RIQUALIFICAZIONE AMBIENTALE

Mar Piccolo di Taranto, via alla bonifica dai rifiuti

di Domenico Palmiotti

2' di lettura

La bonifica del Mar Piccolo di Taranto, uno dei siti maggiormente inquinati, parte dalla rimozione dei rifiuti gettati negli anni. La relativa operazione, coordinata dal commissario alla bonifica, Vera Corbelli, insieme alla Guardia di Finanza, all’Università di Bari, all'impresa Serveco e alla società Sogesid, è partita in questi giorni. Si tratta di 150 tra veicoli e parti di auto e poi pneumatici, relitti, fusti, lettini di ospedale, attrezzi da pesca, impianti di mitilicoltura, cassonetti dei rifiuti.
L’intervento, spiega il commissario Corbelli, «ha la finalità di garantire il ripristino dello stato dei luoghi e rimuovere le fonti di contaminazione. La rimozione delle prime auto fra le 150 presenti nel Mar Piccolo, ripescate dal moto-pontone “Federico”, è il segnale di speranza atteso da decenni da Taranto. Il primo seno del Mar Piccolo, quello maggiormente compromesso, entro pochi anni sarà rigenerato».

A tal fine va detto che il Cipe, prima di Natale, nell'ambito di un pacchetto di provvedimenti per Taranto, ha approvato un finanziamento di 34 milioni per il primo e il secondo stralcio degli interventi di bonifica, ambientalizzazione e riqualificazione del Mar Piccolo. Lo specchio acqueo, infatti, non è solo inquinato da rifiuti di vario genere ma anche da quanto hanno scaricato le industrie e l’Arsenale della Marina Militare. Non a caso proprio nel primo seno di Mar Piccolo è consentita solo in parte, ovvero per il periodo precedente la maturazione del seme, la coltivazione delle cozze. Questo per evitare che i mitili siano contaminati da diossina e pcb (policlorobifenibile).
«Gli oltre 500 rifiuti complessivi rinvenuti sui fondali del Mar Piccolo e che ora verranno rimossi – spiega ancora Corbelli – sono stati tutti geolocalizzati, videoripresi e catalogati». Le aree interessate dalla rimozione sono la discesa Vasto, la banchina Cariati e il pontile ex-Marigenimil. Una volta prelevati, i rifiuti vengono trasferiti presso la banchina Carrieri all’interno dell’Arsenale militare.

Loading...

L’intervento di pulizia dei fondali è stato preceduto dalle attività di monitoraggio previste dal progetto, tra cui il ripristino della strumentazione di acquisizione dei parametri ambientali e i prelievi per le analisi di laboratorio. Il monitoraggio ambientale prevede infatti il rilevamento delle misure di torbidità, conducibilità e temperatura in continuo con l’acquisizione dei dati in tempo reale su due boe di monitoraggio posizionate in prossimità dell'area di intervento. In aggiunta è stato avviato il monitoraggio degli organismi marini secondo la tecnica del «Mussel Watch» finalizzato alla valutazione degli eventuali effetti del bioaccumulo. Precisamente è in corso il monitoraggio dei mitili in prossimità dell’area in cui si interverrà. Individuati anche altri due punti di analisi in zone non interessate dal cantiere ma sempre nel primo seno del Mar Piccolo. Saranno usati come valore di riferimento. Messo sotto osservazione, infine, l’ecosistema di Mar Piccolo, ritenuto molto importante e caratterizzato da una grande biocenosi bentonica e da specie animali di particolare interesse conservazionistico come la «Pinna Nobilis» e due specie di «Hippocampus» (cavalluccio marino), la più importante e numerosa colonia del Mediterraneo.

Riproduzione riservata ©

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti