Made in italy

Marchi storici, iscrizioni al registro a partire dal 16 aprile

Bollo da 15 euro per la domanda telematica da presentare all’Uibm: l’obiettivo è supportare campagne promozionali soprattutto all’estero

di Giuseppe Latour

default onloading pic
(Agf)

Bollo da 15 euro per la domanda telematica da presentare all’Uibm: l’obiettivo è supportare campagne promozionali soprattutto all’estero


2' di lettura

Il registro dei marchi storici apre ufficialmente i battenti. A partire dal 16 aprile, tra sette giorni esatti, sarà possibile presentare domanda per entrare nell’elenco tenuto dal ministero dello Sviluppo economico.

La data è stata indicata dal decreto direttoriale datato 27 febbraio, appena pubblicato in Gazzetta ufficiale per stabilire le modalità pratiche di accesso al registro speciale che, a gennaio scorso, era stato regolato dal Mise nelle sue linee generali.

L’iscrizione, che interesserà i marchi con almeno 50 anni di vita (sono circa 850), potrà essere richiesta attraverso una domanda telematica all’Ufficio italiano brevetti e marchi (Uibm). Per presentare l’istanza bisognerà pagare un bollo da 15 euro.

Per entrare nell’elenco non è obbligatorio avere una registrazione del marchio attiva e regolarmente rinnovata. Laddove la si abbia, la strada sarà ovviamente più facile: bisognerà indicare solo gli estremi della prima registrazione e dei rinnovi successivi.

In caso di marchio non registrato, invece, bisognerà provare che vi sia stato un uso effettivo e continuativo da almeno 50 anni. Le prove potranno essere molto diverse: campioni di imballaggi, etichette, listini di prezzi, cataloghi, fatture, documenti di spedizione o esportazione, fotografie, inserzioni su giornali e dichiarazioni scritte.

Tenendo conto di questo doppio binario, l’Uibm verificherà il rispetto dei parametri indicati dal Governo in un tempo massimo di 60 giorni nel caso di marchio registrato e di 180 giorni nel caso di marchio non registrato, salva la possibilità di chiedere delle integrazioni di documenti. Può anche accadere che vi siano delle controversie. Ad esempio, nel caso in cui la domanda sia presentata dal solo licenziatario esclusivo, senza l’assenso del titolare del marchio. In questo caso, sarà l’Uibm a decidere, raccogliendo elementi da entrambi i soggetti e «assicurando in ogni caso prevalenza all’orientamento del titolare».

L’accesso al registro (dalla durata illimitata e non sottoposto a rinnovi) darà, in concreto, la possibilità di utilizzare un logo «marchio storico» accanto a quello del proprio marchio. Si tratta, quindi, di un meccanismo che parte con l’obiettivo di supportare campagne promozionali delle imprese storiche, prevalentemente all’estero.

Bisogna, però, ricordare che lo strumento, inserito nel decreto crescita (Dl 34/2019) dello scorso aprile, nasceva con obiettivi differenti. Era stato, infatti, disegnato nella fase di tensione legata alla vicenda Pernigotti. L’attivazione di un registro doveva, quindi, servire a contrastare le delocalizzazioni dei marchi più legati alla storia del nostro paese, attraverso un sistema di comunicazioni e sanzioni.

Quell’assetto, troppo penalizzante per le imprese, è stato rivisto e, anche in seguito al confronto tra Governo e associazioni, il registro è stato ricondotto alla funzione attuale. L’elenco, in futuro, sarà consultabile banca dati dei depositi e dei titoli di proprietà industriale dell’Uibm.

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti