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Marina Abramović: boom di presenze a Palazzo Strozzi

di Francesca Guerisoli


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5' di lettura

“The Cleaner” di Marina Abramović segna il nuovo record di pubblico per Palazzo Strozzi e sicuramente entrerà nella classifica delle mostre più visitate in Italia nel 2018. La rassegna, aperta dal 21 settembre con oltre 100 opere dell'artista dagli anni ’60 ad oggi, di cui sei re-performance, chiude oggi con un'affluenza superiore ai 180.000 visitatori. Un successo per la sede espositiva fiorentina dato dalla politica intrapresa negli ultimi tre anni, che grazie al coinvolgimento di alcuni tra i più noti artisti contemporanei internazionali gioca sull'attrattività per il grande pubblico. Se nel 2016, Ai Weiwei. Liberoaveva registrato ben 150.000 visitatori, l'anno seguente, “Bill Viola. Rinascimento Elettronico” , è stata vista da 100.000 persone. Ed è la prima donna a cui la Fondazione dedica una mostra ad alzare ulteriormente l'asticella e a confermare Palazzo Strozzi tra le principali destinazioni del contemporaneo in Italia, capace di coinvolgere un pubblico ampio. La nuova politica che dà maggior spazio al contemporaneo riflette la strategia della direzione: “Abbiamo spostato il contemporaneo dai sotterranei della Strozzina al Piano Nobile di Palazzo Strozzi, uno spostamento fisico – afferma Arturo Galansino, direttore Generale della Fondazione Palazzo Strozzi – che riflette un cambio di linea: nobilitare il contemporaneo portandolo al livello dell'antico. Siamo impegnati in un'azione di “alfabetizzazione” al contemporaneo a Firenze e lavoriamo sulla varietà e differenziazione della proposta. Il criterio comune ad ogni nostra scelta è la qualità: proponiamo solo il meglio, al meglio e lo facciamo partendo dalla nostra storia e identità. Attraverso le forme più diverse d'arte contemporanea abbiamo parlato di politica, migrazioni, scienza, ecologia, empatia ecc. Per aprire, e per farlo da un punto di vista femminile, sul mondo della performance art, la scelta non poteva che cadere su Marina Abramović”.

Come l'Abramovic ha ammaliato il pubblico

Come l'Abramovic ha ammaliato il pubblico

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Re-performance, video, installazioni, e non solo. “Imponderabilia”, “Cleaning the Mirror”, “Luminosity”, “The Freeing Series (Memory, Voice, Body)“ sono le sei re-performance che ogni giorno corrono nelle sue sale espositive. Metodo attraverso il quale la Abramović lavora dal 2005, le re-performance sono performate da 32 tra attori e danzatori, che ricevono un compenso di 100 euro al giorno. Ad accogliere il pubblico è, come nel 1977 alla Galleria d'Arte Moderna di Bologna , “Imponderabilia”: due performer prendono qui il posto di Marina Abramović e di Ulay e con i loro corpi divengono soglia attraverso cui i singoli visitatori devono passare per poter accedere alla mostra (anche se oggi, a differenza del '77, è presente l'alternativa d'ingresso). Insieme alla celebre performance di Bologna, di cui il Mambo espone il video in collezione permanente, sono molti i lavori in mostra che hanno segnato la carriera dell'artista e al tempo stesso hanno tracciato alcuni punti nella storia della performance art. Come “Rest Energy” (1980), video-performance che tiene incollati su di sé gli occhi del pubblico per la tensione che si sprigiona dall'arco impugnato da Ulay che tende una freccia direzionata al cuore dell'Abramović. Nella sala espositiva fiorentina una calca di persone osserva il video di 4 minuti, in piedi, rapito dall'immagine. O ancora “Balkan Baroque” (1997), con la quale l'artista ha vinto il Leone d'Oro alla Biennale di Venezia . Inoltre, in dicembre ha avuto luogo una delle re-performance più estreme, “The House with an Ocean View” (2002), che comprende 12 giorni di vita, e di digiuno, interamente di fronte agli occhi del pubblico.

