancio - in merito alle ultime battute della manovra con gli errori sulle tabelle.

  • Fiducia ad alta tensione, due errori in coda alla manovra

    Scivola su due errori in tabella la manovra di bilancio. A poche ore dalla maratona notturna in Aula con il voto sulla fiducia sulla legge di bilancio, il governo ha inserito l’acquisto di Villa Verdi tra le esigenze indifferibili: così sono stati spostati 20 milioni di euro dal fondo del ministero dell'Economia a quello della Cultura, modificando una delle tabelle allegate al provvedimento da 35 miliardi di euro. Il secondo ritocco riguarda lo stanziamento di 400mila euro (sempre risorse dell'esecutivo), per contrastare la peste suina in Piemonte, su cui invece in commissione non si era trovato l'accordo politico per usare il fondo parlamentare.

  • Iniziata alla Camera chiama per voto fiducia

    Iniziata alla Camera la chiama per il voto di fiducia sulla legge di Bilancio.

  • Marattin: no a fiducia, livello approssimazione mai visto

    “Erano più di 10 anni che stavate all'opposizione e lo avete dimostrato tragicamente in questa prova” ma la questione non è questa ma il fatto che “i problemi della società non si risolvono con gli slogan, con le bandiere, ma con lo studio e la splendida fatica di cambiare le cose”. Lo ha detto il capogruppo del Terzo Polo in commissione Bilancio, Luigi Marattin, parlando in Aula alla Camera e annunciando il voto negativo del suo gruppo alla fiducia alla manovra. Marattin ha attaccato la maggioranza, sottolineando che nonostante dica che gli intoppi nella legge di bilancio siano consuetudine e la “rimozione psicologica è un fenomeno umano, ognuno di voi sa benissimo che questo livello di approssimazione incapacità non si è mai visto nella storia di questa Repubblica”.

  • Mollicone: caos? Ragioneria e Mef non c’erano

    “Caos manovra? Il retroscena lo svelo: Non c'era nessuno dei funzionari del Mef e della ragioneria generale, c'è stato un caos amministrativo e non politico”: lo ha detto Federico Mollicone (FdI), presidente della Commissione cultura, intervenendo a Tagadà su La7. “Non è ammissibile, non contestiamo i rilievi ma il fatto che non ci fosse nessuno nella seconda notte di voto sulla manovra, abbiamo dovuto mandare mail per avere risposte arrivate il giorno dopo ossia questa mattina. Durante la legge di bilancio ci sono tutti del personale a Montecitorio, tutto era aperto ma i funzionari no”.

  • Cgil: su pensioni solo peggioramenti, nessun impegno elettorale mantenuto

    “Con la manovra di bilancio in dirittura d'arrivo, degli impegni assunti dal Governo sulle modifiche in tema previdenziale non si vede traccia”. Lo afferma in una nota il segretario confederale della Cgil, Christian Ferrari. Sulla rivalutazione delle pensioni, precisa il sindacato nella nota, il taglio continua a essere pesante: 3,5 miliardi in meno nel solo 2023, 17 miliardi in meno nel triennio. La rimodulazione della percentuale di rivalutazione, che alza dall'80% all'85% le pensioni tra 4 e 5 volte il trattamento minimo, è insignificante: 8 euro lorde al mese in più di media. E si riduce ancora del 3% la percentuale per i redditi di pensioni superiori a 5 volte il trattamento minimo. Stiamo parlando non della pensione dei ricchi, come ha sostenuto la presidente del Consiglio, ma degli assegni di impiegati e operai specializzati che hanno lavorato e versato contributi per 40 e più anni. Su opzione donna, nessun cambiamento. Un'abrogazione, di fatto, della misura. Riguarderà appena 870 persone, secondo le nostre analisi. Nessuna marcia indietro neppure su “Quota 103”, cui si accede con almeno 62 anni. Altro che “Quota 41”, che doveva prescindere dall'età anagrafica. I pochi che vi accederanno supereranno a stento le 10.000 unità.

