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Manovra, tassa fortuna sulle microvincite sotto i 500 euro. Mini-rivalutazione delle pensioni

Nella manovra spuntano altre novità al capitolo dei giochi. Sulla previdenza previsto il «ripescaggio» della Commissione tecnica per individuare nuovi lavori «gravosi» ai quali garantire la possibilità di pensionamento anticipato

di Marco Mobili e Marco Rogari


Manovra, tassa della fortuna sulle vincite

2' di lettura

Un’ulteriore stretta al capitolo giochi. Con la tassazione delle microvincite sotto i cinquecento euro. E una mini-rivalutazione delle pensioni, con l’indicizzazione che sale dal 97 al 100% per gli assegni compresi tra 1.522 e 2.029 euro. Sono le ultime novità introdotte nel testo del disegno di legge di bilancio in attesa che cominci dalla prossima settimana il suo cammino in Parlamento (al Senato) dove è già arrivato il decreto fiscale, che è stato assegnato alla commissione Finanze della Camera.

Tassa della fortuna sulle microvincite
Anche sulle piccole vincite – sotto i 500 euro - ottenute alle Videolotteries (Vlt) scatterà la tassa sulla fortuna: dal 1° maggio 2020 le vincite fino a 500 euro saranno tassate dell’1,8%, per scendere poi all’1,3% dal 1° gennaio 2021. Non solo. A partire dal 1° maggio 2020, secondo quanto prevede l’articolo della bozza del Ddl di bilancio, le vincite oltre i 500 euro alle Vlt saranno tassate al 15 per cento. Con la stessa norma viene confermato l’aumento della tassa sulla fortuna al 15% per le vincite a SuperEnalotto, Win for life e Gratta e vinci, ma la data di decorrenza viene anticipata al 1° marzo 2020. Scompare invece l’aumento della percentuale da destinare all’erario, attualmente fissato al 90% e che, nella versione precedente, era stato innalzato al 95 per cento.

Rivalutazione pensioni fino a 2.029 euro
L’ultima bozza del disegno di legge di bilancio contiene alcune novità sul versante delle pensioni. È infatti prevista una misura che porta al 100% la rivalutazione degli assegni compresi tra 1.522 e 2.029 euro . Questi trattamenti sono attualmente indicizzati al 97%. Si tratta di una mini-rivalutazione che era stata già anticipata dal Governo ai sindacati nei confronti delle scorse settimane sul tema della previdenza. L’ultima bozza in circolazione della manovra, oltre alla proroga di un anno di Ape sociale e Opzione donna, prevede anche la formale nascita della Commissione tecnica per studiare e verificare la possibilità di allargare il bacino dei lavori “gravosi” ai quali garantire uscite pensionistiche anticipate. La Commissione, già annunciata al tempo dei governi a guida Renzi e Gentiloni ma mai istituita, dovrà essere resa operativa con un decreto del presidente del Consiglio (su proposta dei ministri del Lavoro e dell’Economia) da varare entro un mese dall’entrata in vigore della legge di bilancio.

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