a palazzo madama atteso via libera finale

Manovra, al Senato governo pone la fiducia: stamattina il voto

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(ANSA)


2' di lettura

Il governo ha chiesto il voto di fiducia sulla manovra. Ad avanzare la richiesta nell'Aula di palazzo Madama è stata Anna Finocchiaro, ministro per i Rapporti con il Parlamento. Le dichiarazioni di voto finali si svolgono questa mattina e la chiama dei senatori sul voto di fiducia avrà inizio intorno alle 11. L'esito della votazione è atteso all'incirca verso mezzogiorno. Il provvedimento ieri sera è stato licenziato dalla commissione Bilancio dopo l’esame dei circa 800 emendamenti (nessuno dei quali approvato) e dei 200 ordini del giorno sul provvedimento. Le votazioni dovrebbero svolgersi domani mattina. Dopo la relazione del relatore Giorgio Santini (Pd) ieri l'Aula del Senato ha respinto le quattro questioni pregiudiziali illustrate da Forza Italia, Lega, Sinistra Italiana e Idea. Respinta anche la sospensiva proposta sempre dalla Lega Nord.

Mdp e SI contro le norme sui voucher
Alla chiama per la fiducia non risponderanno i senatori Mdp, come preannunciato dalla capogruppo a Palazzo Madama, Cecilia Guerra, in risposta alla bocciatura in commissione dell'emendamento per la soppressione della norma sui voucher. La reintroduzione con il decreto sulla manovrina delle norme sul lavoro accessorio abolite appena poche settimane fa spiega anche il no di Sinistra Italiana. «Con questo decreto il governo sta giocando sporco più che mai. È inaudito aggirare in maniera fraudolenta le norme che regolano i referendum e dunque la stessa Costituzione. Reintrodurre i voucher dopo aver finto di ritirali per evitare il referendum significa prendere in giro con arroganza e prepotenza mai viste i lavoratori, i cittadini e la Costituzione», ha spiegato la capogruppo Loredana De Petris intervenendo nel corso del dibattito dul decreto.

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Senatori “Campo Progressista”: sì a fiducia
Voteranno sì alla fiducia (e al contestuale voto sul provvedimento) invece i senatori di “Campo progressista”, il movimento guidato da Giuliano Pisapia. «Voteremo la manovra proposta dal governo perché coerentemente sosteniamo l'attuale legislatura ai fini della definizione delle necessarie norme elettorali
omogenee e valide nel rispetto dei principi costituzionali di rappresentanza e governabilità» si legge in una nota dei senatori Alessandra Bencini, Francesco Molinari, Luis Alberto Orellana, Maurizio Romani, Dario Stefàno, Luciano Uras.

Numeri incerti al Senato
Senza i 16 voti di Mdp la fiducia potrebbe essere a rischio se tutte le opposizioni si presentassero compatte in Aula a votare. Cosa che molto probabilmente non avverrà, consentendo all'esecutivo di ottenere il via libera anche se con meno del 50% dei voti favorevoli: tecnicamente senza la maggioranza assoluta. Cosa, peraltro, già accaduta alla Camera in prima lettura. E questo anche grazie all'assenza di alcuni parlamentari che farebbero abbassare il quorum per avere la maggioranza.

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