finanza pubblica

Manovra, slitta a lunedì l’aggiornamento dei conti

La scadenza del 27 settembre, fissata dall'ordinamento italiano del bilancio, non ha il carattere perentorio dei termini europei, per esempio quello che impone di mandare a Bruxelles il programma di bilancio entro il 15 ottobre

di Gianni Trovati


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2' di lettura

Si profila lo slittamento a lunedì per la Nota di aggiornamento al Def chiamata a disegnare il quadro di finanza pubblica per la manovra. È ormai certo che la Nota, cioè l’atto cruciale per il debutto operativo del governo Conte-2, non sarà al consiglio dei ministri di domani. La riunione di governo prevista per le 16.30 si occuperà infatti delle deleghe ai ministri senza portafoglio; nell’agenda su cui spinge Palazzo Chigi ci sono anche gli incarichi ai viceministri, indispensabili per gestire al meglio il lavoro parlamentare del governo, ma lì il puzzle sembra più complicato da comporre, soprattutto al ministero dell'Economia dove le giornate sono integralmente occupate da manovra e Nadef.

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Nadef che sarà anche oggi al centro di una serie di riunioni, all'interno di un negoziato informale fra Roma e Bruxelles sulle prospettive di deficit e crescita. Sulle tabelle della finanza pubblica sono ricadute anche le novità prodotte dal ricalcolo del debito pubblico e del suo rapporto con il Pil alla luce dei criteri Eurostat che impongono di considerare nei conti anche i 58,2 miliardi di interessi sui Buoni postali fruttiferi. Ma il lavorio sui numeri si incrocia inevitabilmente con quello sulla manovra, in particolare per la costruzione delle coperture da 12-15 miliardi da aggiungere alle minori spese per reddito di cittadinanza e quota 100 e ai risparmi sulla spesa per interessi per fissare il deficit intorno a quota 2,1-2,2%.

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Le linee guida della manovra, a partire dalla lotta al contante a colpi di incentivi ai pagamenti tracciabili, sono chiare. Ma per individuare i numeri definitivi serve una configurazione più precisa delle norme, e occorre misurare la disponibilità della commissione Ue a pesare nei saldi le promesse dell'anti-evasione. Questo incrocio di ragioni spinge la Nota di aggiornamento al Def verso lunedì. La scadenza del 27 settembre, fissata dall'ordinamento italiano del bilancio, non ha il carattere perentorio dei termini europei, per esempio quello che impone di mandare a Bruxelles il programma di bilancio entro il 15 ottobre. Uno sforamento di qualche giorno, insomma, non è particolarmente grave. Ma conferma che la manovra schiacciata dai maxi aumento Iva non sarà una passeggiata.

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