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Manovra: multe per chi non accetta pagamenti con carte. Il tetto al contante torna a mille euro

Nel decreto legge fiscale in cantiere dovrebbe trovare posto anche un premio speciale per incentivare i pagamenti con carta di credito e bancomat, con tanto di estrazioni riservate tanto ai consumatori quanto ai negozianti


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6' di lettura

Tra le misure fiscali che accompagneranno la manovra 2020 torna, nell'ambito degli interventi per limitare l’uso del cash, quella di abbassare il tetto per l’uso del contante da 3.000 a 1.000 euro. La norma, parte del pacchetto per incentivare la moneta elettronica, è prevista da una delle ultime bozze del decreto legge fiscale collegato, su cui gli alleati di governo si stanno confrontando in vista del Cdm convocato per le 21.00. Il sì di Italia Viva all'abbassamento della soglia per il contante nell'arco di tre anni è condizionata ad esempio all'azzeramento delle commissioni bancarie sulle carte di credito per tutti e per tutte le somme. La soglia del contante era stata alzata dal governo Renzi.

Multe a chi non accetta carte e bancomat
Nell’ultima bozza del decreto fiscale arrivano le multe per commercianti e
professionisti che non accettano carte e bancomat. Le sanzioni affiancano
l’obbligo, già in vigore, di accettare pagamenti con la moneta elettronica. La multa sarà di 30 euro cui aggiungere il 4% del valore della transazione per cui non è stato accettato il pagamento con le carte. A controllare le violazioni saranno «ufficiali e agenti di polizia giudiziaria».

In arrivo lotteria per pagamenti digitali e digital tax
Nel decreto legge fiscale in cantiere dovrebbe trovare posto anche un premio speciale per incentivare i pagamenti con carta di credito e bancomat, con tanto di estrazioni riservate tanto ai consumatori quanto ai negozianti. Per i premi della nuova lotteria lo stanziamento previsto è di 70 milioni di euro. La bozza del provvedimento prevede anche lo stanziamento di 700 milioni di euro per il Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese e l'introduzione di una digital tax che frutterà 600 milioni di euro su base annua. La nuova imposta sui servizi digitali prevede un'aliquota del 3% sui ricavi da applicare ai soggetti che prestano servizi digitali e che hanno un ammontare complessivo di ricavi non inferiore a 750 milioni di euro e un ammontare di ricavi derivanti dalla prestazione di servizi digitali non inferiore a 5,5 milioni di euro.

Pre-compilata Iva a partire dai dati 2021
Quanto alla dichiarazione Iva precompilata, questa verrà elaborata dall'Agenzia delle entrate «a partire dai dati del 2021», spostando «al secondo semestre del 2020 l'avvio del processo che prevede la predisposizione delle bozze dei registri Iva». Il decreto legge fiscale dispone poi lo slittamento al 16 marzo 2020 del pagamento della rata del 16 novembre 2019 per Isa e forfait, come annunciato dal ministero dell'Economia il 14 ottobre, da cui si prevedono maggiori entrate per 3 miliardi di euro il prossimo anno.

Per autoscuole stop all'esenzione Iva ma no retroattività
Scorrendo i 55 articoli della bozza spunta poi una norma "salva-autoscuole", dopo la sentenza della Corte di giustizia Ue che blocca l'esenzione Iva. In pratica si prevede l' adeguamento l'ordinamento interno a quello Ue disciplinando le modalità di certificazione dei corrispettivi relativi alle prestazioni didattiche rese dalle autoscuole per il conseguimento della patente. L'esonero Iva è abrogato ma con effetto dal 1° gennaio 2020. Le autoscuole dovranno effettuare la memorizzazione elettronica e la trasmissione telematica dei dati, ma fino al 30 giugno 2020 potranno ancora rilasciare ricevuto o scontrino. Confermato il carattere non retroattivo della disposizione. Il recupero Iva stimato è di 66 milioni di euro l'anno.

Stanziamento da 300 mln per sicurezza ferroviaria
Altro fronte di intervento del Dl fiscale è la sicurezza ferroviaria, con una spesa autorizzata di 300 milioni di euro destinati a investimenti infrastrutturali. La bozza prevede quindi che alla società Rfi non si applichino i vincoli e gli obblighi in materia di contenimento della spesa pubblica. In arrivo poi l'estesione anche per il periodo d'imposta 2020 dell'obbligo di non emettere fattura elettronica per tutti i soggetti che sono o non sono tenuti all'invio dei dati al Sistema Tessera Sanitaria, con riferimento alle fatture relative alle prestazioni sanitarie effettuate nei confronti delle persone fisiche. Sempre in ambito Sanità, la bozza proroga al 31 dicembre 2019 il termine – originariamente fissato al 31 marzo 2019 - entro il quale Governo e Regioni dovranno trovare un accordo sul Patto per la salute 2019-2021.

