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Manovra, su tetto Pos a 60 euro confronto con la Commissione europea

Martedì, dopo l’annuncio in Aula dell’arrivo del provvedimento a Montecitorio, si terrà una riunione dei capigruppo di maggioranza in commissione per un primo punto

di Nicola Barone

Aggiornato il 27 novembre alle 20.36

Pensioni, cosa c’è e cosa manca nella manovra 2023

7' di lettura

Sale da 30 a 60 euro il limite oltre il quale i commercianti sono esentati dall’obbligo di consentire il pagamento con carte e bancomat. Anche se Palazzo Chigi fa sapere che sul tema delle soglie al di sotto delle quali gli esercizi commerciali non sono tenuti ad accettare pagamenti con carte di pagamento, sono in corso interlocuzioni con la Commissione europea.

Mentre il segretario del Pd Enrico Letta invita il governo a ritirare questa misura: «Se il governo seguisse l’Europa - ha detto - non farebbe questa scelta scellerata di alzare il livello minimo di contate rispetto all’uso del pos, è una scelta che io spero venga cambiata. E’ chiaramente un drammatico ritorno indietro, è un modo per aiutare alcune categorie che non ne vogliono sapere di usare i pagamenti elettronici ed è una scelta che avrà terribile danni sulle entrate fiscali del nostro Paese, perché è un invito all’evasione».

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E ancora: un nuovo pacchetto sull’ambiente ma anche il finanziamento di una serie di opere infrastrutturali come il terzo lotto Tav, l’alta velocità Torino-Lione. Lievita a 155 articoli l’ultima bozza della manovra: tra le nuove misure spunta anche l’esenzione dall’Imu per i proprietari di immobili occupati che abbiano presentato regolare denuncia. Definite alcune norme che nella prima bozza avevano solo il titolo come il mese in più di congedo per le mamme, l’assegno unico rafforzato, opzione donna che compare però con l’ipotesi di età di uscita legata al numeri di figli che sarebbe però in fase di valutazione nelle ultime ore. Martedì nel tardo pomeriggio, dopo l’annuncio in Aula dell’arrivo della manovra (domani) a Montecitorio, si terrà una riunione dei capigruppo di maggioranza della commissione Bilancio per fare un primo punto sul provvedimento.

Stretta su vendite online, obbligo di fattura

Obbligo di fattura e stretta fiscale per le vendite online a partire dal primo luglio 2023. Nella bozza è previsto per i soggetti passivi Iva che facilitano le vendite nei confronti di un cessionario non soggetto passivo l’obbligo di trasmettere all’agenzia delle Entrate i dati relativi ai fornitori e alle operazioni effettuate. In caso di mancata trasmissione lo stesso soggetto passivo è considerato responsabile in solido per l’assorbimento dell’Iva. I beni che rientrano nella misura saranno individuati con un decreto del Mef. Dalle nuove regole sono esentate le cessioni effettuate da fornitori che hanno requisiti di affidabilità o che prestano idonea garanzia, così come individuati dall’agenzia delle Entrate in un provvedimento da emanare entro 3 mesi. Le vendite per corrispondenza vengono inoltre eliminate da quelle per le quali l’emissione della fattura non è obbligatoria se non richiesta dal cliente.

Contro “apri e chiudi” arriva fideiussione 50mila euro

Una fideiussione di 50mila euro per la riapertura della partita Iva qualora l’agenzia delle Entrate l’abbia chiusa. È una delle misure anti ditte “apri e chiudi” previste in un articolo secondo cui, se valuta possibili illeciti, l’agenzia può effettuare «specifiche analisi del rischio connesso al rilascio di nuove partite Iva, ad esito delle quali l’ufficio invita il contribuente a presentarsi in ufficio» per esibire la documentazione necessaria e per dimostrare, «sulla base di documentazione idonea, l’assenza dei profili di rischio individuati». In caso di mancata presentazione in ufficio del contribuente, «ovvero di esito negativo dei riscontri operati sui documenti eventualmente esibiti, l’ufficio emana provvedimento di cessazione della partita Iva. Questa «può essere successivamente richiesta dal medesimo soggetto, come imprenditore individuale, lavoratore autonomo o rappresentante legale di società, associazione od ente, con o senza personalità giuridica, costituite successivamente al provvedimento di cessazione della partita Iva, solo previo rilascio di polizza fideiussoria o fideiussione bancaria per la durata di tre anni dalla data del rilascio e per un importo non inferiore a 50mile euro. In caso di eventuali violazioni fiscali commesse antecedentemente all’emanazione del provvedimento di chiusura, l’importo della fideiussione deve essere pari alle somme, se superiori a 50mila euro, dovute a seguito di dette violazioni fiscali, sempreché non sia intervenuto il versamento delle stesse».

