Visioni d'azienda

Marco Bizzarri: «La temperatura delle idee va tenuta sempre alta»

In una lunga intervista, le riflessioni del ceo di Gucci su come cambierà il mondo della moda e del lusso nei prossimi anni.

di Redazione

Marco Bizzarri, fotografato da Petra Collins

2' di lettura

«Lo scacchista Garry Kasparov dice che per produrre l'acciaio più resistente bisogna avere l'altoforno più caldo. Credo che la temperatura delle idee, dell'impegno, della creatività vada tenuta sempre alta, senza timori: questa crisi è destinata a passare, e chi lavora per creare il dopo fa la scelta più saggia. Tutti, nel mondo, cercano l'Italia e continueranno a farlo. C'è un “però”: mancano collegamenti diretti con tante – troppe – città importanti. Siamo uno dei Paesi più desiderati, ma obblighiamo chi ci cerca a circumnavigare il globo per arrivare in Italia. Seppur in crescita, le rotte riattivate sono ancora poche (75 previste ad agosto 2020). Pensiamo cosa potremmo essere con una compagnia di bandiera, che possa valorizzare al meglio gli asset del nostro Paese. Se il turismo è uno dei punti fondamentali della rinascita, Alitalia non può essere comprimaria. Deve essere protagonista», spiega il ceo di Gucci.

«D'altronde, i fondamentali del mercato del lusso restano solidi, i dati macroeconomici ci dicono che le regioni che sono uscite per prime dal lockdown hanno ricominciato a crescere. In questo senso, quella del Covid-19 non è una crisi strutturale. La normalità pre-Covid era fatta, anche, da tante cose che andavano cambiate, e sarebbe grave non utilizzare quest'occasione per fare dei cambiamenti. Se la moda di prima non tornerà è perché è giusto che non torni: lavoriamo perché diventi ancora più bella, più aperta e inclusiva», continua.

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«In quest'ottica, va difeso il primato italiano della moda, prima di tutto a livello istituzionale, facendo davvero sistema. Gucci, con Intesa Sanpaolo, ha creato un'iniziativa, Programma Sviluppo Filiere, per aiutare le Pmi di eccellenza della catena di fornitura ad accedere velocemente al credito, come di solito accade alla clientela corporate di dimensioni molto più grandi. Questo accordo coinvolge centinaia di aziende e laboratori che danno lavoro a oltre 20mila persone. La strada da percorrere è camminare insieme, grandi, medie, piccole e piccolissime imprese. Quando è scoppiata la pandemia, abbiamo lanciato un hashtag sui social media, “We're All In This Together”. Non è solo uno slogan, è uno dei nostri valori fondativi che spinge a creare altro valore», spiega Bizzarri. «Penso, ad esempio, alle responsabilità ambientali e alla scelta, fatta lo scorso anno da Gucci, di diventare carbon neutral attraverso tutta la supply chain. O alla piattaforma Equilibrium, appena rinnovata e ampliata, per promuovere cambiamenti positivi in favore delle persone e del pianeta».

E conclude: «La moda, una volta, faceva bei vestiti, belle borse, belle scarpe. Oggi, accanto alla qualità, è fondamentale che le aziende sappiamo costruire un futuro basato su valori solidi. Noi ci impegniamo nel creare opportunità per gruppi di giovani talenti sottorappresentati nell'industria della moda, finanziando borse di studio Gucci Changemakers».

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