Reverse charge sugli appalti con manodopera
Altri 15,7 milioni di euro finanzieranno invece il rinnovo del parco veicoli di trasporto merci su strada . Lo stanziamento è destinato in particolare ai veicoli delle imprese attive sul territorio italiano iscritte al R.E.N. Il contributo è compreso fra un minimo di 2mila euro e un massimo di 20mila per ciascun veicolo nuovo acquistato (anche in locazione finanziaria) in seguito a rottamazione di veicoli fino a euro IV di massa pari o superiore a 3,5 tonnellate. Tra le novità anche la reverse charge per gli appaltatori nei settori ad alta manodopera (logistica, servizi alle imprese, settori alimentare e meccanica): secondo quanto si legge nella relazione tecnica l'introduzione di questa misura «avrebbe un impatto sul gettito Iva pari a 76,5 milioni all'anno».

Il premier: far quadrare conti è difficile
«Quota 100 rimane, questo è l'indirizzo politico» ha anticipato intanto il presidente del Consiglio Giuseppe Conte in vista del confronto risolutivo tra i partiti della maggioranza. «Vogliamo rivedere le misure ma conservarle». Per Conte «far quadrare i conti è sempre difficile per tutti, ma sui giornali leggo una rappresentazione errata della realtà: non c'è stato assolutamente quel clima che oggi viene riportato». Il riferimento è alle tensioni di cui si parla su alcune misure da inserire nel menù della manovra. Anche il deputato di Italia Viva, Luigi Marattin, parlando con i cronisti davanti Palazzo Chigi detta acqua sul fuoco. Su quota 100 «nessuna barricata, abbiamo delle idee su come governare il Paese ed è giusto che vengano composte in maggioranza. Il diktat è sull'Iva, sul resto discutiamo tranquillamente, senza che ogni nostra idea sia vista come un ricatto, ma anche senza che sia vista come una ricerca di visibilità».

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Conferma per Industria 4.0 e Nuova Sabatini
Il nodo relativo a quota 100 è stato affrontato nel vertice sulla manovra che si è svolto in mattinata a Palazzo Chigi. Secondo fonti 5 Stelle, tra i punti concordati ci sarebbe la scelta di non modificare le finestre previste per quota 100 e di non tassare le sim ricaricabili. Fonti del ministero dello Sviluppo economico danno invece per certo l'anticipo di un anno, al 2022, della deducibilità al 100% dell'Imu sui capannoni, oltre alla riconferma di Industria 4.0 e della Nuova Sabatini, misure che verranno rimodulate di concerto con le aziende. Per il rinnovo dei contratti del pubblico impiego lo stanziamento potrebbe aggirarsi a regime sui 3 miliardi e 175 milioni di euro. Le risorse aggiuntive per questa voce sarebbero pari a circa 1,4 miliardi, visto che la precedente legge di Bilancio già ne prevedeva circa 1,8.

In Cdm il Documento programmatico di bilancio
All’incontro sulla legge di Bilancio hanno partecipato Conte, il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri e il viceministro Antonio Misiani, oltre a tecnici del Tesoro. All'ordine del giorno diffuso a poche ore dal Cdm (convocato per le 21) compare solo il Documento programmatico di bilancio, che il governo deve inviare all'Ue entro la mezzanotte. Nessun cenno né alla legge di bilancio né il decreto legge fiscale, che potrebbero ricevere il via libera formale in una riunione successiva, probabilmente il 21 ottobre. Il Documento programmatico di bilancio costituisce l’ossatura della manovra: sarà proprio su questo documento che la Commissione Ue esprimerà a fine novembre il parere finale.

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Baretta: 7 mld recupero evasione è dato realistico
La cifra dei 7 miliardi messa a bilancio, nella manovra economica, come somme da recuperare nell'ambito dell'evasione fiscale, è «realistica» secondo il sottosegretario all'Economia Pierpaolo Baretta, anche perché l'introduzione dell'obbligo di fatturazione elettronica tra privati (dal primo gennaio 2019, ndr) «sta dando già risultati importanti». Partecipando all'illustrazione del dossier sugli investimenti dell'Adepp, l'associazione degli enti previdenziali privati dei professionisti, Baretta annuncia la volontà di incontrare le Casse pensionistiche «subito dopo l'approvazione della legge di Bilancio per discutere, tra l'altro, del regolamento sugli investimenti del settore, di cui si attende l'emanazione dal ministero di via XX settembre dal 2011. Per la riduzione del cuneo fiscale la cifra è di 3 miliardi e «le modalità tecniche per la distribuzione sono oggetto di un confronto con i sindacati, li abbiamo visti anche in queste ore: l'ipotesi è di allargare il limite reddituale per l'accesso al bonus degli 80 euro», andando «un po' più su dei 25.000 euro annui».

Istat: 12% Pil “non osservato”, sommersi 192 miliardi
Intanto l’Istat mette in evidenza che nel 2017 l’economia non osservata vale circa 211 miliardi di euro, il 12,1% del Pil. L’ente statistico precisa che l'economia sommersa ammonta a poco meno di 192 miliardi di euro e le attività illegali a circa 19 miliardi. Le stime per il 2017 confermano la tendenza alla riduzione dell'incidenza sul Pil della componente non osservata dell'economia dopo il picco del 2014 (13,0%).

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