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Manovra: il governo pone la fiducia in Aula al Senato. Domani il sì finale

Dopo avere occupato la commissione e fatto appello al presidente del Senato Ignazio La Russa, le opposizioni hanno ottenuto più tempo per l’esame della legge di bilancio. Slitta l’ok finale di Palazzo Madama alla tarda mattinata del 29 dicembre

(ANSA)
  • Si chiudono i lavori in Senato, giovedì voto finale

    Si sono chiusi i lavori in Aula al Senato sulla manovra. L’esame riprende domani alle 9 con le dichiarazioni di voto, il voto di fiducia e il voto finale sul provvedimento.

  • Ddl di bilancio, il Governo pone la questione di fiducia sull’articolo 1

    Il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani, ha posto la questione di fiducia nell’Aula del Senato sull’articolo 1 del Ddl di Bilancio con la manovra nel testo approvato dalla Camera. Dichiarazioni di voto, voto di fiducia e voto finale sul provvedimento sono previsti domani mattina, 29 dicembre, a partire dalle 9 con l’esito del voto atteso entro le 12.

  • Garavaglia: un miracolo da governo, Ragioneria e Mef

    «La legge prevede che la manovra sia presentata alle Camere il 20 settembre. Abbiamo votato per le elezioni il 25: va da sé che abbiamo fatto un miracolo. Ringrazio il governo, gli uffici della Ragioneria e del Mef per l’ottimo lavoro e per il miracolo fatto. Come mai Pd e M5s quando erano al governo due anni fa non hanno rispettato il termine e hanno fatto un solo passaggio?«. Così il senatore della Lega Massimo Garavaglia, presidente della commissione Finanze, in discussione generale sulla manovra a Palazzo Madama ha replicato ad alcune critiche delle opposizioni. «Dite che c’è un presunto condono? Il carico di ruoli non riscossi è aumentato, fino a 1.100 miliardi nel 2021. Vuol dire che il sistema non funziona, non è questione di colore politico - ha detto -. Per semplificare, i crediti fiscali sono come il latte. Scadono, dopo una certa durata li butti via, il costo è maggiore del recupero. Il Comune di Roma non vorrebbe aderire al condono, perché con la cancellazione di multe vecchie perderebbe 242 milioni iscritti a bilancio. Mediamente recupera il 35%, ma sono multe vecchie, non recupererà il 35%, quindi quei 242 milioni sono scritti sul ghiaccio. Meglio ripulire il bilancio».

    Secondo Garavaglia, il contribuente non paga le tasse per «tre motivi semplici: la stragrande maggioranza, che sono onesti, semplicemente si dimenticano; oppure non hanno liquidi, vanno aiutati, e la rottamazione va in questa direzione; oppure fanno i farabutti e vanno sanzionati». Il leghista, in proposito, ha ricordato che in Lombardia fu varata «la domiciliazione del bollo auto con il 10% di sconto, ora aumentato al 15%, su un miliardo di introito, che si ripaga perché non bisogna rincorrere il contribuente». Infine l’ex ministro del Turismo ha difeso la flat tax: «È una enorme semplificazione, fa incassare di più l’erario e sappiamo che tutti pagheranno tutto perché c’è la fatturazione elettronica. Così l’Agenzia delle entrate si potrà concentrare sulla vera evasione totale, sulle triangolazioni con l’estero».

  • Gelmini: tanti titoli, poca sostanza, un pessimo inizio

    «La maggioranza ha forzato i tempi in maniera eccessiva, riducendo il Parlamento a passacarte. In questa manovra non c'è nulla per le imprese, nessuna attenzione alla sanità, nessuna riforma del fisco o del reddito di cittadinanza. Insomma tanti titoli, poca sostanza. Un pessimo inizio per il governo». Lo ha detto al Tg2 Mariastella Gelmini, vicesegretario e portavoce di Azione.

  • Sospesi i lavori d’Aula in Senato, seduta riprenderà alle 14.30

    La discussione generale a Palazzo Madama sul bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2023 e il bilancio pluriennale per il triennio 2023-2025 è sospesa e ricomincerà alle 14,30.

