artigianalità

Marinella acquisisce una quota di un’antica stamperia della seta inglese

di Giulia Crivelli

default onloading pic


2' di lettura

Non parlano la stessa lingua ma si intendono alla perfezione. Perché hanno in comune la passione per il know how tessile, per l’artigianalità, per il gusto di veder nascere, grazie a tecniche antiche, qualcosa che conserva una straordinaria contemporaneità: i tessuti per cravatte.

Parliamo di Maurizio Marinella e di Tro Manoukian, amministratore delegato di Adamley Textiles, tra le più antiche stamperie a mano inglesi. «Mi capita spesso di visitare la sede dell’azienda, nel Cheshire. Un posto incantato, immerso in una campagna inglese quasi fuori dal tempo, anche se all’interno della fabbrica c’è un mix perfetto tra mano dell’uomo e tecnologia, là dove serve – racconta Marinella, terza generazione dell’azienda napoletana famosa nel mondo per le sue cravatte –. L’atmosfera è fantastica, quando sono lì di Napoli mi mancano però il sole e le sfogliatelle...».

Loading...

Maurizio Marinella ha appena acquisito una quota di Adamley Textiles, rafforzando un legame instaurato oltre cento anni fa dal fondatore del marchio. «Mio nonno Eugenio volle ricreare a Napoli un piccolo angolo di Inghilterra, in un’epoca in cui lo stile maschile inglese era simbolo di eleganza – racconta Maurizio Marinella –. All’epoca non era facile viaggiare tra Italia e Inghilterra, ma mio nonno attraversava più volta all’anno la Manica per scegliere personalmente le sete e le fantasie con le quali sarebbero state poi realizzate le camicie e le cravatte nei laboratori sartoriali di Napoli».

Dal 1914 però molte cose sono cambiate, non sono molti i marchi e le aziende che producono ancora artigianalmente accessori come le cravatte o stampano a mano le sete. «La rivoluzione tecnologica non si può ignorare e mio figlio, che rappresenta la quarta generazione della nostra famiglia, segue ad esempio lo sviluppo dell’e-commerce. Prima che lui entrasse in azienda – spiega Marinella ridendo – avevamo solo il “phone commerce”, raccoglievamo cioè al telefono qualche ordine da parte di clienti che non abitano a Napoli o in Italia. Ma l’artigianalità va tutelata ed è per questo che abbiamo investito in Adamley Textiles: l’azienda va bene, si autofinanzia, è il momento di investire nel futuro».

Il 2017 è stato un anno importante per Marinella, segnato dalla partecipazione alla mostra Items: Is Fashion Modern? al MoMa di New York e al lancio della collezione Archivio. Negli ultimi due anni il fatturato è cresciuto del 20% arrivando a circa 18 milioni (oltre 20 comprese le royalties), con un raddoppio dell’ebitda.

«Stanno avendo grande successoi anche gli accessori e in particolare la piccola pelletteria con innesti in seta – conclude Marinella –. Il negozio di Roma, in via di Campo Marzio, ha accelerato e già alla fine di settembre avevamo superato il budget dell’anno. Nel 2018 rafforzeremo le partnership con i department store americani e ci concentreremo sulla Scandinavia, dove stanno aprendo negozi di abbigliamento bellissimi e le nuove generazioni hanno scoperto il piacere della qualità e di piccoli tocchi formali, come le cravatte».

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti