l’approdo al senato

Manovra, dal taglio delle tariffe Inail all’ecotassa sulle auto: tutti i punti da rivedere al Senato

di Andrea Gagliardi


Il governo cerca l'intesa sulla manovra

3' di lettura

In tempi record, considerando i pochi giorni a disposizione, Palazzo Madama dovrà riscrivere la manovra, anche in base alle trattative con Bruxelles. Modifiche di sostanza sono previste per le due misure simbolo: reddito di cittadinanza e quota 100. La legge di bilancio è uscita dalla Camera con la dote intatta di 16 miliardi per le due misure. Ma a Palazzo Madama è attesa la riduzione dei due fondi, se la trattativa con l'Europa si risolverà con un accordo sul taglio del deficit, attualmente al 2,4%. In particolare i tecnici puntano a tagliare i fondi di circa 4 miliardi complessivi. Idee come una “clausola di salvaguardia” per le pensioni, con finestre variabili a seconda dello stato dei conti e delle adesioni, è sul tavolo dei leghisti. E si ragiona anche sulla possibilità di un rinvio della partenza delle due misure simbolo del governo gialloverde.

L’attuazione di reddito di cittadinanza e quota 100
Altro rebus che l’esecutivo dovrà sciogliere, quello dell’attuazione di reddito e quota 100. I 5 Stelle insistono sull’arrivo di reddito e pensione di cittadinanza prima di Natale, probabilmente con un decreto. E se così fosse anche la 'contro-riforma' della Fornero dovrebbe essere introdotta per questa via. Ma la Lega preferirebbe definire le misure per consentire l'uscita anticipata con 62 anni e 38 di contributi già con un emendamento alla legge di Bilancio al Senato.

GUARDA IL VIDEO - Manovra: tutti i ripensamenti su pensioni, fisco e reddito di cittadinanza

L’ecotassa sulle auto
Tra le misure destinate a essere riviste a palazzo Madama c’è l’ecotassa sulle auto. La distanza tra i due alleati sulla misura rimane tutta, con i 5 Stelle che continuano a difendere gli incentivi a chi compra auto 'green', compensati da una tassa per chi invece continua a comperare auto inquinanti. In casa Lega, invece, si continua a vedere l’ecotassa come fumo negli occhi e lo stesso Matteo Salvini ha assicurato che non si pagherà «nemmeno un euro in più» qualunque sia la macchina che si va a comprare. Un intervento, che sia di correzione o di cancellazione tout court, comunque ci sarà, anche alla luce dell'esito dell'incontro tra Luigi Di Maio, in veste di ministro dello Sviluppo economico, e i costruttori, l'11 dicembre.

Le misure per le imprese
Tra le novità attese c'è una mano tesa agli imprenditori, con un taglio dei premi Inail che potrebbe arrivare al 30%. O ancora, come promesso da Di Maio nel suo appello agli imprenditori lanciato dalle pagine del Sole 24 Ore, lo sblocco nel 2019 dei pagamenti della Pubblica amministrazione per il 50% dei debiti con le imprese, pari a circa 30 miliardi, in azione congiunta con Cassa depositi e prestiti. Di Maio ha anche assicurato il suo impegno per potenziare la deducibilità dell'Imu sui capannoni, portandola fino al 50% rispetto al 40% già disposto rispetto all'attuale 20%.

GUARDA IL VIDEO - Pensioni d'oro: la storia della sforbiciata dal ddl al taglio fino al 40%

Il taglio delle pensioni d’oro
Sempre a Palazzo Madama è atteso anche il controverso taglio delle pensioni d'oro. Di Maio ha annunciato una sforbiciata dal 25% al 40% che potrebbe riguardare la sola quota retributiva degli assegni. Rientrerebbero nella definizione di pensioni d'oro quelle sopra 90.000 a cui applicare varie aliquote a scalare sulla parte eccedente il limite. Ma la misura non è mai stata ben vista in casa leghista, e il vicepremier Matteo Salvini è andato in tv a spiegare che vedrebbe meglio un blocco degli scatti per quelle dai 5mila euro in su. Ma i Cinque Stelle insistono per riduzioni a partire dai percettori di assegni dai 4.500 euro. Per questa ragione si profila una soluzione di compromesso: lo stop degli adeguamenti per gli assegni alti fino a un livello di 150mila euro lordi, poi veri e propri tagli, fino al 40% per le fasce altissime (oltre i 500mila euro, che include meno di 30 persone), per le somme che superano questa soglia.

Il saldo e stralcio in versione soft
Altre voci che troveranno spazio al Senato vanno dai fondi per Roma a quelli per gli orfani delle vittime di femminicidio. Alla Camera non si sono infatti trovati i 10 milioni di euro di cui si è fatta paladina Mara Carfagna. Il leader della Lega Matteo Salvini ha assicurato che la questione verrà risolta, così come saranno trovati i soldi anche per una versione soft del “saldo e stralcio” per chi è davvero in difficoltà economica e ha conti in sospeso col fisco. Possibile anche la revisione dei tagli all'editoria.

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