  • FdI: payback non entra, impegno governo a intervenire

    “Nella manovra non è entrata la sospensione del payback sui dispositivi medici ma il governo si è impegnato ad aprire un tavolo per affrontare il tema in tempi brevissimi”. Lo sottolinea la capigruppo di FdI in commissione Bilancio Ylenja Lucaselli a proposito della misura e spiegando che proporrà un ordine del giorno in materia. Attualmente è posto a carico delle aziende produttrici il 50% della spesa in eccesso effettuata dalle Regioni rispetto al tetto del 4,4% della spesa pubblica previsto per i dispositivi medici.

  • Bonelli: più fondi a spiagge libere

    «Tra gli ordini del giorno presentati dal Gruppo di Alleanza Verdi e Sinistra segnalo quello a mia prima firma che impegna il Governo a creare un fondo nazionale per interventi di riqualificazione e valorizzazione ambientale dell’area costiera affidandolo ai Comuni: l’obiettivo è quello di recuperare e incrementare le spiagge libere, prevedendo anche che i canoni delle concessioni demaniali, attualmente in gran parte irrisori rispetto ai fatturati annui, siano aggiornati come previsto dalle direttive europee».
    Così Angelo Bonelli, co-portavoce nazionale di Europa Verde e deputato di Alleanza Verdi Sinistra.

  • Gualtieri: grazie a emendamento riusciti ad evitare il peggio

    «Siamo riusciti a ottenere nella legge di bilancio un emendamento che ci dà per il 2023 - e ringrazio il governo - 100 milioni di euro. Con questi 100 milioni siamo riusciti a evitare tagli, ai servizi, al sociale, ai trasporti, alla pulizia della città, che altrimenti sarebbero stati inevitabili». Lo ha detto il sindaco di Roma Roberto Gualtieri in occasione di una conferenza stampa in Campidoglio. «Siamo riusciti a evitare il peggio e, grazie a questi interventi, ci presentiamo con un bilancio in linea con la programmazione triennale», ha aggiunto riferendosi anche ai 140 milioni di efficientamento.

  • Mulè: c’è idea che Forza Italia ha del paese

    «In questa manovra c’è l’idea del paese che ha Forza Italia, un paese che obbedisce da un lato alle necessità degli ultimi e di quelli che non hanno capacità di produrre reddito, e quindi i pensionati, dall’altro quello di mettere le persone al centro della politica, e quindi il sostegno a famiglie e imprese». Lo spiega il vicepresidente della Camera e deputato di Forza Italia, Giorgio Mulè, in un’intervista a Il Dubbio. Il parlamentare ’azzurro’ sottolinea: «I due pilastri insomma sono lavoro e pensioni. È una manovra che dà slancio, nonostante le ristrettezze di bilancio, e traccia la rotta che Forza Italia ha indicato per il cammino del governo. Certamente si dovrà intervenire in maniera più sostanziosa sulle decontribuzioni, raggiungendo quanto prima l’equilibrio tra quanto guadagna il dipendente e quanto paga l’impresa».

    Per approfondire: Pensioni, dopo la manovra Meloni ecco come si uscirà nel 2023

  • Landini: il Sud? Non c’è nemmeno la parola

    «Nella manovra finanziaria del Governo la parola Sud non c’è nemmeno. Fare investimenti al Sud vuol dire valorizzare le Zes ed avere in testa una concezione in cui lo sviluppo di quest’area del Paese non deve rappresentare un problema del Mezzogiorno, ma un’idea di crescita di tutto Paese. E tutto questo nella Manovra non c’è». Così il segretario della Cgil, Maurizio Landini, parlando con i giornalisti a Reggio Calabria. «In realtà in questa manovra - ha aggiunto Landini - i problemi più grossi non vengono affrontati. Non si prende in considerazione il problema della precarietà, che non è più sostenibile. Per creare lavoro ci sarebbe bisogno di fare investimenti. Ed invece cosa si fa? Si reintroducono i voucher in settori strategici. Non è questa, secondo noi, la strada da seguire. Visto che questo è un governo che vuole durare cinque anni, sarebbe necessario piuttosto fare quelle riforme di cui il Paese ha bisogno: da quella fiscale a quella delle pensioni. E l’esecutivo deve decidere se tutto questo vuole farlo con il sindacato, e quindi discutere col mondo del lavoro, trovando delle soluzioni, o decidere di cambiare contro il mondo del lavoro. Se facesse così, sarebbe un errore molto grave. E in questo senso devo dire che non sono partiti bene».

