ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùIl premier in Veneto

Mario Draghi agli studenti: «Non abbiate paura del futuro»

Visita alla scuola media “Dante Alighieri” a Sommacampagna, in provincia di Verona. Ha esortato i ragazzi a non cedere al pessimismo

di Redazione Scuola

(ANSA)

3' di lettura

«Il futuro è lì perché voi ve ne impadroniate, perché voi diventiate protagonisti. Bisogna guardare al futuro come a una partita: la volete vincere? Sennò, perché giocare se già la volete perdere?». Ha toccato il tasto dell'entusiasmo e dell'impegno il premier Mario Draghi, in occasione della sua prima visita in Veneto, che si è svolta il 20 maggio alla scuola media “Dante Alighieri” a Sommacampagna, in provincia di Verona. E ha tributato un riconoscimento alla Moglie Serenella, originaria di Padova: «Mi viene in mente quante fesserie avrei fatto se non ci fosse stata lei». Un appuntamento voluto dal presidente del Consiglio, che è venuto a rispondere di persona alle lettere indirizzategli dagli allievi della classe 2D, con numerosi quesiti sull'Italia, la pandemia, la scuola, la guerra. Draghi ha raggiunto il plesso scolastico veronese, accolto dalla dirigente Emanuela Antolini, e dal presidente regionale Luca Zaia.

Mezz’ora di faccia a faccia

Ha dedicato mezz'ora per un incontro faccia a faccia con la classe e poi, nella palestra, per parlare con tutti gli scolari, che hanno eseguito una canzone “rap” con le parole della Costituzione e l'Inno di Mameli. «Il pessimista non serve a niente - ha ribadito il premier, prendendo a prestito una delle “massime” di Zaia - perché sta lì seduto a dire che le cose non vanno bene, e non fa niente però. Sta lì a criticare, si dispiace, è arrabbiato e triste. Una cosa la fa: spesso ti fa capire delle cose di cui tu magari non ti accorgi. Però, a parte questo, è uno stato d'animo che non produce. Quindi bisogna essere ottimisti, bisogna guardare al futuro come una opportunità, non come un rischio», ha aggiunto.

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La pandemia

Un altro tema pressante sottoposto a Draghi dai ragazzi è stato quello della pandemia: «Capisco - ha subito detto il premier - che voi abbiate sofferto tantissimo con la mascherina in classe. Soffro regolarmente quando me la metto. Avete rispettato le regole e grazie anche al vostro rispetto delle regole, ma anche soprattutto ai vaccini, spero proprio che con l'anno prossimo non ci sia più bisogno di mascherine. Spero proprio che la pandemia non ritorni. Lo stare insieme vi aiuta a capire chi siete. Ricordatevi sempre con amore, con bontà, con allegria. Vi dovete divertire», è stato l'invito. Particolare l'omaggio fatto a Draghi di una rosa, destinata a sua moglie, Maria Serenella Cappello (il premier ha scherzosamente ricordato a Zaia di essere «mezzo veneto»). Assieme alle figure dei genitori e dei suoi insegnanti, l'ha indicata come uno dei suoi “idoli”: «Ogni tanto - ha confessato - mi viene in mente la quantità di fesserie che avrei fatto se non ci fosse stata lei. E anche alla capacità di capire il momento psicologico (ne ho attraversati tanti nella mia vita). E poi la famiglia che si è creata, i figli, i nipoti della vostra età. Quindi è tutta una storia bella che si centra su di lei». La prima visita in Veneto ha poi portato Mario Draghi a Custoza, per la deposizione di una corona d'alloro al Mausoleo, che ricorda le vittime della prima e della terza Guerra di indipendenza Italiana (1848 e 1866), e infine a Sant'Ambrogio di Vapolicella, per un incontro e un 'giro' alla Masi Agricola, storica azienda produttrice dell'Amarone.

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