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Manovra, Savona: la rimanderemo identica a Bruxelles

di Andrea Gagliardi

La Ue boccia la manovra italiana: ecco le motivazioni

2' di lettura

«Non c'è alcun dubbio» che il governo rimanderà la manovra «tale e quale» a Bruxelles, nonostante la bocciatura. Lo ha detto il ministro per gli Affari europei Paolo Savona in un’intervista alla direttrice di Sky Tg24 Sarah Varetto. «Se ci sfugge lo spread non riesamineremo la manovra ma il contesto in cui ci troviamo» ha aggiunto Savona, ritrattando in parte quanto dichiarato qualche settimana fa a Porta a Porta sulla necessità di «cambiare la manovra» se lo spread fosse arrivato a 400.

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Savona: Italia è paese solido, no rischio insolvenza
«Nessun paese vanta la stabilità dell'Italia in un contesto così difficile. Il nostro paese è veramente solido, non c'è il rischio di insolvenza» ha detto il ministro per gli Affari europei per il quale «non si può capire la manovra che ha fatto il governo italiano senza il documento che io ho preparato. Sono complementari». Lo ha detto rispondendo ad una domanda sulle reazioni di Bruxelles al documento inviato dal professore per una nuova governance europea. «Ho ricevuto già alcune risposte ma ovviamente su temi così importanti i tempi sono più lunghi e gli argomenti più delicati», ha aggiunto Savona.

«Per investimenti ci sono ancora più risorse»
«La vera scommessa è che l’Italia, dopo aver fatto una serie di leggi che vincolano gli investimenti, deve uscire da questa situazione, la manovra presentata contiene un impegno politico in questo senso. Noi stiamo vivendo al di sotto delle risorse e per gli investimenti ci sono più risorse di quanto scritto nella manovra» ha assicurato il ministro. «Io speravo che dall’Ue venisse un forte impegno tradizionale nel campo degli investimenti, invece gli investimenti sono stati tagliati e oggi ne vediamo i problemi», ha ribadito il professore. E ancora: «Sostengo che se facciamo partire dell'1-2% gli investimenti nel biennio e del 2% nel triennio i problemi si cominceranno a risolvere».

«Il condono fiscale è redistribuzione della ricchezza»
Quanto al condono fiscale «perché non dovremmo farlo? È una redistribuzione del reddito dai ricchi ai poveri» ha detto il ministro per gli Affari europei. In proposito il professore ha ricordato che a Strasburgo parlando del condono fiscale usò l'espressione «turarsi il naso e fare l’operazione».

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