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Maps, boom delle quotazioni per il gruppo parmense dei Big Data

di Valeria Novellini


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3' di lettura

Ha esordito col botto all'Aim Italia il 7 marzo 2019 e non si è più fermata. Le quotazioni attuali sono infatti circa il doppio rispetto al prezzo di collocamento, pari a 1,9 euro per azione. Si parla di Maps, azienda parmense a forte vocazione tecnologica che opera nel settore del software per la gestione dei Big Data con 3 divisioni, di cui una dedicata ai prodotti per le grandi aziende, una al settore healthcare e la terza, Gzoom, rivolta alla gestione degli enti pubblici.
È giustificato tanto entusiasmo? I risultati 2018 (pro-forma per tener conto dell'acquisizione del 70% di Artexe, azienda attiva nel comparto del software sanitario, perfezionata a luglio 2018) parlano chiaro: il valore della produzione è salito del 13% a 17,6 milioni e l'ebit è più che raddoppiato passando da 1,3 a 2,9 milioni (pur includendo 0,3 milioni di oneri non ricorrenti connessi alla quotazione su Aim Italia), così come l'utile netto che è balzato da 0,95 a 2 milioni. Valori in linea con le stime indicate nel documento di ammissione. Niente dividendo agli azionisti però, anche se la capogruppo ha chiuso in utile per 1,5 milioni: tutte le risorse vengono destinate alla crescita.

Al 31 dicembre 2018 Maps disponeva di liquidità netta per 3 milioni, a fronte di 4,5 milioni alla stessa data del 2017: tale riduzione è però solo apparente, in quanto il dato di fine 2018 include 4 milioni di debito relativo all'esercizio dell'opzione put & call sul 30% di Maps Healthcare Srl, sub-holding del settore sanitario in cui è confluita Artexe insieme a IG Consulting Srl. Dall'Ipo, Maps ha ricavato quasi 2,2 milioni, al netto di spese complessive di 0,8 milioni relative all'ammissione all'Aim Italia.

Avvio del programma di acquisizioni e nuovi contratti

Per ora l'unico esborso significativo è rappresentato dall'acquisizione, per 333.000 euro, della residua quota del 53,9% della start-up Roialty, operante nel comparto della digital loyalty per grandi imprese e Pubblica Amministrazione (in pratica misurazione reputazionale sul web per confezionare campagne mirate di fidelizzazione della clientela). Nel 2018 Roialty ha evidenziato un valore della produzione di 534.000 euro e un ebitda margin di circa il 21%, in linea con quello del resto del gruppo.
Intanto proseguono i rinnovi di contratto: l'agenzia europea per la sicurezza alimentare (Efsa) ha rinnovato l'accordo di fornitura di Running Services & Application Maintenance fino al 9 settembre 2020. Nel settore degli enti pubblici Engineering Ingegneria Informatica, nell'ambito del progetto per la gestione del sistema informativo della Regione Puglia, ha affidato a Maps lo sviluppo e ampliamento della piattaforma Gzoom (già utilizzata dalla Regione) per un importo di 190.000 euro in 2 anni.
Le novità più importanti riguardano però il settore sanitario, in cui Maps ha stipulato un accordo con la clinica ortopedica tedesca Atos Group per la digitalizzazione dell'accesso alle prestazioni sanitarie mediante le soluzioni tecnologiche fornite da Artexe. È inoltre in corso il progetto “Liguria 4P Health” in cui Maps opera a capo di un gruppo di imprese pubbliche e private allo scopo di fornire una piattaforma di e-health e m-health per monitorare i pazienti potenzialmente cronici, il che è molto importante in una Regione come la Liguria dove l'età media è piuttosto elevata. Infine Kos (facente capo al gruppo Cir-Cofide di cui è in corso l'accorciamento della catena societaria) ha affidato ad Artexe l'implementazione, entro 5 anni, di un sistema informativo per la gestione multimediale dell'accoglienza dei pazienti presso le sue strutture di Civitanova Marche e Porto Potenza Picena (entrambe in provincia di Macerata e facenti capo all'Istituto di Riabilitazione Santo Stefano). Il contratto siglato con Artexe offre la possibilità di estensione ad altre strutture del gruppo Kos, che in Italia includono fra l'altro 15 centri di riabilitazione.

Il gruppo mira a inserirsi nel trend della trasformazione digitale

Il piano strategico di Maps (che, come è facile intuire, è una Pmi innovativa sin dal 31 gennaio 2019) prevede naturalmente l'ulteriore sviluppo dell'innovazione tecnologica, ma anche l'ampliamento della rete di vendita per supportare la presenza presso le istituzioni sanitarie ed enti pubblici che generano ricavi di natura ricorrente sotto forma di canoni. Non sono poi escluse le acquisizioni, sempre con preferenza per le società di software sanitario. Maps mira a inserirsi a pieno titolo nel mercato della Digital Transformation, stimato in forte crescita (oltre il 15% all'anno nel prossimo triennio). Del suo grande successo post-Ipo tutti sono felici, ma più di ogni altro alcuni investitori istituzionali che hanno acquistato da Paolo Ciscato, fondatore dell'azienda, complessive 452.000 azioni (circa il 5,3% dell'attuale capitale sociale) a 1,35 euro cadauna (a fronte del prezzo di offerta di 1,9 euro), transazione però subordinata a un lock-up di 6 mesi meno un giorno dalla data di avvio delle negoziazioni, che scadrà quindi agli inizi del prossimo mese di ottobre.

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