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Manovrina, Padoan: correzione 0,2% Pil anche con rottamazione

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5' di lettura

La correzione dei conti da 3,4 miliardi della manovrina in arrivo insieme o 2- giorni dopo il Def (atteso il 10 aprile in Cdm, ndr) si concentreranno sull’efficientamento delle imposte dirette e della riscossione sul fronte delle entrate. Mentre i tagli alla spesa sono ancora allo studio del Governo. Lo ha detto il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan nell’assemblea con i deputati Pd alla Camera. Tra le misure di efficientamento della riscossione il ministro ha citato, secondo quanto riferiscono i partecipanti alla riunione, anche la rottamazione delle cartelle. La manovrina conterrà anche il fondo per il sisma che, come annunciato dal premier Paolo Gentiloni la scorsa settimana, sarà di almeno 1 miliardo per 3 anni: risorse che resteranno fuori dal calcolo del saldo strutturale Ue.

Def, Padoan: «Per taglio cuneo copertura credibili»
Il taglio del cuneo fiscale è un tema all'attenzione del governo, ma ogni riduzione di tasse credibile ha bisogno di coperture credibili. È la risposta fornita dal ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan, nel corso dell'incontro con il gruppo Pd alla Camera, dopo che qualche deputato aveva sollevato la questione in vista della politica di bilancio 2018.

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Padoan: correzione 0,2 anche con rottamazione
Sul fronte della rottamazione delle cartelle va ricordato che il Consiglio dei ministri ha dato il via libera al provvedimento d’urgenza per spostare dal 31 marzo al 21 aprile il termine per la presentazione delle domande di definizione agevolata. Oggetto di rottamazione sono i ruoli affidati a Equitalia dal 2000 al 31 dicembre 2016. Il piatto forte degli incassi dovrà arrivare già nel 2017 con le prime tre rate in scadenza a luglio, settembre e novembre. Qui le previsioni sono di ottenere 2,3 miliardi di euro. I successivi due versamenti (in scadenza ad aprile e settembre 2018) dovranno portare il conto finale a 4,1 miliardi.

Manovra, Mef: niente nuovo disp

In Pnr catasto, giustizia, lavoro e concorrenza
Nel piano nazionale delle riforme, che accompagnerà il Def, secondo l’indicazione che Padoan ha dato nell’assemblea dei deputati Pd saranno 4 i capitoli delle priorità: concorrenza, misure di semplificazione della giustizia civile, catasto e lavoro. Il piano delle riforme riguarderà in particolare la tassazione sul catasto e la contrattazione decentrata sul versante lavoro.

In arrivo Dpcm programma investimenti 2020-2030 per 40 mld
Il governo, secondo quanto riferito dal ministro, punterebbe inoltre ad approvare un Dpcm per portare avanti nel decennio 2020-2030 un maxi programma di investimenti da 40 miliardi.

Privatizzazioni, da mancati introiti segnali negativi a mercati e Ue
Il «mancato introito» da privatizzazioni «non permetterebbe di compiere quello scalino, di dare quel segnale» nel percorso della riduzione del debito, che «l'Ue e i mercati» attendono. Il ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan, ha ribadito così la sua posizione sulle privatizzazioni, nel corso della riunione alla Camera con il gruppo Pd.

Privatizzazioni, no alla moratoria
Le privatizzazioni, ha spiegato poi Padoan, sono uno strumento non solo per ridurre il debito ma per aumentare l'efficienza dell'impresa. In ogni caso, ha assicurato, qualsiasi operazione non metterebbe fine al controllo pubblico.
A volte, ha proseguito, i mancati introiti da privatizzazione non permettono di fare "lo scalino" per la riduzione del debito necessario per dare un segnale ai mercati e all'Europa.

Webtax, Padoan: favorevole, bisogna intervenire
Il ministro si sarebbe poi detto favorevole alla webtax e, pur ammettendo che le multinazionali sul tema sono più veloci dei governi, ha detto che bisognerà intervenire. È quanto sarebbe emerso nell'assemblea dei deputati Pd, durante la quale il presidente della commissione Bilancio Francesco Boccia ha chiesto se nel pnr che accompagna il Def il governo deciderà sulla webtax altrimenti, ha scherzato, «c'è il rischio di trasformare il procuratore Capo di Milano Francesco Greco nel quinto sottosegretario all'Economia».

Rosato (Pd): bene Padoan, abbiamo ribadito no aumento Iva
«Abbiamo avuto un ottimo incontro. Le cose che ha detto il ministro sono assolutamente condivise, quello che sta facendo trova l'apprezzamento del gruppo». Lo ha detto il capogruppo Pd alla Camera, Ettore Rosato, al termine dell'assemblea con il ministro Padoan, in cui i dem hanno comunque ribadito in vista della manovrina, del Def e della legge di bilancio 2018 il loro «no all'aumento delle tasse», dalle accise all'Iva, anche come eventuale 'scambio' con un taglio del cuneo fiscale.
Il lavoro di Padoan «è completamente apprezzato e condiviso», ha insistito Rosato di fronte allo scetticismo di alcuni. «La finanza pubblica non è il congresso. Viene prima il Paese e poi gli interessi di chi deve differenziarsi per motivi che non hanno nulla a che fare col merito». Riguardo all'ipotesi di aumentare le accise per finanziare la correzione di aprile, Rosato ha quindi ribadito che «la linea del gruppo è chiara, no all'aumento delle tasse e in maniera più assoluta, nessun aumento dell'Iva».

Manovra, Mef: più stringenti norme pignoramenti, nessuna novità su rottamazione
La manovra correttiva in arrivo conterrà una misura che renderà più stringenti le norme sul pignoramento, così da spingere un maggior numero di contribuenti ad aderire alla rottamazione. Lo spiegano fonti Mef al termine dell'incontro tra il ministro Padoan e il gruppo Pd alla Camera. Le stesse fonti precisano, poi, che non sono previste nuove disposizioni sulla rottamazione. Le attuali norme, comunque, avranno un impatto strutturale di maggiore efficienza sulla riscossione anche in futuro. Nessuna specifica, invece, è stata data dal ministro in merito a un possibile introduzione di norme più stringenti sui pignoramenti

Il puzzle della manovrina
La composizione della manovrina chiamata a correggere i nostri conti pubblici per un importo strutturale da 3,4 miliardi, deve ancora trovare la quadra. Malgrado i maldipancia dei renziani, contrari a qualsiasi tipo di intervento sulla tassazione (anche indiretta) sul tavolo per ora resta un «riordino» delle accise sui tabacchi, per portare nuove entrate intorno ai 190-200 milioni all'anno. Mentre è escluso niente interventi sugli alcoolici e, soprattutto, sulla benzina. A permettere al governo di limitare al minimo gli interventi sulle accise sarà il via libera della commissione Ue sull’estensione dello split payment ai rapporti commerciali con le società pubbliche, che secondo le stime (ottimistiche) del governo potrebbe produrre un'entrata aggiuntiva da 1,3-1,4 miliardi.

Def e manovrina, nelle intenzioni del governo, sono due tessere dello stesso mosaico, e devono rispondere alle stesse parole d’ordine. La prima rimane quella della «crescita», che nel Def sarà declinata prima di tutto con l’indicazione delle misure per ridurre il costo del lavoro e nella manovrina animerà il “pacchetto sviluppo” con le nuove norme su fisco “acchiappa-fondi”, carried interest e garanzie sul credito extra-bancario (come anticipato sul Sole 24 Ore nei giorni scorsi).


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