  • Malpezzi: tagli a sanità ma più di 1 miliardo di condoni

    «È una manovra ingiusta, che toglie a chi non ha per dare a chi ha già, allargando le disuguaglianze che esistono nel nostro paese. Con un tema di fondo che ci allarma molto: ci sono tagli a sanità e istruzione a fronte di più di un miliardo di euro di condoni. E tutto questo è grave ed inaccettabile». Così la presidente dei senatori del Pd Simona Malpezzi a Palazzo Madama ai microfoni di Rainews.

  • Cottarelli: la manovra aiuta chi le tasse non le paga

    «Questa legge di bilancio ha tanti problemi» a partire dal nodo dell’evasione fiscale. Lo ha detto il senatore del Pd Carlo Cottarelli durante la discussione generale in Aula al Senato. Cottarelli ha citato «il rapporto inviato dal presidente del Consiglio e il ministro Giorgetti al Parlamento sull’evasione fiscale che ci dice che, nonostante il miglioramento negli ultimi anni, l’evasione rimane ancora molto alta» e «ci dice anche che l’evasione fiscale per i lavoratori dipendenti è il 3% mentre per gli autonomi e i redditi d’impresa è del 65%: una differenza abissale». Ora, ha detto Cottarelli, «mi sarei aspettato che il ministro dell’Economia convocasse i migliori esperti per avere in legge di bilancio delle soluzioni sulla lotta all’evasione fiscale, come si era fatto in passato» ma questo non è stato fatto. «Noi - ha scandito Cottarelli - non pensiamo che la pressione fiscale vada aumentata ma va distribuita più equamente. E in questa legge di bilancio non ho trovato niente su questo, anzi, c’è una parte molto corposa su come dare vantaggi a chi le tasse non le paga».

  • Monti annuncia voto di astensione

    L’ex premier Mario Monti ha annunciato in Aula al Senato il proprio voto di astensione sulla legge di bilancio. Monti ha parlato di una manovra con aspetti “in chiaroscuro”. «Molto chiaro e nitido - ha evidenziato - è l’intendimento, sorprendente fino a un paio di mesi fa a chi cercasse di prevedere l’atteggiamento di questo governo, verso la prudenza finanziaria e molto scuro è un altro aspetto, quello che attiene all’aspetto di distribuzione, fiscalità e futuro dell’economia».

    «Considero - ha evidenziato - un segno di maturità da parte di questo governo la non sofferta conformità con gli indirizzi europei», un atteggiamento che potrà aiutare, ha evidenziato il senatore a vita, anche nelle trattative in Ue. «Presentarsi con le carte abbastanza in regola - ha evidenziato - dovrebbe aiutare» ma, ha esortato Monti: «Non lasciate il Parlamento nell’incertezza fino all’ultimo momento su quale sarà la postura italiana in questo negoziato in maniera che il Parlamento possa nutrire il governo con posizioni che possano rafforzare la sua posizione».

  • Relatore: in futuro esame effettivo nelle due Camere

    «In commissione erano stati proposti 808 emendamenti e oltre 100 ordini del giorno, si è cercato di assicurare comunque un dibattito ampio in un quadro in cui è comunque prioritaria l’approvazione evitando l’esercizio provvisorio. C’è l’impegno, a partire dai prossimi provvedimenti di superare questa prassi e rendere possibile ad entrambi i rami del Parlamento l’esame effettivo». Così il relatore della legge di bilancio, Nicola Calandrini (FdI), in Aula al Senato a proposito dell’esame della manovra in commissione.

  • Al via discussione generale al Senato

    Al via nell’Aula del Senato la discussione generale sulla manovra, ovvero il ddl Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2023 e bilancio pluriennale per il triennio 2023-2025, approvato dalla Camera dei deputati. Il voto di fiducia è previsto domani mattina a partire dalle 9.

