il dS dell'Udinese

Marino: «Difficile prorogare i contratti dei calciatori oltre il 30 giugno»

«Non mi fido dei vertici Uefa e Fifa: troppe contraddizioni. E sarà difficile prorogare i contratti dei giocatori oltre il 30 giugno»

di Dario Ricci

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(Gettyimages)

«Non mi fido dei vertici Uefa e Fifa: troppe contraddizioni. E sarà difficile prorogare i contratti dei giocatori oltre il 30 giugno»


2' di lettura

«La paura mia da dirigente è che ci stiamo preoccupando di questa stagione, ma dovremmo preoccuparci anche della prossima. Se non dovesse partire a pieno regime, lì davvero potremmo arrivare al crac di alcune società di calcio. Per quanto ingenti, i danni di un mancato finale di questo campionato saranno riparabili nel tempo».

I dubbi

Ospite Tutti Convocati su Radio 24, il direttore sportivo dell’Udinese Pierpaolo Marino – classe 1964, cresciuto alla scuola di Italo Allodi, demiurgo del Napoli del primo scudetto targato Maradona e poi protagonista su alcune delle scrivanie più significative della nostra serie A (oltre Udinese, ancora Napoli, Atalanta e Roma - esprime la sua perplessità sul tema della ripartenza del campionato, ma conferma anche l’unità ritrovata in Lega Serie A. «La Lega è compatta, confermo, tutti vogliamo riprendere. Anche l’Udinese chiede rispetto delle tutele del personale, assolutamente noi vorremmo essere in campo prima possibile», evidenzia Marino. Posizione del resto obbligata, vale però la pena sottolineare, visto che in caso di contrarietà della stessa Confindustria del calcio alla ripartenza, gli effetti (negativi per i club) sui contratti tv in essere sarebbero immediati.

Diritti tv
Proprio su questo tema, il ds bianconero si dichiara tuttavia ottimista: «Il rapporto broadcaster-Lega è sempre stato aperto e cordiale, le soluzioni si troveranno. Non credo si andrà al conflitto legale, c’è un contratto e saranno rispettati tutti i vincoli, non si andrà alla diatriba legale. È vero che i club ricevono le loro risorse maggiori per costruire e mantenere le squadre dai broadcaster, ma anche le piattaforme senza calcio non potrebbero sopravvivere. E' un rapporto di simbiosi che non può essere intaccato».

Uefa e Fifa
Nel giorno in cui si è riunito il comitato esecutivo Uefa Marino ha poi fatto il punto anche sulla situazione di politica internazionale del calcio, tirando alcune stoccate al governo del calcio europeo e mondiale: «Mi fido poco dei dirigenti internazionali, fino ad ora hanno detto la qualunque, hanno difeso gli Europei, hanno difeso le Coppe, hanno fatto giocare Atalanta-Valencia che sappiamo che partita è stata e che cosa ha causato per il dolore di tutti in Spagna e Italia, un nefasto contributo alla diffusione della pandemia».

Questione contratti
E ancora, sul delicato argomento del prolungamento dei contratti dei calciatori oltre il 30 giugno: «Due settimane fa Uefa e Fifa hanno sostenuto che in contratti erano prorogabili d’autorità, salvo poi fare marcia indietro». Proprio sulla questione dei contratti, il ds bianconero esprime parecchi dubbi: «Già avvocati di Premier League, così come ora si sta rendendo conto anche l’Uefa, hanno sentenziato che la prorogabilità obbligata da parte di enti sportivi dei contratti a giocatori, tecnici e protagonisti del movimento non è possibile, non si riuscirà a rimuovere questo ostacolo legale perché i contenziosi saranno tanti, il primo giocatore che non rinnova farà saltare il banco e le trattative sono singole, non di categoria. in più ci sono i giocatori in prestito che a giugno devono tornare alle società di origine». Un’ulteriore ombra che si allunga su una ripresa del campionato (e soprattutto, su una conclusione dello stesso…) tutt'altro che scontata.

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