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Manovra, nel 2020 maggiori entrate per 3 miliardi. Il Cdm slitta alla sera di martedì 15

L’accordo tra le forze che sostengono il governo non è ancora stato trovato. Il consiglio dei ministri chiamato a esaminare manovra, decreto fiscale e Documento programmatico di bilancio da inviare a Bruxelles è slittato alla serata di martedì 15

di Marco Mobili e Marco Rogari


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4' di lettura

Il vertice notturno che si è concluso alle due di lunedì 14 tra il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, il ministro dell’Economia Gualtieri e i capi delegazione delle forze politiche di maggioranza sulle misure contenute nella manovra 2020, in vista della scadenza del 15 ottobre, per l’invio a Bruxelles del Documento programmatico di bilancio (Dpb), ha dato il via libera allo stanziamento fin da subito in manovra di tre miliardi per il taglio del cuneo (misura che sarà applicata a partire da luglio).

Tre miliardi che potrebbero diventare circa sei nel 2021 quando partirebbe il taglio anche per le imprese.

Più nel dettaglio nel 2020 il governo stima entrate aggiuntive dalle partite Iva (Isa e cosiddetti forfettari) per tre miliardi di euro. E' quanto si legge in una nota del Mef nella quale viene annunciato alla scadenza del 30 settembre per il versamento delle imposte di Isa e forfettari, si è registrato un maggior gettito di quasi 1,5 miliardi.

La quadra tra le forze che sostengono il governo però non è ancora stata trovata. Il consiglio dei ministri chiamato a esaminare manovra, decreto fiscale e Documento programmatico di bilancio da inviare a Bruxelles è slittato alla serata del 15 ottobre.

Fonti Pd: fondo unico famiglia da 2 miliardi
Il vertice notturno avrebbe registrato un’intesa anche sul tema del riordino dei fondi alla famiglia. L’accordo all’interno della maggioranza dovrebbe prevedere, secondo fonti del Pd, prima un “fondone” per la famiglia, che arriverà subito in manovra, poi l’assegno unico per i figli. Dal 2020 le risorse attuali bonus (nascita, bebè, voucher asili nido) confluiranno in un unico fondo che potrà contare su una dote aggiuntiva di circa 500 milioni, portando le risorse quindi a circa 2 miliardi.

Nel frattempo, con una delega, si dovrebbe procedere a introdurre l’assegno unico, che potrebbe arrivare da metà anno o nel 2021. Sempre la manovra dovrebbe sancire l’abolizione del superticket (anche se da luglio).

Scontro sulla cancellazione di quota 100
Tra i nodi ancora da sciogliere, invece, quello ai ritocchi alle finestre di quota 100, dopo la proposta di Italia Viva di recuperare risorse tagliando i fondi per i pensionamenti anticipati di Quota 100: lo scontro all’interno della maggioranza tra i renziani da una parte e Cinque Stelle e LeU, contrari, dall’altra è stato acceso e continua.
Secondo i tecnici del Mef la dote è indispensabile per completare le coperture della manovra.

Le possibili modifiche a quota 100, ha spiegato Conte da Avellino, sono «una delle misure su cui stiamo lavorando. Se riusciremo, come confido, a risolvere qualche piccolo dettaglio potremo andare stasera in Consiglio dei ministri, altrimenti, come sapete, il termine è domani».

Manovra oltre i 30 miliardi
Tra le questioni ancora aperte alcune coperture fiscali. A seconda di come “chiudono” le coperture, la manovra potrebbe anche superare leggermente i 30 miliardi (dipende dalle ultime opzioni da scegliere). Sul tavolo del vertice anche le compensazioni dei crediti Inps; il ritorno delle “manette agli evasori”; una prima potatura della giungla degli sconti fiscali.

Sale la dote per il taglio del cuneo
Scendendo più nel dettaglio delle soluzioni che hanno ottenuto il via libera della maggioranza, l’aumento a 3 miliardidella dote 2020 per il taglio del cuneo, dunque, il primo anno si tradurrà in un alleggerimento del fisco sulle buste paga dei lavoratori, ma solo da luglio, e che dal 2021 interesserà anche le imprese.

Con la legge di bilancio saranno già individuate le fonti e gli strumenti di finanziamento per il piano famiglia che entro il prossimo anno prenderà forma, attraverso un'apposita legge delega, nell'assegno unico preceduto dall'azzeramento delle rette sugli asili nido.

Le coperture
Il lavoro di scrematura (da cui sarebbe emerso lo stop al ritorno a 1.000 euro del tetto per l’utilizzo del contante) portato avanti nelle ultime riunioni tecniche al ministero dell'Economia avrebbe consentito di ridurre a 2-300 milioni la caccia finale alle coperture rispetto ai 2,5 miliardi che risultavano ancora da trovare nel momento in cui è scattato il count down per arrivare al varo del documento programmatico di bilancio e del decreto fiscale, attesi nel Consiglio dei ministri dì lunedì 14 ottobre.

Anche se non risulta del tutto accantonata l'ipotesi di uno slittamento alla mattinata di martedì 15 prima della partenza del ministro Luigi di Maio atteso a Washington insieme al capo dello Stato. Entro il 20 ottobre (ma il termine non è perentorio) dovrà poi essere inviata alle Camere la legge di bilancio vera e propria.

Molto dipenderà dalla mediazione che sarà trovata sull'ampia griglia di opzioni per le coperture, anche alternative tra loro, preparata dopo le ultime riunioni al Mef.

Inevitalmente tutte le forze politiche della maggioranza dovranno rinunciare a qualcuna delle loro richieste per incassare il via libera almeno su una parte delle priorità indicate.

Le tensioni nella maggioranza
Le tensioni non sono mancate. Con i Cinque stelle che sono tornati a chiedere a gran voce l'aggancio del salario minimo al taglio del cuneo fiscale anche per le imprese. E che hanno rilanciato sul carcere agli evasori e sulla abolizione del super-ticket già nel corso del 2020.

Una misura quest'ultima che è anche uno dei cavalli di battaglia di Leu. Che è rimasta contraria a ritocchi a Quota 100, così come il Movimento cinque stelle. Con la ministra Nunzia Catalfo che subito dopo il nuovo pressing di Italia Viva per abolire già dal prossimo anno i nuovi pensionamenti anticipati e recuperare così oltre 8 miliardi, ha ribadito che «Quota 100 non si tocca», in linea anche con le richieste dei sindacati.

Ma una rimodulazione delle finestre d'uscita è rimasta tra le ipotesi di copertura sottoposte al confronto finale. Che servirà anche per pronunciare la parola definitiva sul nodo delle compensazioni dei crediti Inps e Inail.

Per i Cinque stelle potrebbe essere recuperata, sulla base delle indicazioni del presidente dell'Inps, Pasquale Tridico, una dote anche superiore ai 5 miliardi, ma i tecnici del ministero dell'Economia, si sono sempre mostrati abbastanza scettici lasciando intendere che 1 miliardo, o al massimo 2, poteva essere considerato un obiettivo credibile.

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