  • Legge di bilancio in Aula al Senato senza il mandato al relatore

    La manovra arriva in Aula al Senato senza il voto sul mandato al relatore. La commissione Bilancio non è riuscita a concludere l’esame nei tempi previsti. «Avevamo dato la disponibilità - spiega il capogruppo di Fdi Lucio Malan - a proseguire fino alle 12 in commissione a patto di una riduzione del numero degli emendamenti ma serviva un accordo che non c’è stato». «I tempi d’esame - evidenzia la capogruppo del Pd Simona Malpezzi - erano non congrui e avevamo chiesto un impegno sugli ordini del giorno ma non c’è stata apertura da parte del governo». Invariati, comunque i tempi di approvazione finale previsti per domani entro le 12.

  • Liris (FdI), faremo dei correttivi durante l’anno

    «Il fatto di arrivare dopo Natale con una manovra che passa dalla Camera al Senato significa non avere i tempi per apportare alcun correttivo. Non è neanche ipotizzabile. Fare una manovra credibile e sobria in 60 giorni non era facile. Faremo poi dei correttivi durante l’anno, ci auguriamo che si liberino delle risorse dall’impegno sul caro energia altrimenti sarebbe un guaio per tutti». Così Guido Quintino Liris, senatore di Fratelli d’Italia, capogruppo FdI in commissione Bilancio, è intervenuto ai microfoni di Radio Cusano Campus.

  • Marattin (Iv-Az): governo come nel film «Il giorno della marmotta»

    «Per l’ennesima volta, i partiti che, quando erano all’opposizione, denunciavano con foga comportamenti distorsivi da parte della maggioranza, quando vincono le elezioni mettono in atto esattamente quei comportamenti contro cui si erano violentemente scagliati. Il ricorso continuo al voto di fiducia. I ritardi nell'approvazione delle leggi di bilancio. Il poco o nessuno spazio dato al Parlamento». Lo scrive sul suo blog Luigi Marattin, capogruppo di Azione-Italia viva-Renew Europe in commissione Bilancio. «Chiunque arriva al governo - spiega - è costretto a replicare queste cose, giustificandosi con “vabbè, ma lo avete fatto anche voi a suo tempo. Quindi possiamo farlo anche noi”. Invece la cosa giusta da dire sarebbe: “Fermi tutti”. Se chiunque arriva al governo alla fine fa così, vuol dire che c'è qualcosa di sbagliato nelle regole di funzionamento delle nostre istituzioni. Ci fermiamo un attimo, tutti insieme, a sistemarle?». «Invece anche stavolta va in onda Il Giorno della Marmotta, quel film con Bill Murray in cui ogni giorno succede sempre, esattamente la stessa cosa. E a tutti sembra andar bene cosi», conclude Marattin.

  • Salvini: fatte scelte, ma impronta Lega si è vista

    «In un momento così difficile abbiamo dovuto fare delle scelte». Così, parlando della manovra di bilancio, il vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini alla festa della Lega ad Alzano Lombardo, in provincia di Bergamo, dicendosi «soddisfatto, perché abbiamo fatto il possibile in un momento così difficile. E penso che l’impronta della Lega si sia vista». «C’è chi va in pensione e chi no, c’è chi ha la seconda casa e chi non ce l’ha. Una cosa però fanno tutti: pagano le bollette della luce e del gas. E noi, come avevamo promesso in campagna elettorale, la gran parte delle risorse l’abbiamo messa per le bollette. Ma noi come Lega abbiamo chiesto e ottenuto che si vedesse anche l’inizio di un percorso», ha detto Salvini, rivendicando lo «stop alla legge Fornero» e «l’avvio di quota 41».

  • Via libera finale giovedì 29 dicembre

    Dopo avere occupato la commissione, protestato sulla stampa e sui social e fatto appello al presidente del Senato Ignazio La Russa, le opposizioni, per una volta unite, riescono a ottenere più tempo per l’esame, almeno formale, della legge di bilancio. E hanno slittare l’ok finale di Palazzo Madama alla tarda mattinata del 29 dicembre, proprio quando la premier Giorgia Meloni sarà alle prese con la sua prima conferenza stampa di fine anno.

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