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Mario Nava (ex presidente Consob): «Il futuro, per i giovani, non esiste senza l’euro»

di Antonio Criscione


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3' di lettura

Una coincidenza perfetta ha caratterizzato l’apertura di Consulentia2019, l’evento che agli inizi di febbraio l’Anasf (associazione di consulenti finanziari) celebra annualmente a Roma. L’appuntamento con un personaggio significativo del mondo della finanza o della politica, in cui culmina la prima giornata dell’evento, vedeva infatti come ospite Mario Nava, ex presidente della Consob (e attualmente direttore Generale della direzione generale Fisma della Commissione Ue), proprio nel giorno in cui il Consiglio dei Ministri avviava la procedura per la nomina del successore di Nava, Paolo Savona, dopo un interregno durato quasi quanto la presidenza di Nava.

Nel corso del suo intervento Nava ha manifestato grande fair play sulla questione dell’abbandono dell’incarico e ha espresso i suoi migliori auguri al successore. Tuttavia non ha perso l’occasione per rivendicare di avere portato delle innovazioni e di avere mostrato cosa si potesse fare pro mercato e pro Europa nel corso della sua presidenza. Per il resto un intervento improntato a una decisa distinzione tra irriducibilità dei fatti e percezioni che non sempre li rispecchiano.

L’ex presidente Consob ha ricordato che non si sente più parlare di crisi della zona euro, mentre il 2018 è stato l’anno in assoluto in cui ci sono stati più europei al lavoro e che in Europa la distribuzione del reddito è sicuramente meno sperequata che nelle altre parti del mondo. Nava ha poi ribadito che rifiuta l’idea che nella Ue ci sia un eccesso di regolamentazione e «se ci fosse - ha rimarcato - sarebbe sbagliato. Però le regole che l’Unione si è data hanno permesso una maggiore capacità di affrontare le crisi. E se oggi nell’economia c’è più incertezza, questa ha minori impatti che nel passato, perché ormai siamo attrezzati per affrontarla». Nava si è anche dimostrato fiducioso per la prossima legislatura comunitaria, che potrebbe essere una buona occasione per la garanzia unica dei depositi e ha indicato una soluzione mediana tra chi dice che prima vanno ridotti i rischi e poi condivisi e chi vorrebbe passare subito alla condivisione: «Anche un’assicurazione prima di stipulare una polizza guarda i rischi che ci sono realmente. Ma l’idea di ridurre i rischi prima della condivisione non va portata all’eccesso». E per confutare l’idea dell’eccesso di regole ha ricordato che le banche hanno fatto più di quanto abbia chiesto la regolamentazione e le stesse Authority.

Sui vantaggi dell’Europa ha ricordato che la crescita degli ultimi 35 anni è attribuibile per metà proprio all’esistenza di un mercato unico. Quanto al futuro dell’euro, per Nava si tratta di un punto di non ritorno: in nessuno dei paesi che adotta la moneta unica coloro che la vogliono conservare sono in minoranza. E i giovani non riescono a concepire un’Europa senza euro. «Mia figlia - ha raccontato Nava - è rimasta sorpresa nel vedere banconote sconosciute uscire da un bancomat di Budapest, senza capire come potessero avere tolto i costi del roaming, ma non adottato la moneta unica».
Anche per i consulenti finanziari Nava indica la via del rapporto fiduciario con i clienti, che si conquista con la trasparenza. «Occorre agire nell’interesse del cliente ed essere in grado di rispondere alle sue esigenze emergenti, come gli investimenti sostenibili». In quest’ambito Nava ha ribadito l’importanza del questionario Mifid per la conoscenza del cliente. E su questo solco tracciato da Nava che Consulentia19 proseguirà con un fitto programma di incontri (a partire dall’intervento del presidente dell’Anasf, Maurizio Bufi) che tra il 6 e il 7 febbraio avrà come filo conduttore il futuro dei consulenti finanziari, con il titolo “protagonisti della crescita”.

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