Donne e giovani il pubblico maggiore. Dall'analisi sui visitatori fornitaci da Palazzo Strozzi emerge che oltre il 70% del pubblico è femminile e oltre il 50% è under 30. C'è una buona partecipazione del pubblico locale, che si attesta al 35% del totale dei visitatori. Interessante anche il dato relativo alla presenza di pubblico nazionale esclusivista, visitatori che hanno scelto come meta Firenze principalmente per visitare la mostra (oltre il 40% dei visitatori turisti che soggiornano a Firenze almeno una notte e l'80% degli “escursionisti”, ovvero coloro che vengono a Firenze solo in giornata). Inoltre, quasi una persona su due (46%) non aveva mai visitato Palazzo Strozzi. Nonostante l'affollamento nelle sale, i visitatori hanno dichiarato un alto gradimento: il 97% ha detto di essere pienamente soddisfatto dell'esperienza.

Il gioco dei social. Marina Abramović ha varcato definitivamente i confini del mondo dell'arte contemporanea con la performance del MoMA “The Artist is Present” (2010), in cui, immobile per oltre 700 ore nell'arco di tre mesi, ha fissato 1.675 persone. Il video dell'incontro con Ulay che le si siede di fronte, in cui l'artista serba per la prima volta infrange le sue regole, tradendo emozioni e protendendo le braccia verso di lui, è divenuto virale.
Palazzo Strozzi si dimostra particolarmente attento alla comunicazione via social: oltre 1 milione di persone sono state raggiunte su Facebook e in media oltre 10mila sono interessante da ogni nuovo post. I cinque video pubblicati su Facebook hanno raggiunto circa 490mila persone e oltre 17mila sono le reazioni (like, commenti, condivisioni). Stesso trend si registra su Instagram: circa oltre mezzo milione di persone sono state raggiunte; 8.500 in media ogni volta che è stati pubblicato un aggiornamento.
La riflessione critica sulla scelta di permettere al pubblico di fotografare o meno si porta dietro ben più di un potenziale discorso sulla privacy; tale scelta, infatti, entra in modo incisivo nella dinamica di relazione con l'opera. Il mutamento del contesto tecnologico interessa fortemente la fruizione di una performance come “Imponderabilia”, di fronte alla quale tutti scattano fotografie, catturano il momento attraverso il proprio dispositivo: “avvertiamo la presenza del pubblico attraverso i muri di cellulari che ci tengono sotto tiro”, afferma la performer Gilda Deianiro Ciao. Ogni comunicatore sa quanto siano funzionali gli user generated content e quanto quel gesto di passare attraverso i due performer sia iconico. Inoltre, il proliferare sui social media delle scene di nudo delle re-performance della mostra di Palazzo Strozzi ha sollevato un caso mediatico legato alla censura del nudo artistico.

L’indotto. “Proporzioni inedite per il panorama italiano”. Per Arturo Galansino – che è anche curatore della mostra insieme ai curatori delle istituzioni con cui è co-prodotta, Lena Essling ( Moderna Museet , Stoccolma), Tine Colstrup ( Louisiana Museum of Modern Art , Humlebæk) e Susanne Kleine, Bundeskunsthalle, Bonn) – Palazzo Strozzi è diventato un modello virtuoso di sostenibilità finanziaria: “Il contributo pubblico, seppur fondamentale, si attesta intorno al 20% del nostro budget e, grazie al fundraising privato e al ricavo dai biglietti, entrambi intorno al 40%, pesiamo poco sulle tasche dei contribuenti. In questo modo e con questi numeri Palazzo Strozzi genera ogni anno un notevole indotto economico sul territorio, circa 50 milioni, dimostrando che intorno all'arte, alla cultura e al turismo di qualità può crearsi un'economia florida e sostenibile”.
“The Cleaner” ha ricevuto il sostegno del Comune di Firenze, Camera di Commercio di Firenze, Associazione Partners Palazzo Strozzi Regione Toscana; il contributo di Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze , sponsor Unipol Gruppo; il supporto di Gucci, illy, Terna e numerose tra collaborazioni e sponsorizzazioni tecniche. Per ulteriori dati economici relativi alla mostra dovremo attendere la prossima primavera, quando Palazzo Strozzi renderà pubblico il report della gestione 2018.

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