La bozza della manovra

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Per assegno a nuclei numerosi tetto Isee a 40mila

Tetto Isee all’incremento del 50% dell’assegno unico per i nuclei familiari con tre o più figli. Stando all’ultima versione della legge di Bilancio l’aumento dell’assegno unico familiare per i nuclei numerosi avviene infatti «per livelli i Isee fino a 40.000 euro». L’incremento del 50% dell’assegno unico per i nuclei familiari numerosi prevede oltre al limite dell’Isee a 40mila euro anche una soglia temporale e cioè «per ciascun figlio di età compresa tra uno e tre anni».

Tpl, +200 mln a in 2023 e 2024 per compensare perdite Covid

L’autorizzazione di spesa per il trasporto pubblico locale «è incrementata di 100 milioni di euro per l’anno 2023 e di 100 milioni di euro per l’anno 2024 al fine di contribuire alla compensazione della riduzione dei ricavi tariffari relativi ai passeggeri subita, nel periodo dal 1° gennaio 2021 al 31 marzo 2022, e conseguente alle limitazioni alla capienza massima dei mezzi adibiti ai servizi di trasporto pubblico imposte in relazione all'emergenza sanitaria da Covid-19». Tali risorse sono ripartite sulla base dei criteri stabiliti «tenendo conto, per le compensazioni relative all'anno 2021, dei contributi già assegnati a titolo di anticipazione e assicurando una compensazione percentualmente uniforme ai soggetti ivi previsti».

Scompare contributo solidarietà, extraprofitti “vuoti”

Mancano ancora, nell’ultima bozza della legge di bilancio datata 25 novembre, i dettagli sugli extraprofitti. L’articolo che contiene il «contributo straordinario contro il caro bollette» risulta infatti vuoto, come nella versione provvisoria della legge di bilancio circolata nei giorni scorsi. Scompare invece dall’articolato la norma immediatamente successiva (anch’essa vuota nella prima versione ma almeno titolata) sul «contributo di solidarietà temporaneo».

800 mln a Fondo garanzia Pmi, norma «in valutazione»

Le funzioni del Fondo di garanzia per le Pmi vengono prorogate per tutto il 2023, così come previste dalla legge di bilancio del 2021 ed anche per quanto riguarda il sostegno speciale e temporaneo per il contrasto agli effetti della crisi ucraina. Lo si legge nell’ultima bozza della manovra, in cui accanto all’articolo compare però la dicitura “in valutazione”. Lo stanziamento previsto è di 800 milioni (contro la cifra di 1 miliardo circolata dopo l’approvazione della legge in Consiglio dei ministri).

Un mese in più di congedo maternità fino a 6 anni

Il congedo parentale «per la madre lavoratrice» è elevato di un mese «fino al sesto anno di vita del bambino, alla misura dell’80 per cento della retribuzione». Nella bozza precedente il contenuto della misura era prevista.

Autonomia, cabina di regia su livelli essenziali

Arriva una cabina di regia per i Lep. Per la «completa attuazione dell’articolo 116 della Costituzione» e il superamento dei divari territoriali nel godimento delle prestazioni, l’articolo «disciplina la determinazione dei livelli essenziali» su «diritti civili e sociali». La cabina di regia è presieduta dal ministro degli Affari Regionali (Calderoli), e partecipano quelli per gli Affari Europei (Fitto), Riforme (Casellati), Economia (Giorgetti), ministri «competenti per le materie dell’articolo 116», più i presidenti di Conferenza delle Regioni, Upi, e Anci.