  • Avvocati: stralciare l’anticipo della riforma del processo civile

    «L'appello formulato al Governo di ritirare l'emendamento alla legge di bilancio che prevede l'anticipazione - al 28 febbraio 2023 - dell'entrata in vigore della riforma sul processo civile, è rimasto tutt'ora inascoltato». Una scelta «particolarmente grave», visto che «in alcuni importanti settori della giurisdizione mancano persino i requisiti tecnici per garantire, già oggi, il corretto funzionamento degli uffici e dunque il principio del giusto processo». In un documento unitario tutte le componenti dell'avvocatura (istituzionale, politica e associativa) ribadiscono perciò «con forza, la necessità di procedere allo stralcio e rinnovano l'invito al Governo e alle forze parlamentari a provvedere, con responsabilità, riservandosi sin d'ora, in caso contrario, ogni più opportuna iniziativa affinché venga ristabilito un proficuo rapporto di dialogo e di leale collaborazione con l'avvocatura».

  • Renzi: Giorgia è la versione 2.0 di Giuseppi

    «Non ci sono le misure sovraniste e folli che avrebbero fatto saltare i mercati. Dunque pericolo scampato. Ma la manovra nel merito è debole, pasticciata e senza visione». Lo scrive Matteo Renzi nella sua enews. «Nel metodo poi appare imbarazzante ricordare come i ritardi del Governo abbiano violato i principi della democrazia parlamentare esattamente come faceva Giuseppe Conte» e che «Giorgia insomma è la versione 2.0 di Giuseppi. Peccato, speravo meglio!», aggiunge il leader di Iv.

  • Fratoianni: taglia contributi affitti e morosità incolpevole, guerra a poveri

    «Oggi in Italia ci sono un milione di persone a rischio sfratto. Famiglie che vivono in affitto, hanno stipendi bassi, situazioni lavorative precarie e rischiano ogni mese di finire per strada. E il governo Meloni che fa? Azzera i contributi per gli affitti e le morosità incolpevoli. Gli unici aiuti, per altro insufficienti, per chi non riesce a pagare l'affitto. Un fenomeno in continuo aumento, a causa delle bollette, dell'inflazione e che si aggraverà con il taglio del reddito di cittadinanza». Lo scrive su Facebook il segretario nazionale di Sinistra Italiana Nicola Fratoianni, parlamentare dell'Alleanza Verdi Sinistra. «Avevamo presentato un emendamento per proteggere queste famiglie - prosegue il leader di Si - naturalmente lo hanno bocciato. Voglio dirlo senza giri di parole. Se il governo proseguirà su questa strada avrà sulla coscienza gli sfratti di migliaia di famiglie. Ammettete i vostri errori e tornate sui vostri passi. La casa è un diritto, non un privilegio. E la dignità delle persone non è una merce a vostra disposizione».

  • Fedriga: manovra buona, sconfessa chi adombrava instabilità

    «Mi sembra una buona legge finanziaria, che sconfessa quanti dicevano che con un governo di centro destra ci sarebbe stata l’instabilità finanziaria del Paese”, anche se “non ho ancora visto il testo definitivo, perché se non sbaglio ci sono state alcune correzioni». Lo ha detto il governatore del Friuli Venezia Giulia a margine della tradizionale conferenza stampa di fine anno. Fedriga ha parlato di una «finanziaria di emergenza. Il governo si è instaurato a ottobre e malgrado questi tempi ristrettissimi ha portato a casa già delle misure chiave del programma elettorale, che ovviamente verranno costruite nel corso dei cinque anni di governo», ha affermato. «Se qualcuno pensa che nella prima legge di stabilità si deve realizzare tutto quello che si è detto nel programma allora i governi li facciamo durare 3 mesi, non serve farli durare 5 anni», ha concluso ironicamente.

