I PERCORSI

Mantova, rilancio della redditività con l’innovazione

Nonostante la frenata dello scorso anno gli ultimi dati di bilancio delle aziende della provincia mostrano che nove su dieci (89%) sono in grado di chiudere l'esercizio in utile

di Luca Orlando


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Una veduta della fabbrica mantovana di Elettronica Fm

4' di lettura

Componenti metallici, schede elettroniche, piscine, giunti antisismici. Settori diversi in cui però lo schema è simile: sono i percorsi innovativi, sostenuti da investimenti, quelli che spingono verso l’alto i risultati delle aziende. Non la regola, tuttavia. Perché Mantova non è certo la Silicon Valley, con una quota di start-up innovative ampiamente al di sotto della media regionale, mentre le domande di brevetto per invenzione industriale lo scorso anno sono state appena due, relegando la provincia a fanalino di coda della Lombardia. Sul territorio esistono però percorsi di crescita evidenti, che si alimentano non casualmente grazie ad innovazioni di prodotto o di processo. Percorsi che garantiscono alle aziende la possibilità di competere ai massimi livelli portando in qualche caso i conti ai nuovi massimi di sempre. Anche se il 2019 è un anno in frenata ovunque, con l’export provinciale inferiore di un paio di punti rispetto ai livelli 2018, gli ultimi dati di bilancio delle aziende della provincia confermano un percorso positivo, con l’89% delle aziende in grado di chiudere l’esercizio in utile. «Perché vinciamo? Perché i nostri prodotti sono diversi». La tecnologia (utilizzo dell’acciaio inox e non del cemento) è l’arma in più di A&T Europe, meglio nota come Piscine Castiglione, una sorta di asso piglia-tutto nelle competizioni sportive di nuoto ai massimi livelli. «Un’altra commessa è in arrivo - spiega l’imprenditrice e consigliere di amministrazione Annalisa Coletto - ed è un colpaccio. Ma sa come accade, i clienti, chiedono riservatezza...». Non una novità, perché dalle Olimpiadi di Rio a quelle di Londra; da Pechino ad Atlanta, il gruppo ha sempre fornito le proprie vasche, contribuendo così a rafforzare il proprio brand nel mondo.

L'EXPORT PROVINCIA DI MANTOVA

In miliardi di euro (Nota: * da gennaio a settembre - Fonte: Istat)

VALORE AGGIUNTO PRO-CAPITE

In migliaia di euro (Fonte: Istat)

QUOTA INDUSTRIA SU VALORE AGGIUNTO

In percentuale (Fonte: Istat)

«Le prospettive dell’anno sono molto buone - spiega - e anche grazie a nuovi accordi nel settore degli hotel puntiamo a superare per la prima volta i 100 milioni di ricavi». Risultati conquistati grazie alle partnership (ad esempio con il Politecnico di Milano) e all’attività di ricerca e progettazione, che coinvolge oltre 70 persone. La strada dell’investimento continuo è quella scelta anche da Raccorderie Metalliche, 400 addetti e oltre 114 milioni di ricavi (il record), che in pochi anni ha trasformato l’azienda di componentistica meccanica inserendo 140 robot nelle linee. «Automatizzando anche l’impossibile - spiega il presidente Pier Luigi Ceccardi - ma senza licenziare nessuno, riutilizzando il personale di linea per attività a maggiore valore aggiunto, in primis nella qualità». Investimento che in un triennio si avvicina ai 35 milioni e che prosegue anche ora con una nuova sede produttiva e una academy da 5mila metri quadri. «Gratis non arriva nulla - aggiunge l’imprenditore - e in effetti anche quando il mercato era debole noi abbiamo tirato diritto, anche grazie al piano Industria 4.0». Percorso tailor made è anche quello seguito da Alberto Truzzi, produttore di prefabbricati industriali e commerciali, 130 addetti e 40 milioni di ricavi. «L’idea è quella di smarcarsi dai prodotti a catalogo - spiega - e di puntare il più possibile su produzioni customizzate, realizzate su misura per i clienti. In questo ci aiuta anche la digitalizzazione, che sta entrando con forza nella gestione delle singole commesse». Dopo un biennio in corsa il 2019 ha visto una minore domanda di investimenti da parte del mercato, anche se gli ordini acquisiti garantiscono una buona visibilità sul futuro. «Naturalmente bisogna continuare ad investire - aggiunge Truzzi - e infatti quello che stiamo facendo è acquistare nuove macchine per realizzare travi di grande portata oppure finiture di pregio: l’innovazione resta la chiave per competere». Nello stesso settore è la strada seguita da Edilmatic, Pmi da cinque milioni di ricavi e 15 addetti. Capace, a dispetto delle dimensioni ridotte, di ritagliarsi una spazio nella nicchia dei giunti antisismici in grado di dissipare l’energia generata preservando la stabilità dell’edificio. Prodotti venduti in Italia e non solo, come dimostrano le commesse acquisite per Expo 2020 a Dubai e per gli stadi dei prossimi mondiali di calcio in Qatar. «Da anni investiamo l’8% dei nostri ricavi in ricerca - spiega l’ad Giorgio Luitprandi - e collaboriamo in parallelo con le università di Brescia e di Bergamo». Innovazione motore della crescita anche per Cleca, parte del gruppo alimentare Zanetti (530 milioni di ricavi, per il 64% legati all’export), che arriva al nuovo top di fatturato proprio grazie a nuove referenze. «Dai dadi da brodo stiamo passando al brodo pronto in brick - spiega l’ad Carlo Zanetti - oppure dai preparati per dolci a dolci pronti. Per innovare i prodotti abbiamo investito oltre un milione e nella Gdo vediamo già ottimi risultati: siamo a 24 milioni di ricavi, il nostro record». «Se siamo cresciuti negli anni - spiega Nicola Levoni, presidente dell’omonimo gruppo di salumi, 308 milioni di ricavi - lo dobbiamo anche alle nostre scelte innovative. Ad esempio il fatto di aver puntato su una filiera al 100% italiana e sulla certificazione del benessere animale. In termini di mercato questo presso i clienti è un valore, che sta generando risultati».

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