operazioni a nord di Sabrata

Marina libica ferma e arresta 800 migranti

(AP)

2' di lettura

La guardia costiera libica ha «salvato e arrestato» 826 migranti in due diverse operazioni a nord di Sabrata. Lo ha riferito il portavoce della Marina militare libica, Ayoub Qassem, in un comunicato. I migranti tra cui anche bambini (di nazionalità libica, marocchina, tunisina, algerina, sudanese, siriana e di Paesi subshariani) erano a bordo di tre gommoni e due barche di legno. Il portavoce ha riferito inoltre che i migranti sono stati consegnati all'organismo di lotta alla migrazione clandestina.

La Guardia costiera libica ha intercettato la scorsa notte un'imbarcazione con 464 migranti a bordo, che sono stati riportati sulla terraferma. Si tratta di un nuovo intervento della Guardia costiera di Zawia, il distaccamento che risulta finora più attivo nel contrasto al traffico di migranti. A capo della Guardia costiera di Zawia vi c’è il giovane tenente Abdulrahman Milad, detto Bijia, rampollo di una delle tribù che controllano quell'area e fratello di un capitano della polizia rimasto ucciso negli scontri durante la guerra civile anti Gheddafi, considerato una sorta di eroe della rivoluzione. I media si sono occupati di lui per i metodi “sbrigativi” usati con i migranti e per le sospette collusioni con i trafficanti. C'è anche chi lo ha indicato come il boss della tratta di esseri umani in quella zona della Libia, accuse che finora non hanno avuto riscontro. Il suo distaccamento, riferisce una fonte all’Ansa, «è uno dei pochi gruppi della Guardia Costiera della Difesa Libica, se non l'unico, che svolge un'azione incisiva nel contrasto. I barconi che vengono intercettati dai suoi uomini sono numerosi».

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Vice di Sarraj contro la missione navale italiana
Ieri intanto il vice presidente del Consiglio presidenziale libico Fathi Al-Mejbari ha chiesto all’Italia «di cessare immediatamente la violazione della sovranità libica» e ha fatto appello alla comunità internazionale e al Consiglio di Sicurezza Onu perchè prendano una posizione sulla missione navale italiana.

Stando al sito della Tv LibyaChannel Al-Mejbari ha anche chiesto alla Lega Araba e all'Unione Africana di esprimersi al riguardo condannando «tale violazione,
sostenendo e appoggiando la Libia». La Farnesina ieri ha sottolineato che le parole di Fathi Mejbari «rientrano nella dinamica di un dibattito interno libico - che l'Italia rispetta pienamente - e non inficiano in alcun modo il rapporto di cooperazione tra i due Paesi». Rapporto che è «mirato a potenziare la lotta contro i trafficanti di esseri umani e a rafforzare la sovranità libica, il tutto all'interno di una cornice giuridica certa».

Libia, anche vice Sarraj contro missione navale Italia
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