  • Salvini: va approvata a tutti i costi entro l’anno

    «È una manovra in un momento difficile, non fa miracoli ma aiuta tante persone. Va approvata, costi quello che costi, entro la fine dell’anno. Abbiamo una settimana di tempo, non si scappa». Lo ha detto il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti e vicepremier, Matteo Salvini, a margine della visita all’Ospedale Buzzi di Milano per la consegna dei ’giocattoli sospesi’ all’Ospedale dei Bambini.

    Per approfondire: Opzione donna e reddito di cittadinanza, il governo pensa già a nuove modifiche

  • Tributaristi: bene la cancellazione della responsabilità solidale degli intermediari fiscali

    L'Istituto nazionale tributaristi (Int) accoglie con soddisfazione la cancellazione della responsabilità solidale dell'intermediario fiscale, per la sanzione irrogata al committente al quale sia stata attribuita la partita iva poi chiusa, a causa di sue irregolarità, con provvedimento dell'amministrazione finanziaria. Previsione sanzionatoria di cui i tributaristi avevano chiesto la cancellazione nell'interlocuzione sulla manovra con le commissioni parlamentari. Di contro però resta l'amarezza in tema di sospensione degli adempimenti tributari in caso di malattia del professionista, poiché la norma originaria contenuta nella legge di bilancio dello scorso anno che ha creato una discriminazione tra professionisti ordinistici e associativi, non è stata corretta per ristabilire parità di diritti in tema di salute, come invece aveva richiesto l'Int. «Ritengo che si debba chiarire con i vertici dell'attuale esecutivo di governo la posizione nei confronti dei professionisti ex lege 4/2013, donne e uomini che lavorano e danno lavoro, che osservano gli obblighi previsti dall'ordinamento, ma che pretendono rispetto e parità di diritti, null'altro», ha dichiarato Riccardo Alemanno presidente dell'Int e vice presidente vicario di Confassociazioni.

  • Calenda: solo mance, serve rivoluzione della serietà

    «Fare una manovra dove non c’è nulla per i giovani, la sanità, gli investimenti richiede perizia. Investire sul calcio invece che sulla cultura risponde alle lacune dell’Italia. Aiutare l’evasore in un paese con 100 mld di evasione è una saggia scelta di politica economica. Bravi». Lo scrive Carlo Calenda sui suoi social. «Siamo passati attraverso la “rivoluzione” 5S, poi Salvini e ora Meloni. Abbiamo ottenuto sempre la stessa cosa: mance. E continuiamo a declinare discutendo di Pos. L’unica rivoluzione che serve è quella della serietà e del pragmatismo. Magari, prima o poi, con calma, lo capiremo», prosegue. «Non ci vorrebbe poi molto. Dovremmo solo iniziare a considerare lo Stato come bene nostro e dunque scegliere a chi affidarlo usando gli stessi parametri che useremmo per una nostra attività. CV e concretezza delle proposte al posto di destra/sinistra simpatia/antipatia e slogan», conclude il leader del Terzo polo.

  • Lupi (Nm): sarà approvata domattina all’alba, in aiuto famiglie e imprese

    «Sarà approvata domattina all’alba una manovra che aiuta famiglie e imprese e che è migliorata nel confronto con il Parlamento. Noi siamo molto contenti che il Governo abbia recepito le proposte di Noi Moderati in particolare sulla famiglia, pensiamo al congedo parentale e all’aumento dell’assegno unico per anche le famiglie numerose e anche alla modifica che abbiamo fortemente chiesto sul togliere la parola congrua». Così il capo politico di Noi Moderati Maurizio Lupi ai giornalisti a piazza Montecitorio.