Proroga sconti su acquisto materiali riciclati

Prorogato con una dotazione di 10 milioni di euro per il 2023 il credito di imposta previsto al 36% per l’acquisto di materiali riciclati provenienti dalla raccolta differenziata. Lo prevede l’ampio pacchetto ambiente in manovra. L’obiettivo - si legge - è «incrementare il riciclaggio delle plastiche miste e degli scarti non pericolosi dei processi di produzione industriale e della lavorazione di selezione e di recupero dei rifiuti solidi urbani». Del pacchetto ambiente fa parte anche la proroga del “programma speciale Mangiaplastica”, ma anche una dotazione di 110 milioni in 4 anni per il Commissario alla Depurazione per la «realizzazione degli interventi sui sistemi fognari e depurativi volti a dare esecuzione alle sentenze di condanna della Corte di giustizia dell’Unione europea sul trattamento delle acque reflue urbane». Spazio poi a un Fondo per il contrasto al consumo di suolo con un contributo di 160 milioni fino al 2027. Infine 12 milioni in due anni per la realizzazione del Nuovo Polo Laboratoriale per l’Ispra (l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale).

Entro 31 marzo via libera Cipess a terzo lotto Tav

«Entro il 31 marzo 2023, con deliberazione del Comitato interministeriale per la programmazione economica e lo sviluppo sostenibile, è autorizzato l’avvio della realizzazione del terzo lotto costruttivo dell’intervento “Nuova linea ferroviaria Torino-Lione, sezione internazionale - parte comune italo-francese - sezione transfrontaliera”. Il ministero delle Infrastrutture, per l’assegnazione delle risorse, presenta una relazione concernente i contributi versati dall’Unione europea alla società Tunnel Euralpin Lyon Turin-TELT s.a.s.. per l’intervento».

C’è proroga stato emergenza per soccorso ucraini

«Lo stato di emergenza relativo all’esigenza di assicurare soccorso ed assistenza, sul territorio nazionale, alla popolazione ucraina in conseguenza della grave crisi internazionale in atto, è prorogato al 3 marzo 2023, termine di vigenza degli effetti della decisione del Consiglio dell’Unione Europea del 4 marzo 2022». Fino ad allora «è autorizzata, sulla base delle effettive esigenze e nei limiti delle risorse finanziarie disponibili a legislazione vigente, la prosecuzione delle attività e delle misure emergenziali nazionali di assistenza ed accoglienza coordinate dal Dipartimento della protezione civile, dai Commissari delegati e dai Presidenti delle Province autonome di Trento e di Bolzano».

Si accelera su Ponte Stretto, stop contenziosi

Si accelera sul Ponte sullo Stretto nell’ultima bozza della manovra con la prevista riattivazione della società Ponte Stretto Spa e la possibilità di Rfi e Anas di aumento di capitale fino a 50 milioni complessivi per la partecipazione alla società. Sospesi, tra l’atro, i contenziosi in corso. Dall’entrata in vigore della legge, infatti, “sono sospesi i giudizi civili pendenti con il contraente generale e gli altri soggetti affidatari dei servizi connessi alla realizzazione dell’opera. Entro 30 giorni la Società Stretto di Messina sottoscrive l’integrale rinuncia al contenzioso “a completa tacitazione di ogni diritto e pretesa”.

Spunta un nuovo balzello sulle assicurazioni

Come forma di copertura della manovra spunta nell’ultima bozza un nuovo balzello sulle assicurazioni. L’imposta sulle riserve matematiche dei rami vita introdotta nel 2002, inizialmente allo 0,20% e modificata negli anni per arrivare fino allo 0,45% attuale, salirà allo 0,50%. Si tratta di un’anticipazione, effettuata dalle imprese, del prelievo sui rendimenti delle polizze che alla fine del contratto ricade sugli assicurati.

Mef, lunedì la manovra in Parlamento

Il ministero dell’Economia ha comunicato che la manovra arriverà in Parlamento entro lunedì. Lunedì, quindi, se non ci saranno nuovi rinvii, la manovra dovrebbe avviare il suo esame parlamentare alla Camera in tempi eccezionalmente stretti. La premier Giorgia Meloni si prepara alla corsa contro il tempo per il doppio test della legge di Bilancio e del Piano di ripresa e resilienza su cui sa che sono puntati gli occhi non solo di partiti e investitori ma anche della Commissione europea. Tutto si dovrà consumare in poco più di un mese: la deadline per ottenere la terza tranche di fondi europei da 21 miliardi è il 31 di dicembre, la stessa data entro la quale il Parlamento deve licenziare la manovra per scongiurare l’esercizio provvisorio.

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