i segreti del territorio

Mare e montaghe: ecco la Basilicata


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2' di lettura

Il Lago di Cogliandrino e la Diga di Masseria Nicodemo si trova nell’alta valle del Sinni, che prende il nome dall’omonimo fiume e occupa la parte meridionale della Basilicata. Essa, in particolare, comprende un territorio completamente montuoso, tra il parco Nazionale del Pollino e il Parco Nazionale dell’Appennino Lucano e del Lagonegrese. Senza contare la vicinanza alla splendida costiera di Maratea.
Quella del fiume Sinni è una valle selvaggia, lontana dagli itinerari turistici classici, che regala un paesaggio inatteso e arricchito dai molti profumi della folta vegetazione. Il fiume Sinni nasce a quota 1.380 metri dalla cima Serra della Giumenta, sul versante orientale del massiccio del monte Sirino. Percorre da ovest a est l’estremo settore meridionale della Basilicata, ricevendo l’apporto di svariati affluenti, tra cui il Cogliandrino (che forma l’omonimo lago) e a Senise il torrente Serrapotamo, il cui corso è sbarrato dalla diga in terra battuta più grande d’Europa, che va a formare il Lago di Monte Cotugno. Il Sinni sfocia poi nel Mar Ionio all’altezza di Policoro.
A una ventina di chilometri dalla Diga di Masseria Nicodemo c’è Lauria, il principale centro abitato della Lucania sud-occidentale, che è circondata da una serie di vivaci paesaggi, come le vette del Monte Sirino per gran parte dell’anno ricoperte di neve. Lauria è peraltro il paese più popolato e grande della Valle del Noce, nonché il luogo natale dell’attore e regista Rocco Papaleo, che proprio nella cittadina ha girato alcune scene del suo film “Basilicata coast to coast”, ma è anche la patria del Beato Domenico da Lentini, patrono della città. Il suo affascinante centro abitato è composto dai due nuclei: Lauria Superiore, il “Castello”, e Lauria Inferiore, il “Borgo”, separati l’un l’altro dall’antico quartiere “Ravita”.
Certo, va anche segnalato che non si è neppure troppo distanti dal mare. A una trentina di chilometri ci sono le splendide spiagge di Maratea e l’imponente statua del Cristo Redentore, che domina il paesaggio dall’alto del monte San Biagio. Si raggiungono attraverso una strada che scende tra le montagne e all’improvviso si apre sulle acque blu cristallino del Tirreno, molto belle ovviamente anche da percorrere in bicicletta.

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