    Per approfondire: Retribuzioni, le nuove simulazioni sul taglio del cuneo fiscale: ecco chi ci guadagna di più

  • Consiglio nazionale forense e Garante: non tagliare fondi per le carceri

    Dal Consiglio nazionale forense e dal Garante nazionale delle persone private della libertà arriva un forte appello al governo, perché non tagli con la manovra finanziaria i fondi destinati all’amministrazione penitenziaria, «le cui risorse economiche sono già insufficienti per le attività rieducative e per un accettabile livello di tutela dei diritti fondamentali dei detenuti». E insieme sottolineano l’urgenza che governo, Parlamento e i ministeri interessati «promuovano interventi normativi organici che garantiscano conformità al dettato costituzionale».

  • Pd: condoni e sanatorie, taglia scuola e sanità

    «Critichiamo il metodo con cui si approverà questa manovra. È stata praticamente eliminata qualsiasi possibilità di confronto nonostante la disponibilità delle opposizioni. Abbiamo visto la maggioranza che è riuscita a farsi opposizione da sola con molte tensioni e che ha fatto anche il gioco delle tre carte con lo scaricabarile con la norma vergognosa sullo scudo fiscale. Cosa si può dire di una legge di bilancio in cui ci sono condoni e sanatorie per 1 mld di euro? Condoni che se evitati avrebbero consentito di avere 1 mld in più per scuola e sanità che sono due settori su cui questa manovra taglia. Quando la destra arriva al governo prende soldi sempre dalle stesse voci: istruzione e salute». Così a Radio Anch’io la presidente dei senatori del Pd Simona Malpezzi commentando l’iter della manovra di Bilancio alla Camera.

  • Ronzulli: è la migliore possibile per la crisi

    «Questo governo ha ottenuto la fiducia il 26 ottobre scorso. I tempi stretti sono stati obbligati, data la situazione. Ma in meno di due mesi abbiamo allestito una manovra di tutto rispetto, premesso che due terzi dei 35 miliardi erano giustamente vincolati per tutelare imprese e famiglia dal caro energia. Di fronte a un simile quadro economico, questa è la migliore manovra possibile. Certo, si può sempre fare di più. Il nostro obiettivo di legislatura resta quello di portare le pensioni minime a mille euro, e manterremo questo impegno». Così la presidente dei senatori di Forza Italia, Licia Ronzulli in un’intervista al Foglio, che nega condoni nella legge di Bilancio.

  • Sanità, Zampa (Pd): promesse di Schillaci sfumate in un soffio

    «Nemmeno un euro in Finanziaria per l’aumento delle indennità dei medici dei pronto soccorso nel 2023. Le promesse del ministro Schillaci sono sfumate in un soffio. Salta anche il sostegno al Piano oncologico. A posto». Sono le parole di Sandra Zampa, responsabile Sanità del Pd, che su Twitter commenta negativamente l’evoluzione del capitolo della Manovra dedicato alla sanità. «Approvate altre 44 modifiche alla Finanziaria. Siamo al 23 dicembre - aggiunge in un altro tweet - Meno male che Giorgia Meloni ci aveva assicurato che ’erano pronti’. Pensa se ancora avessero dovuto prepararsi».

  • Fiducia alla Camera dalle 20:30, voto finale previsto sabato

    L’Aula della Camera voterà questa sera dalle 20,30 la questione di fiducia posta dal Governo sul Ddl bilancio (le dichiarazioni di voto si terranno dalle 19). L’assemblea esaminerà successivamente, nel corso di una seduta fiume, le tabelle del bilancio, gli ordini del giorno e la Nota di variazioni approvata dal Consiglio dei ministri. Le dichiarazioni di voto finali e il via libera al provvedimento si terranno intorno alle 6 di domani mattina.

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti