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Manovra, sì al decreto per correggere l’errore sul cuneo fiscale

Via libera in Consiglio dei ministri. Gualtieri: rivista la formulazione di un articolo per evitare che le risorse stanziate non potessero essere tutte spese, allarme eccessivo

Manovra, il governo ottiene la fiducia al Senato. Renzi incalza

2' di lettura

Con un decreto legge approvato in Consiglio dei ministri, il Governo ha corretto, nella serata di mercoledì 30 dicembre, l’errore contenuto nella manovra sul cuneo fiscale. Risolto così, a legge di bilancio già approvata definitivamente, un pasticcio nei conti per stabilizzare a 100 euro il taglio del cuneo fiscale: le risorse che la legge di bilancio indirizzava all’aumento erano la metà di quelle che servono. Se la norma non fosse stata aggiustata, invece di salire a 1.200 euro all’anno, il beneficio per i lavoratori sarebbe sceso a 600 euro.

Gualtieri: aspetto tecnico, creato un allarme eccessivo

Il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri ha sottolineato che si tratta di «un aspetto tecnico che, vista la compressione dei tempi, la Camera non è riuscita a varare. Si tratta, come capita in un testo molto ampio, di correggere la formulazione di un articolo per evitare che le risorse stanziate non potessero essere tutte spese per il cuneo». Una correzione che «forse è stata fraintesa e ha creato un allarme eccessivo per un problema tecnico che non sopravvaluterei particolarmente» ha aggiunto in relazione all’allarme coperture della legge di Bilancio sollevato dall'opposizione.

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Fi: esercizio provvisorio scongiurato grazie alle opposizioni

«La maggioranza - dichiara la presidente dei senatori di Forza Italia Anna Maria Bernini - ha approvato in via definitiva la legge di bilancio dei record negativi, dalla presentazione al Parlamento fuori tempo massimo fino al macroscopico errore sul taglio del cuneo dimezzato, per cui il governo deve metterci una toppa attraverso l’ennesimo decreto.

La legge di bilancio per il 2021

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E se viene scongiurato l’esercizio provvisorio alla vigilia del Recovery Plan il merito è solo del senso di responsabilità delle opposizioni».

Senza correzione taglio dimezzato

A riconoscere l’errore era stato martedì 29 dicembre il viceministro dell’Economia Antonio Misiani: «L’intenzione del governo è di portare un’ulteriore detrazione per redditi da lavoro dipendente, cioè il bonus 80 euro, a 100 euro, come già deciso per il secondo semestre 2020, stabilizzando la norma a decorrere dal 2021» aveva detto in Aula spiegando i motivi per cui serviva una “correzione” della manovra. Il problema, aveva spiegato Misiani, sta nel comma 8 della legge di Bilancio. Se non ci fosse la correzione, «la detrazione non sarebbe più da 1.200 euro, ma diventerebbe da 600 euro».

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